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Museu de Historia de Barcelona


  - 2 opinions

A journey through the past of the city

Published by Emanuele Benetti — 5 years ago

If I had found the visit to the Museu Frederic Mares quite disappointing, fortunately I did not have to go very far to find something more interesting to see. Having gone through the wonderful Palau del Lloctinent, indeed, I reached Plaza del Rei, where the entrance to the Museu de Historia is located. Actually, the access to the museum is placed a few steps out of the square, along Carrer del Veguer, while the staircase leading to the Palau Reial, which most people mistake for the entrance, is in fact the way out. The entrance fee is higher than in Museu Mares, but on the other hand the visit will probably be far more interesting.

After an introductory hall where you will find explanations about the first settlements in the area of the current Barcelona, a lift will indeed bring you under the ground level. In this subterranean space, indeed, it is possible to see the ruins of the ancient Barcino, which were found in the 1950s below the surroundings of Plaza del Rei. The Roman town of Barcino was founded during the reign of the emperor Augustus, replacing the previous settlements of the Iberians. It corresponded broadly to the present centre of the city, the so-called Barri Gotic. Within a few centuries, Barcino became a thriving and active town, thanks to its favourable position which allowed to develop activities such as fishing, farming and trading. During the 4th century, though, the slumping power of the Roman Empire exposed Barcino, as well as other areas, to the incursion of the barbarians. For this reason, a mighty defensive wall was built in that period.

It is exactly that same surrounding wall, still less visible, which helps understanding the structure of the ancient Barcino: the area of the museum (as well as Plaza del Rei), indeed, is enclosed by the defensive line, as you will notice once in the underground area. After a few steps, indeed, you will be able to see the inside part of one of the 78 towers which originally guarded the old city. After a lit intermediate space, where the objects found in the ruins of an ancient domus (house) are displayed, the tour will go along the ruins, immersed into a charming semi-darkness. With a bit of fantasy, it is possible to see an ancient laundry, followed at short distance by a lavatory, whose ducts are still clearly visible. The reconstruction of this part of the ancient town, which was located at a certain distance from the protective wall, also includes a series of workshops, respectively assigned to the production of wine and of a sauce called garum. In both cases, it is still possible to see the concave containers where the liquids were preserved. Following the route, you will then admire the ruins of an ancient church (probably dating back to the 4th century as well) and a fine mosaic, located below the visitors passage.

Emerging once again to the natural light, you will find then as a continuation of the itinerary a couple of rooms explaining the evolution of the city since the 8th century (when it underwent the invasion of Arabs and Visigoths) to the 14th, when under the reign of Aragon it was once again a thriving and rich city. It is probably the less interesting part of the museum, but the following section will make up for it. When the tour seems to be over, indeed, the museum still has a surprise in store. At the end of the itinerary, indeed, you will end up straight in the heart of the Palau Reial. Besides a fascinating relief map, showing the evolution of the urban fabric, you will indeed have the chance to visit two interesting spaces. The Salò del Tinell, which in the 14th century housed the royal banquets, was at the time of my visit occupied by a temporary exposition which prevented me from appreciating it fully. Nothing spoile, instead, my pleasure in seeing the Capilla de Santa Agata. This delicious chapel, indeed, is a real gem despite its small size. Besides appreciating the fine architectonic decorations, it is also possible to admire a magnificent altarpiece and a series of colourful looking glasses, from which you will have a wonderful view of Plaza del Rei.

Even though the entrance fee is not exactly cheap (7,20 Euros) and the Roman ruins are of course not comparable to other archeological sites in Catalonia, I would therefore recommend visiting this fascinating museum, which will increase considerably your knowledge about the history and development of Barcelona.

Photo gallery


Un viaggio nel passato della città

Published by Emanuele Benetti — 5 years ago

Se la visita al Museu Frederic Mares mi era sembrata abbastanza deludente, per fortuna non ho dovuto andare troppo lontano per trovare qualcosa di più interessante da vedere. Una volta attraversato il meraviglioso Palau del Lloctinent, infatti, ho raggiunto Plaza del Rei, dove è situato l'ingresso al Museu de Historia de Barcelona. In verità, l'accesso al museo si trova alcuni passi al di fuori della piazza, lungo Carrer del Veguer, mentre la scalinata che conduce al Palau Reial, che la maggior parte della gente scambia per l'entrata, è in realtà il termine della visita. Il biglietto d'ingresso costa un po' di più rispetto al Museu Mares, ma d'altronde la visita si rivelerà probabilmente molto più interessante.

