Svaneti - Il possente Caucaso


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Ammirando le Alpi Georgiane

Tradotto da Ilaria Meucci — un anno fa

Testo originale di Manoj Pradeep

Ciao a tutti, oggi ho pensato di scrivere il mio articolo su uno dei luoghi più affascinanti e straordinari della Georgia chiamato Svaneti.

Ammirando le Alpi Georgiane

Fonte Vista del villggio di Ushguli nella regione di Svaneti

Si tratta di un luogo che ti trasporta nel tuo mondo dei sogni con la sua naturale bellezza. Diversamente da qualunque altra regione di cui ho scritto su questa piattaforma, la regione di Svaneti possiede tantissime particolarità di cui potresti godere se ami fare trekking e ammirare le bellezze naturali.

Stando ai registri, l'intera regione di Svaneti è patrimonio mondiale dell'umanità.

Arrivare a Svaneti non è difficile dal momento che ci sono diversi tipi di trasporto disponibili che partono dalla capitale della Georgia, Tbilisi, e da molte altre importanti città come Kutaisi, Batumi etc. Se prevedi di iniziare il tuo viaggio da Tbilisi potresti prendere il treno per Zugdidi dalla Stazione Centrale di Tbilisi situata in Vuzkali. I treni sono più frequentemente treni notturni. Ci sono mashruthka o minibus disponibili che partono da Vuzkali, Didube o Orthachala che per circa 15Gel raggiungono Svaneti in circa 12 ore. Esiste anche la possibilità di volare fino al distretto amministrativo di Svaneti al costo di circa 70Gel per un singolo viaggio. Se raggiungi Zugdidi in treno ci sono masruthka per Svaneti.

Almeno un terzo della superficie geografica del Paese è coperto dalla grande catena montuosa del Caucaso e comprende alcune delle montagne più alte e impervie. Questa catena montuosa rappresenta anche il confine tra la Georgia e la Federazione Russa. Le montagne de Caucaso hanno numerose cime di straordinaria altezza che vanno dalla cima più alta ad un'altitudine di 5068 metri, Shkhara, a quella più bassa di 3168 metri col nome di Passo Dhonguzoruni. L'altezza media delle montagne è stimata essere intorno ai 4000 metri. La zona caucasica tra il monte pasi e la catena kodori è chiamata Caucaso Svanetiano. Mtsia è il capoluogo amministrativo per l'interna regione Svanetiana. E' presentata anche dal distretto di Lentekhi, che rappresenta il capoluogo amministrativo per il basso Svaneti. La catena caucasica in quest'area possiede molte cime innevate, ghiacciai, passi di montagna e gole. Alcuni delle cime più importanti sono Tsurungala (4220 metres above sea level), Ailama (4550 metres above sea level), Shkhara (5068 metrea above sea level), Janga (5060 metre above sea level), Gestolo (4860 metres above sea level), Tetlundi (4860 metrea above sea level), Tikhtingen peak (4620 metres above sea level), Mazeri (4010 metres above sea level), Chatini (4370 metres above sea level) etc etc.

Chiunque conosce la cima Matterhon nelle Alpi e una sua replica si può ritrovare nel Caucaso Svanetiano che ne è un esempio ed è chiamato Ushba e si trova ad un'altitudine di 4778 metri sul livello del mare. Si possono trovare, inoltre, 20 passi di montagna in questa zona. Questi passi sono solitamente indirizzati verso il lato settentrionale, che si trova nella Federazione Russa, e per questo motivo sono ufficialmente chiusi.

La regione di Svaneti è abitata dalla popolazione locale chiamata Svan e possiede una sua propria lingua di nome Svanuri che non ha, tuttavia, forma scritta. Per questo la lingua Svanuri si aggiunge alla già nota lingua Megreliana del vecchio regno Colchi, sommandosi, quindi, alle differenze linguistiche della Georgia. Ciononostante ad oggi tutti gli Svan, i Megreliani e gli altri popoli sono classificati sotto la sola ampia categoria dei Georgiani.

