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Fundaciò Joan Mirò


  - 2 opinions

Admiring Mirò

Published by Emanuele Benetti — 5 years ago

"Noi vogliamo distruggere i musei, le accademie d'ogni specie" ("We want to destroy the museums, the libraries and the academies of all kinds"). This was one of the key points, if not the main one, of the Manifesto del Futurismo (Manifesto of Futurisme) which my country fellow Filippo Tommaso Marinetti published on Le Figaro in 1909, decisively contributing to the development of the avant-garde movement. Well, if only he could have visited the Fundaciò Joan Mirò, I bet he would have found that he had to make at least one exception to his iconoclastic fury.

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This foundation, indeed, is a very peculiar kind of museum, and under some aspects is not to be considered a museum at all. As the name itself suggests, indeed, it is at the same time a collection of works of art and a foundation to support the development of art itself. It was on this condition that the great artist donated most of his works to the Foundation, in order to carry on that progress in the contemporary art to which he had contributed so much. Upon this premises the Foundation was created in 1975, and it is now housed in the building specifically designed by the architect Josep Lluis Sert, surrounded by some of the most spectacular gardens on the Montjuich hill. Despite not being fond of contemporary art, I found the visit quite interesting for at least two reasons.

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In the first place, because the artistic production of Joan Mirò has not been confined to painting, though most items of the collection housed in the museum consist, indeed, of pictures. Sculpture, collage, textile art, ceramic and even the mixture between them are other forms of art involved in his work. For this and other reasons, I think it may be assumed, without fearing any denials, that Mirò has been one of the greatest artists of the 20th century. Secondly, despite travelling round the world and spending the last three decades of his life in Majorca (his wife was born on the island), Mirò preserved a special bound with Barcelona, his birthplace, where he lived for one third of his life. As a consequence, a visit to the Foundation, will help you to understand fully the several monuments which the artist bequeathed to his hometown.

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The entrance fee to the museum is 10 euro. Unfortunately, unlike many others museums in Barcelona, there is no free entrance available on the first Sunday of the month. In the building, apart from the inevitable souvenir shops, you will also find a restaurant/cafeteria which, though not particularly cheap, will prove useful if you just need a twenty-minute break and something warm to eat.

Photo gallery


Contemplando Mirò

Published by Emanuele Benetti — 5 years ago

"Noi vogliamo distruggere i musei, le accademie d'ogni specie" era uno dei punti fondamentali, se non il principale, del Manifesto del Futurismo che il mio connazionale Filippo Tommaso Marinetti pubblicò su Le Figaro nel 1909, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo del movimento d'avanguardia. Beh, se solo avesse potuto visitare la Fondazione Joan Mirò, sarei pronto a scommettere che avrebbe dovuto ammettere di dover fare almeno un'eccezione alla sua furia iconoclasta.

Questa fondazione, infatti, è un genere di museo assai peculiare, e sotto certi aspetti potrebbe perfino non essere considerata un museo. Come il nome stesso suggerisce, infatti, si tratta allo stesso tempo di una collezione di opere d'arte e di una fondazione a supporto dello sviluppo dell'arte stessa. Fu a queste condizioni infatti, che il grande artista donò la maggior parte delle proprie opere alla fondazione, in modo da portare avanti quel progresso nell'arte contemporanea al quale egli stesso aveva tanto contribuito. Su queste premesse fu creata nel 1975 la Fondazione, ospitata ora nell'edificio appositamente progettato dall'architetto Josep Lluis Sert, circondato da alcuni dei più spettacolari giardini della collina del Montjuich. Pur non essendo esattamente un amante dell'arte contemporanea, ho trovato la visita abbastanza interessante per almeno due ragioni.

In primo luogo alla luce del fatto che la produzione artistica di Joan Mirò non si è limitata alla pittura, sebbene la maggior parte degli oggetti della collezione conservata nel museo sia costituita da dipinti. Scultura, collage, arte tessile, ceramiche e perfino un misto di esse sono altre forme d'arte toccate dalla sua parabola artistica. Per questa ed altre ragioni credo che si possa affermare, senza timore di essere smentiti, che Mirò è stato uno dei più grandi artisti del XX secolo. Inoltre, pur avendo viaggiato per il mondo e trascorso gli ultimi tre decenni della propria vita a Maiorca (la moglie era nativa dell'isola), Mirò ha sempre conservato un legame speciale con Barcellona, sua città natale, dove abitò per un terzo della propria vita. Di conseguenza, una visita alla Fondazione vi aiuterà a capire ed apprezzare pienamente molti dei numerosi monumenti che l'artista ha lasciato alla propria città.

The entrance fee to the museum is 10 euro. Unfortunately, unlike many others museums in Barcelona, there is no free entrance available on the first Sunday of the month. In the building, apart from the inevitable souvenir shops, you will also find a restaurant/cafeteria which, though not particularly cheap, will prove useful if you just need a twenty-minute break and something warm to eat.

L'ingresso al museo costa 10 euro. A differenza di molti altri musei di Barcellona, purtroppo, non è previsto l'ingresso libero la prima domenica del mese. All'interno dell'edificio, a parte l'inevitabile negozio di souvenir, troverete anche un caffè/ristorante, che pur non particolarmente economico, potrebbe risultare utile nel caso aveste bisogno di una pausa di venti minuti e di qualcosa di caldo da mangiare.


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