Reykjavik | Cosa vedere a Reykjavík

Reykjavik


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La capitale islandese

Pubblicato da Chiara Menghetti

 

Reykjavik

Reykjavik è la capitale dell’Islanda e, con i suoi circa 120.000 abitanti, ospita oltre un terzo della popolazione dell’intero Paese. Si trova sulla costa sud-occidentale dell’isola, più o meno a trenta minuti dall’aeroporto internazionale di Keflavik.

Il nome “Reykjavik”, che letteralmente significa “baia fumosa”, deriva dalla particolare collocazione geografica della città, che sorge in una località ricca di fumarole vulcaniche e camini geotermici.

La città di Reykjavik, fondata poco pima dell’anno mille, rimase per secoli un minuscolo centro abitato, con un porto per la pesca ed alcune fattorie. Iniziò a svilupparsi intorno all’inizio del diciottesimo secolo, quando vi furono trasferite l’università e la sede vescovile, fino a divenire, all’inizio del 1900, la principale città islandese. 

E’ capitale dal 1920.

Per noi fu l’ultima tappa del viaggio e dedicammo due giorni alla visita di Reykjavik.  Personalmente devo dire che me l’aspettavo molto diversa, e ne rimasi piacevolmente stupita. Mi immaginavo una città fredda, schematica, con edifici grigi e palazzi ultramoderni. Invece Reykjavik è tutt’altro che fredda, almeno per quanto riguarda l’atmosfera che si percepisce passeggiando per le sue strade. I palazzi del centro storico sono colorati, molto spesso coperti di disegni e opere di artisti di strada locali; persino il fondo stradale è colorato. Inoltre, le strada sono pulitissime, le case tenute perfettamente, i ristoranti invitanti ed i negozi invogliano ad entrare. 

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Subito ebbi l’impressione di trovarmi in una città dinamica e vivace, piena di giovani e meta perfetta per i turisti.

La vecchia Reykjavik 

Nel quartiere della “Vecchia Reykjavik”, non lontano dal mare, si trovano tutti i musei più importanti ed i principali edifici governativi. Nella stessa zona si trova anche il Tjornin, il laghetto dove è possibile osservare eleganti cigni reali e uccelli migratori che vi fanno tappa durante l’estate. D’inverno, invece, lo specchio d’acqua si ghiaccia e viene trasformato in una grande, suggestiva pista di pattinaggio.

Tra i musei più importanti della città troviamo senza dubbio il museo d’arte di Reykjavik, il Museo Nazionale e il Museo Archeologico. 

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Nel primo si possono ammirare numerose opere di arte contemporanea realizzate da artisti islandesi; il secondo, il museo nazionale, è il più grande museo della città e, fra le sue sale, si può conoscere approfonditamente tutta la storia dell’Islanda, anche con l’ausilio di innovativi strumenti tecnologici. 

Il museo archeologico (anche noto come Reykjavik 871+-2), costruito sui resti di un’abitazione vichinga, è una sorta di museo interattivo che offre la possibilità di utilizzare strumenti multimediali all’avanguardia per compiere un vero e proprio viaggio nella storia più antica dell’isola. Infatti, il nome Reykjavik 871+-2, apparentemente curioso, fa in realtà riferimento alla mancanza di certezze sull’effettiva data di fondazione della città, che risulta essere compresa fra l’869 e l’883 dopo Cristo.

Sempre nella città vecchia si trova l’Alpingi, sede del Parlamento della Repubblica Islandese e la cattedrale di Reykjavik, cuore della chiesa luterana islandese.

La chiesa Hallgrimskirkja

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Dalla parte bassa della città, percorrendo la strada Skolavordustigur, principale via dello shopping di Reykjavik, si giunge alla spettacolare Hallgrimskirkja, una chiesa luterana alta oltre 70 metri. Essa è probabilmente l’edificio più iconico della città. Fu costruita fra il 1938 ed il 1983 ed è ispirata alle architetture neoespressioniste norvegesi: inoltre il suo architetto dichiarò che la sua struttura avrebbe dovuto ricordare le montagne, le rocce ed i ghiacciai dell’Islanda. L’aspetto più evidente della chiesa è il suo campanile, che ospita un complesso di 29 campane di bronzo: esso è visitabile in specifici orari attraverso un ascensore che conduce ad una piattaforma panoramica. Da esse si gode di una visuale pressochè totale sulla città di Reykjavik, fino al mare.