Gli Svan si sono adattati bene alla vita ad alta quota. Essi sono ben preparati a far fronte ai frequenti cambi del clima, ai rigidi inverni del grande Caucaso, alle valanghe e alle frane. Gli strumenti che usano per sopravvivere e lavorare potrebbero sembrare molto primitivi ma è incredibile vedere quanto queste persone usano i loro attrezzi per la loro sopravvivenza quotidiana.

Ammirando le Alpi Georgiane

Fonte Foto d'epoca di un abitante Svan

Ci sono importanti alpinisti Georgiani che provengono dalla regione di Svaneti. Uno di questi è Mikheil Khergiani, il quale ha ottenuto numerosi premi e onorificenze. Il suo nome è stato addirittura dato ad un pianeta non identificato scoperto dall'Unione Sovietica. Nella città di Metsia si trova un museo dedicato alla sua grande persona che mostra l'intera storia della sua vita. Ci sono, inoltre, famose storie associate a passi scoperti tra i monti Svanetiani, come la migrazione del Re Vakhtang in Russia in tempi antichi.

Nel Ventesimo secolo gli archeologi hanno identificato i fossili di primi uomini primitivi chiamati Homo Erectus. Gli archeologi li hanno anche nominati con nomi georgiani, Zezeva per l'uomo e Mzia per la donna. Anche diverse culture che sono appartenute all'era della pietra sono state identificate in questa regione. Questa può essere la ragione per cui molti dicono che "l'Europa è iniziata qui". Dai tempi antichi gli uomini hanno progressivamente sviluppato tecniche per allevare il bestiame, coltivare piante per le loro necessità e in seguito si sono dispersi in parti differenti di Asia e Europa. Fu dal quarto millennio che la metallurgia si sviluppò e le persone iniziarono a usare metalli come bronzo, rame etc. e fu in questo momento che le popolazioni che lavoravano la terra inventarono l'aratro e iniziarono a utilizzare gli animali per arare la terra.

Nell'Età del Bronzo il regno di Colchi si sviluppò e occupò la maggior parte della Geprgia occidentale. Nello stesso periodo sorse in Grecia il mito del Vello d'Oro (l'intera descrizione della storia l'ho scritta nel mio altro articolo riguardo il distretto di Samegrelo in Georgia).

Ci sono numerose opere letterarie che descrivono lo stile di vita e l'orgoglio della civiltà Svaniana. Per esempio Strabo nelle sue opere menziona il coraggio e la forza degli Svan. Si dice che essi nel passato dominarono l'attuale zona di Sokhumi attraverso la guida del loro capo e di un consiglio composto da 300 membri. E' nata, inoltre, un'ipotesi sul perché il mito del Vello d'Oro sia arrivato fin qua la quale dice che i fiumi dello Svaneti portano a valle oro raccolto dalla popolazione locale mediante pelle di pecora e dando vita quindi alla storia del Vello d'Oro. Persino Plinio ha scritto di questo mito nelle sue opere. Al momento Svanet si trova tra i due fiumi Inguri e Tskhenistsaqli ma secondo il mito gli Svan possedevano un ben più vasto impero. Il loro regno consisteva nella parte settentrionale del regno dei Colchi che si estendeva tra il fiume Rioni, nel quale navigò la nave Argo, e il fiume Kodori. Le montagne di questa regione hanno fornito agli antichi sovrani un grande quantità di metalli che furono trasformati ovviamente in asce, frecce e altri armamenti trovati durante gli scavi archeologici. Degno di nota è il fatto che negli scavi si sia ritrovata una grande quantità di monete che appartengono al periodo di Alessandro Magno. Questo dimostra che il regno dei Colchi e il regno Svaneti erano a stretto contatto. Alla fine del XIX secolo una spedizione inglese ripercorse la stessa strada citata nella mitologia greca in modo da esplorare più da vicino la storia passata.

