Skógafoss | Cosa vedere a Reykjavík

Skógafoss


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Skogafoss

Pubblicato da I love travelling !

Ciao a tutti!

In questo articolo voglio parlarvi di Skogafoss, una delle tantissime e meravigliose cascate islandesi... sicuramente una tappa obbligatoria di qualsiasi viaggio in Islanda, breve o lungo che sia!

Se dico questo è anche in virtù del fatto che questa cascata è ben accessibile e ben posizionata, lungo la Ring Road, più precisamente, in una bella località, chiamata Skógar. nella parte sud-orientale dell'isola, a metà strada tra la cascata che si chiama Seljalandsfoss (anch'essa una tappa obbligatoria perché facilmente accessibile e molto bella e particolare) e la famosa zona di Vik i Myrdal.

Personalmente, la considero una cascata molto semplice ed elegante... alta e magra, infatti è larga circa 25 metri e cade a terra dopo un salto di circa 60 metri. Per quello che ho letto su internet, pare che si contenda addirittura il titolo di cascata più fotogenica d'Islanda, con la cascata Gullfoss, situata nel famoso Circolo d'oro, leggermente più a nord. Effettivamente, molto spesso è attraversata da un fantastico arcobaleno, perché il sole colpisce le gocce d'acqua sollevate dalla cascata, dando origine, appunto, al bellissimo fenomeno dell'arcobaleno. Io ho avuto addirittura la fortuna di assistere ad una bellissima aurora boreale con la cascata Skogafoss come sfondo. Eccovi delle fotografie (un ringraziamento speciale va a Daniela, che mi ha scattato questa bellissima foto dove ci sono io con la cascata sullo sfondo. Grazie mille anche a Marco e Claudio per le loro bellissime foto):

Volendo, è possibile percorrere una scalinata che porta all'inizio della cascata. Potrete vedere un piccolo tratto del fiume Skógaá, proveniente da un ghiacciaio che si chiama Eyjfjallajokull. Dalla cima, potrete godere anche di un bel panorama e potrete ammirare la cascata da un punto di vista differente. Tuttavia, sappiate che la scalinata è davvero molto ripida, ed è composta da circa settecento scalini. La vedrete bene una volta sul posto. In ogni caso, vi dico già che è situata sul lato destro del salto della cascata. Pensateci bene prima di salirci. Secondo me, vale la pena farlo soltanto qualora abbiate abbastanza tempo a vostra disposizione. Eccovi alcune fotografie scattate dall’alto della scalinata in questione:

Ed infine, una fotografia più normale della cascata... vista da avanti:

Che ve ne pare? Vi piace? Rispondete pure sotto, nella sezione riservata ai commenti...

A pochissimi chilometri da Skógar, inoltre, andando verso est, parte anche un famoso sentiero chiamato Laugavegur, che porta sino al passo chiamato Fimmverduhals ed anche oltre, attraversando il Thorsmork, in direzione del Landmannalaugar. Personalmente, non ho avuto la possibilità di percorrerlo, ma sono certa che lo farò nel mio prossimo viaggio in Islanda, che sarà, molto probabilmente, questa estate!

Pare che, a detta di una famosa leggenda islandese, il primo vichingo che si stabilì nell'area della cascata Skogafoss nascose un tesoro... o meglio... un forziere pieno di monete d'oro, proprio nella caverna situata dietro il salto della cascata. Qualcuno diceva di aver visto il riflesso delle monete durante alcune giornate di sole, e quindi, in tantissimi hanno provato a cercare il forziere misterioso. Sembra che un agricoltore della zona riuscì nell'ardua impresa, ma, quando cominciò a tirare sopra il forziere, aiutandosi con una corda, il manico si ruppe ed il forziere sprofondò nella cascata, scomparendo per sempre... Il manico del forziere, invece, è stato utilizzato per un periodo come maniglia del portale della chiesa di Skógar e, attualmente, può essere visto al museo della cittadina.

Inoltre, pare che, secondo un'altra leggenda islandese, chiunque si bagni nelle acque della cascata Skogafoss, ritroverà nel giro di poco tempo un oggetto che aveva perso e cercato a lungo... Sarà vero?! Provare per credere!

Non mi resta che augurarvi una bella visita alla cascata Skogafoss ed una buona permanenza in Islanda!

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L'immensa cascata di Skógafoss

Pubblicato da Chiara Menghetti

Skógafoss, insieme a Seljalandsfoss e a Gullfoss, è probabilmente la cascata più famosa e fotografata d’Islanda. Me ne aveva parlato molto anche mio babbo che ne aveva già apprezzato la bellezza in un suo precedente viaggio fatto nell’inverno di qualche anno fa. Ne avevo anche già visto qualche immagine sia su internet che foto scattate appunto dal mio babbo.

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Si trova sulla parte sud dell’isola praticamente a fianco della strada principale dell’Islanda: la statale n. 1, nota anche come Ring Road. Percorrendo la strada verso ovest, dopo un’imponente e scoscesa montagna, sulla sinistra si apre una radura che termina in una parete rocciosa verticale da cui si vede subito l’imponente cascata.

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L’altezza del salto dell’acqua, pari a circa 60 m, unitamente alla larghezza di oltre venti e all’enorme portata, rende impossibile non rimanerne quasi ipnotizzati. Lo spettacolo poi è enfatizzato dal fatto che il candore dell’acqua di origine glaciale contrasta con la roccia che, come quasi sempre in Islanda, essendo di natura vulcanica è assolutamente nera. Fa impressione anche pensare che secoli fa queste rocce erano una scogliera e la cascata si gettava direttamente in mare mentre ora si trova a circa 10 km dalla costa a causa dei depositi lavici formatisi a seguito di varie eruzioni e che hanno profondamente ridisegnato tutto il sud dell’isola. Alla destra del salto si trova una scalinata di quasi settecento gradini, che si inerpica fino al culmine della cascata, a pochissimi metri da dove inizia il salto vero e proprio.

Dopo esserci soffermati lungo la strada per una breve vista di insieme e per osservare lo scenografico riflesso della cascata su un piccolo laghetto, ci dirigemmo verso il parcheggio. Esattamente come a Seljalandsfoss e Gullfoss, le auto parcheggiate poco distanti dalla cascata erano moltissime. Come sempre però, lo scenario è talmente spettacolare da non farci notare né le auto, né la massa di gente che dal parcheggio si dirige verso la cascata. In più, il tempo era decisamente bello per gli standard islandesi, non faceva troppo freddo e splendeva il sole. Ancora prima che arrivassimo al cospetto della cascata, alla sua sinistra, iniziò a formarsi un arcobaleno, che emergeva e sprofondava sull’acqua, a pochi metri dal sentiero che stavamo percorrendo.

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Ci avvicinammo molto accorgendoci ben presto che quelle che credevamo essere goccioline in realtà erano una vera e propria immensa doccia in grado di infradiciarci fin sotto alle nostre giacche antipioggia. Tra l’altro, come sottolineò mio padre, la quantità d’acqua che precipitava dalla cascata era ben maggiore rispetto a quella che avevo visto dalle sue foto, scattate d’inverno.

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Nonostante questo, la voglia di avvicinarmi superò il normale spirito di conservazione e riuscii anche a farmi fotografare dove arrivavano solo i più temerari. È forse proprio questa fotografia che unisce la figura umana all’immagine della cascata che permette di apprezzare realmente l’immensità e la straordinaria bellezza di questo posto che mi è rimasto per sempre impresso nella mente.

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