Dopo una stanza introduttiva, dove troverete utili spiegazioni riguardo ai primi insediamenti nell'area dell'attuale Barcellona, un ascensore vi condurrà al di sotto del suolo. In questo spazio sotterraneo, infatti, è possibile vedere le rovine dell'antica Barcino, che furono rinvenute negli anni '50 del Novecento nella zona sottostante Plaza del Rei. La città romana di Barcino fu fondata durante il regno dell'imperatore Augusto, rimpiazzando i precedenti insediamenti del popolo degli Iberi. Corrispondeva all'incirca all'area dell'attuale centro città, il cosiddetto Barri Gotic - Ciutat Vella. Nel giro di pochi secoli, Barcellona divenne una città fiorente ed attiva, grazie alla propria posizione favorevole che permise lo sviluppo di attività quali pesca, colture e commercio. Nel corso del IV secolo, tuttavia, il declinante potere dell'Impero Romano lasciò Barcellona, così come altre zone, esposta al rischio delle invasioni dei barbari. Per questa ragione fu costruita in questo periodo una possente muraglia difensiva.

E proprio la stessa muraglia difensiva è tuttora visibile, e contribuisce a comprendere la struttura dell'antica Barcino: l'area del museo, così come Plaza del Rei, è infatti racchiusa da una linea protettiva, come potrete notare una volta arrivati nello spazio sotterraneo. Dopo alcuni passi, inoltre, avrete la possibilità di vedere l'interno di una delle 78 torri che originariamente difendevano la città vecchia. Superato uno spazio illuminato di transizione, dove sono esposti gli oggetti ritrovati tra i resti di un'antica domus (casa), l'itinerario prosegue attraverso le rovine, immerse in un'affascinante penombra. Con un po' di fantasia, è possibile distinguere un'antica lavanderia, seguita a breve distanza da un lavatoio, le cui condutture sono ancora visibili. La ricostruzione di questa parte dell'antica città, che era situata a una certa distanza dalle mura difensive, comprende anche una serie di botteghe, destinate rispettivamente alla produzione del vino e di una salsa chiamata garum. In entrambe i casi, si possono ancora osservare i contenitori semisferici dove venivano conservati i liquidi. Seguendo il percorso, ammirerete poi le rovine di un'antica chiesa (probabilmente anch'essa risalente al IV secolo) ed un grazioso mosaico, situato al di sotto della passerella per i visitatori.

Riemergendo alla luce del giorno, troverete poi a continuazione dell'itinerario un paio di sale che illustrano l'evoluzione della città tra l'VIII ed il XIV secolo, quando sotto il Regno d'Aragona fu una volta di più una città ricca e fiorente. Si tratta probabilmente della parte meno interessante del museo, ma la sezione seguente compenserà abbondantemente. Quando il tour sembra volgere al termine, infatti, il museo ha ancora una sorpresa in serbo. Alla fine dell'itinerario, infatti sbucherete giusto nel cuore del Palau Reial. Oltre ad un affascinante plastico in legno, che spiega l'evoluzione del tessuto urbano, potrete infatti visitare due luoghi assai interessanti. Il Salò del Tinell, che nel XIV secolo ospitava i banchetti regali, al momento della mia visita era occupato da un'esposizione temporanea che mi ha impedito di apprezzarlo appieno. Niente ha potuto guastare, invece, la piacevole visita alla Capilla de Santa Agata. Questa deliziosa cappella, infatti, è una vera e propria gemma a dispetto delle sue dimensioni ridotte. Oltre ad apprezzare le graziose decorazioni architettoniche, è anche possibile ammirare una magnifica pala d'altare ed una serie di variopinte vetrate, da cui avrete una vista meravigliosa su Plaza del Rei.

Benché il prezzo del biglietto non sia troppo economico (7,20 euro) e le rovine romane non siano affatto paragonabili ad altri siti archeologici in Catalogna, raccomanderei quindi la visita a questo museo, che accrescerà notevolmente il vostro bagaglio di conoscenze sulla storia e lo sviluppo di Barcellona.


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