Il Caucaso Svanetiano ha un'incredibile flora all'interno dei suoi confini. Il terreno della regione è estremamente variegato tra ghiacciai, montagne, altopiani etc. Si trova, inoltre, un'ampia varietà di erbe che sono tradizionalmente utilizzate per curare un gran numero di malattie. La catena montuosa protegge la Georgia dall'influenza del clima freddo che si trova nel territorio russo. Ci sono numerose specie di alberi che vanno da quelli alpini ad alta quota alle conifere nelle zone più basse. Tra questi alberi si possono trovare faggi, tigli, frassini, olmi, aceri etc. In passato le erbe della regione erano anche usate per preparare filtri magici e veleni letali. Persino nei miti greci si dice che i veleni estratti dalle erbe di queste foreste vennero usati per addormentare il drago che custodiva il Vello d'Oro.

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Fonte Rappresentazione del mito del Vello d'Oro, Giasone addormenta il drago

Direi che abbiamo parlato abbastanza della storia e della geografia del luogo e adesso è giunto quindi il momento di parlare di cosa c'è da fare in questi posti. Gli Svan hanno la loro lingua e questo rende difficile ai turisti comunicare con gli abitanti. La maggior parte del popolo Svaneti non comprende a pieno il Georgiano e molto pochi capiscono il russo. L'inglese è ancora un punto di domanda in questa regione con solo uno o due affittacamere e guide turistiche che riescono a parlare un'inglese molto base. Una volta arrivati in Svaneti ci sono moltissimi itinerari da percorrere che attraversano l'intera regione, alcuni dei quali descriverò più avanti.

Sentiero Tviberi

Il percorso Tviberi è un breve sentiero che richiede circa 6 ore per essere completato e si estende tra il villaggio di Zhabeshi fino a Qvitlodi e il ghiacciaio Tviberi. Il punto di inizio di questo breve sentiero è il ponte che sorge nel punto in cui i fiumi Tviberi e Tsaneri si incontrano dando vita al fiume Mukhara. I segnali che indicano il percorso che sono posti lungo la strada guidano i turisti per tutto il loro viaggio. La partenza è indicata da una pietra dipinta di giallo. Sulla riva sinistra del fiume è possibile vedere una torre seguendo il sentiero che porta ad una valle chiamata Valle Karieli. La valle si trova ad un'altitudine di 1620 mslm e costituisce un varco che in passato ospitò un forte in pietra. Ci sono dieci diversi passi di montagna come Lekhziri, Bashili, Laskhodari, Qvitoldi etc che si possono incontrare in questo percorso. Vi sono otto stretti sentieri che si uniscono vicino al fiume per diventarne uno singolo. Vi si possono trovare anche due cancelli che adesso fungono da segno per le persone che fanno trekking nella zona. Dopo una breve distanza il sentiero si divide nuovamente in due, una parte va verso ovest, l'altra segue un piccolo torrente.

Questa area ha pericolosi tratti a rischio caduta pietre e per questo è necessario mantenere una grande attenzione. I tratti a rischio sono segnalati da pietre gialle.

Il sentiero si inerpica tra cespugli di lamponi e camminando ancora pochi metri si trova un pino indicato da una linea gialla dal quale si può avere una buona visuale sul villaggio dal quale si è partiti. Il sentiero continua e dopo un'ora si incontra un secondo cancello che indica il confine tra la Valle Karieli prima e le foreste poi. In seguito si trova un'imponente cava creata dai massi e più in là un campo creato da una valanga che, in base alla stagione, può essere coperto o meno dalla neve. Il prato conduce alla sorgente di una cascata e vicino ad essa vi è un sentiero chiamato Mashelani dalla gente del luogo che ha molti alberi di bacche. Andando ancora avantu al livello di 1920 mslm si trova un'altra magnifica cascata. Da qui si può vedere la ricca natura della regione Svaneti. Da qui inizia una parte molto difficoltosa del sentiero che è tanto complicata e scoscesa che si deve attraversare il ruscello Lukaia e raggiungere l'altra riva. Il segnale seguente del percorso è la rupe Diebachi dove si trova una grotta chiamata grotta di Hunter. A questo punto si vedrà un pendio nevoso e più avanti si può raggiungere un'area rocciosa dove si trova una roccia con dipinta sopra una "F" che indica la fine del percorso. Alla fine si trova il passo Tviberi. Nel passato la regione era ricca di ghiacciai ma ad oggi si sono gradualmente ridotti fino a confinare con le colline.