L’interno della chiesa è in stile neogotico, che conferisce all’intera struttura un aspetto slanciato e di leggerezza. Nella sua parte posteriore, sopra all’ingresso, è collocato un immenso organo a canne, uno dei più grandi di tutta l’Europa settentrionale.

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Davanti alla chiesa si trova la statua dell’esploratore vichingo Leif Eriksson, donata dagli Stati Uniti al governo islandese nel 1930, per commemorare i mille anni del Parlamento di Thingvellir, più antico parlamento al mondo.

L’Harpa Concert Hall

Un altro edificio che vale la pena visitare quando ci si trova a Reykjavik è senza dubbio l’Harpa Concert Hall, che si affaccia direttamente sulla baia.

L’edificio, inaugurato nel maggio del 2011, ospita sale concerti e sale conferenze. L’aspetto più iconico di questo edificio architettonicamente molto moderno è la facciata coperta di vetri colorati,che secondo l’architetto dovrebbero ricordare il paesaggio basaltico dell’Islanda. 

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Questi hanno forme geometriche diverse e sono uniti da bande di acciaio, apparendo quindi simili ad un mosaico.

La costruzione dell’Harpa fu iniziata nel 2007, ma poi bruscamente interrotta l’anno seguente, a causa della crisi finanziare che colpì l’Islanda con violenza. Originariamente avrebbe dovuto ospitare un hotel di lusso, insieme a negozi e ristoranti, e al quartiere generale della banca islandese Landsbanki. 

Quando i lavori per la costruzione dell’Harpa ripresero, fu deciso che sarebbe stata destinata esclusivamente ai concerti. L’aspetto dell’edificio una volta concluso era talmente degno di nota che nel 2013 gli fu attribuito dall’Unione Europea il premio Mies van der Rohe, conferito ogni due anni ai migliori esempi di architettura contemporanea in Europa.

Nel concerto di apertura, tenutosi il 4 maggio 2011, si esibì l’orchestra sinfonica islandese, e le immagini furono diffuse live dalla principale televisione del paese.

Sun Voyager

A poche centinaia di metri alla destra dell’Harpa Concert All si trova il Sun Voyager. Si tratta di una scultura realizzata dall’artista islandese Jon Gunnar Arnason, conclusa nel 1990. 

Nel 1986, infatti, venne indetta una competizione per la realizzazione di un’opera che commemorasse i 200 anni della città di Reykjavik. Il modello presentato da Jon Gunnar vinse la competizione e fu inaugurato nel giorno in cui Reykjavik divenne ufficialmente città, il 18 di Agosto.

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La struttura di alluminio che costituisce il Sun Voyager è poggiata su un cerchio di granito e ricorda lo scheletro di una barca. Secondo le parole dello stesso artista l’opera doveva simboleggiare la promessa di un territorio nuovo ed inesplorato, insieme a concetti più generali di luce e speranza.

Infatti, sebbene molti turisti immaginino che il Sun Voyager rappresenti una nave vichinga, in realtà il concetto che porta con sé è molto più profondo ed astratto. Ai tempi in cui progettò la sua opera Jon Gunnard era malato di leucemia (che lo avrebbe condotto alla morte prima di riuscire a vedere la sua opera ultimata), e si può vedere il Sun Voyager persino come la barca che lo avrebbe trasportato di lì a poco verso la morte.

A prescindere dall’interpretazione che si vuole dare all’opera, il Sun Voyager è per me talmente particolare da meritare una fermata. Tutta la struttura, che deve essere molto pesante, pare essere invece senza peso, e dietro di essa si infrangono le onde.

Reykjavik è quindi una città tutta da scoprire, nella quale consiglio di trascorrere almeno due giorni, in modo da scoprirne tutte le bellezze. 

PS: Se siete coraggiosi e vi piace il rischio, potreste provare alcune specialità di cucina locale, che includono la testa di pecora alla brace e la carne di squalo fermentata ed essiccata (forse ancora più puzzolente del durian). 

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