Sentiero Ushba

Il prossimo percorso si chiama Sentiero Ushba e prende il nome dal famoso monte Ushba che ricorda la cima Matterhorn nelle Alpi. Il percorso richiede tra le 8 e le 9 ore per essere completato, iniziando ad un'altitudine di 1600 mslm. Questo sentiero inizia con un ponte sul fiume Dolora nel villaggio di nome Tvebishi. Come nell'altro sentiero il punto di partenza è indicato dalla pittura gialla e segue la riva destra del fiume con una recinzione dall'altro lato. Camminando si arriva ad un torrente che è per di più secco e poi ad una pianura di cespugli. Il sentiero attraversa l'affluente destro del fiume Dolora dove si può vedere il monte Mazeri. Più in alto potrebbe essere necessario attraversare un altro affluente dello stesso fiume da dove si vedono altre montagne innevate. Si tratta di un sentiero ripido che scende fino ad una superficie piana a 1800 mslm. Seguendo la strada per altre due ore si arriva ad un altopiano a 2400 mslm che forma la sorgente di due bellissime cascate. La parte successiva risulta difficile e bisogna attraversare tre piccole cascatelle e salire fino all'origine della pià grande. Più avanti si arriva ad un largo sentiero di roccia che sale la collina fino ad un ponte di tronchi che riattraversa il fiume- Attraversandolo si giunge ad un bosco dove si trovano rifugi di legno. Il sentiero si divide qui e quello iniziale segue la Valle Dolora fino al passo Becho. Camminando ancora un po' ci porterà ad un'area a rischio valanga dove c'è anche una foresta in una sporgenza. La strada a questo punto gira e segue ancora un tratto ripido che porta alla parte più scoscesa del percorso. Il sentiero a questo punto è composto da pietre coperte da erba, rendendo impossibile vedere quali di esse siano stabili. Il percorso continua attraverso la foresta e dopo poco è necessario attraversare un'altra cascata. Infine si arriva alla sorgente del fiume che scende dal ghiacciaio Ushba dove si trovano i campi degli scalatori. Vi si trova un segnale di fine percorso e finalmente si possono ammirare i giganteschi profili del Caucaso Svanatiano. E' consigliabile portare tutta l'attrezzatura necessaria per una scalata in sicurezza.

Sentiero Shkhara

Il prossimo percorso praticabile è il percorso Shkhara che ci fa ammirare la bellezza del monte Shkhara che è il ppiù alto della regione. Il sentiero inizia in una delle aree più remote e scarsamente popolate di Svaneti chiamata Zhibiani. Richiede circa sei ore per essere completato durante le quali si possono ammirare sia le bellezze della natura sia le antiche strutture che vi si trovano. Il punto di partenza è un villaggio situato a 2080 mslm. La regione ospita anche un importante luogo di culto chiamato Lamaria nel quale si trova la Chiesa di San Giorgio. Dopo un breve tratto c'è un ponte necessario da attraversare per raggiungere la riva destra del fiume Inguri. Continuando è necessario attraversare gli affluenti del fiume Inguri uno a uno dopo i quali si ha una bella visuale del monte Shkhara. Ad una quota maggiore il fiume Inguri si unisce con un altro fiume di nome Paqvlashi. Più avanti si può trovare un piccolo lago opposto al fiume Inguri alla quota di 2100 mslm. Di nuovo sarà necessario attraversare un piccolo torrente dopo il quale il sentiero si divide in due, uno porta ad uno spazio aperto l'altro è quello da percorrere. Continuando si trova un campo di pastori vicino ad un grosso ammasso di pietre. Un ruscello proveniente dal ghiacciaio Namqvami si getta nel fiume Inguri che porta ad un bosco. Il terreno è molto roccioso ma coperto dall'erba. Ad una quota di 2390 mslm il sentiero finisce in un punto da cui si vedono i differenti ruscelli del ghiacciaio che si immettono in diversi fiumi. Il fiume Inguri è uno degli elementi importanti di questo percorso.

Sentiero Chalaadi

Il percorso Chalaadi è un sentiero che porta al ghiacciaio Chalaadi situato su una cima di nome Chatini. La lunghezza del percorso è di circa 6 km e richiede sei ore di cammino. Alla fine della città di Mestia, sulle rive del fiume Mestiachala, il sentiero inizia con un segno dipinto di giallo su di un muro. L'area, come menzionato sul muro, si trova a circa 1490 mslm. Verso nord c'è una rupe chiamata Dalaqora, sotto la quale si uniscono i due fiumi Mestiachala e Chalaadi. Il nostro percorso ci porta al ghiacciaio Chalaadi che segna l'inizio del percorso. Il percorso ora è una strada sterrata che non ha nessuna indicazione per il seguente chilometro finché non si raggiunge un villaggio chiamato Lavladashi. Il sentiero ci porta più vicino alla scogliera e qui possiamo vedere un cartello chiamato 7 dove c'è acqua potabile disponibile. Vi si trova anche una diga che indica il luogo in cui il fiume Mestiachala si unisce al fiume Chalaadi. Verso sinistra il monte Chatani è visibile insieme al ghiacciaio Chalaadi. Il trekking continua verso il ghiacciaio e segue il percorso che ci conduce ad un primitivo ponte sospeso situato ad un'altezza di 200 metri sopra il luogo in cui due fiumi si uniscono. Mentre attraversiamo il fiume raggiungiamo la riva destra del fiume Mestiachala e seguiamo il nostro percorso che ci porta in una foresta dove è visibile il confine, ma continuiamo attraverso la foresta per entrare nella valle di Chalaadi. Ora iniziamo a percorrere la riva sinistra del fiume Chalaadi nella direzione contro il suo flusso. A questo punto si trova una biforcazione nel percorso e ci sono indicazioni che ci fanno seguire il percorso a sinistra che ci conduce ai resti di una vecchia capanna. Il percorso segue una zona rocciosa da cui si può vedere il monte chatani. A circa 1900 mslm il percorso termina dove si può vedere il ghiacciaio Chalaadi, che è una fonte del fiume Chalaadi. Questa pista non è pericolosa e difficile rispetto ad altre.

Sentiero Buba

Il prossimo importante sentiero da esplorare è il sentiero Buba che parte da un'altitudine di 1750 mslm. Shovi è un luogo situato sulle rive di un affluente di un importante fiume chiamato Rioni. Il suo affluente si chiama Chanchakhi, il quale viene alimentato dai ghiacciai caucasici. I fiumi più importanti che sorgono dai ghiacciai sono Tbilisia e Buba. La regione di Shovi produce anche diversi tipi di acque minerali che sono note per curare molte malattie. Il sentiero inizia in un villaggio chiamato Mamisoni a Shovi che segue per pochi metri la riva di un fiume chiamato Burburs. C'è anche una sorgente d'acqua che si trova lungo il percorso che vira a nord e si divide in due. Ci sono resti di una vecchia chiesa in questo percorso in mezzo alla foresta. Il percorso diviene gradualmente piano e conduce a un campo. Ci sono molte capanne di pastori in questa zona. Seguendo il percorso potrebbe essere necessario attraversare un ruscello e spostarsi in un percorso in salita. Il percorso termina ad un'altezza di 2300 mslm ed è contrassegnato da un cartello su un'enorme pietra. Le aree vicine sono prive di pericoli e potresti muoverti per un po' ed esplorare intorno.

Sentiero Latphari

Il prossimo sentiero in elenco è il sentiero Latphari che si trova nel passo più basso della catena montuosa del Caucaso Svanetiano. È il percorso più semplice tra tutti ed è utilizzato fin dal passato per viaggiare, per scopi commerciali e di altro tipo. Durante le peggiori condizioni climatiche il passo serve come percorso alternativo per i locali per comunicare con il resto del paese. Il percorso richiederebbe 12 ore per essere completato e inizia in un villaggio chiamato Davberi. È il luogo in cui il fiume Enguri e il suo affluente sinistro si uniscono. Il sentiero inizia a un'altitudine di 1760 mslm. Il percorso copre una piccola distanza in cui è possibile trovare una sorgente naturale per rifornirsi d'acqua e spostandosi ulteriormente il percorso si divide in due. Per completare il percorso potrebbe essere necessario seguire il percorso a sinistra e spostarsi più in alto dove la strada diventa pianeggiante in un prato al termine del quale vi è una foresta. A questo punto sono visibili diverse cime come Mout Mishuri e Ushba. Il percorso si sposta ulteriormente verso l'alto nella catena Latpari. Al punto più alto di questo passo c'è un laghetto con un riparo alla fine del quale il sentiero scende in un'area che ha alcuni rifugi di pastori. Spostandosi ulteriormente verso il basso si può raggiungere la gola di Tskhenistskali e diventa visibile un lago sulla montagna. Il percorso poi porta al lago in un percorso a spirale. Il percorso prima si sposta in un campo seguito da una foresta che conduce al villaggio di Chvelpi. Ci sono due piccole capanne in cui si alleva bestiame e andando oltre si unisce alla strada della slitta che termina infine nel villaggio principale chiamato Chvelpi.

Sentiero Zeskho

Il sentiero successivo è chiamato il sentiero Zeskho che unisce le regioni montuose adiacenti Svanet e Racha. Questa pista viene utilizzata da molto tempo per muoversi dentro e fuori Svaneti. Il nome Zeskho viene dato dal fatto che il sentiero inizia da un villaggio nella parte bassa di Svaneti chiamato Zeskho. Segue un fiume chiamato Zeskhura che porta a un gruppo di capanne di pastori e si sposta ulteriormente raggiungendo una cresta chiamata cresta Lapuri situata a un'altitudine di 2200 mslm. Il percorso diventa difficile a questo punto e continua a scendere fino al fiume Tskhenistskali. Il percorso continua quindi a salire verso il passo Vatsistsveri. In questa zona ci sono una certa quantità di animali selvatici che possono essere visti nello stesso momento ed è anche possibile pescare nel fiume. Camminare attraverso il passo di montagna conduce a Rioni Goror in Rancha. Il passo poi scende lungo le creste dei laghi e continua ulteriormente nei rifugi per pastori, quindi nel villaggio di Ghebi concludendo il sentiero.

Sentiero Mestia Tsvirmi

Il sentiero Mestia Tsvirmi è un altro che può aiutare ad esplorare la bellezza di Svaneti. Esso passa attraverso la bellissima valle del fiume Enguri. Il sentiero inizia nel centro della città di Mestia e attraversa i fiumi Mestiachala e Mulkhura. Quindi il percorso passa per il museo di Metsia e sale attraverso la foresta lungo una strada sterrata. Camminare per una lunga distanza in questa strada conduce in un posto in cui la strada si divide in due con quella sinistra che fa una pista da slitta verso il Monte Zurulidi e la destra verso il villaggio Ieli. Il percorso che bisogna seguire è quello che porta al villaggio di Ieli e questo è l'unico posto al mondo in cui il processo di sedimentazione dell'oro viene effettuato usando la pelle di pecora come nei tempi antichi. La strada sterrata termina a Ieli e c'è un piccolo sentiero che porta al bosco dove si divide di nuovo in due percorsi e bisogna seguire quello giusto che porta a un ruscello. Si deve quindi attraversare il torrente e seguire il percorso che porta al villaggio di Tsvirmi. Questo villaggio si trova ad un'altitudine di 1900 mslm. Il villaggio ha molte chiese e coltiva un'enorme quantità di patate. C'è anche un hotel per famiglie disponibile in questo villaggio. Da Tsvirmi il sentiero prosegue verso il passo Ugviri in una strada sterrata e dopo una considerevole distanza il percorso attraversa un'autostrada dove c'è un cartello e da qui si può fare un'escursione lungo l'autostrada per Metsia o continuare ulteriormente su un sentiero che si sposta nella foresta e si inerpica portando al villaggio di Adishi. Anche da questo punto ci sono due varianti disponibili. 1] Spostarsi a Zhabeshi e quindi fare un'escursione a Metsia o 2] Fare un'escursione attraverso Adishi a Ushguli, che vedremo in dettaglio più avanti.

Sentiero Mestia Tskhakzagari Koruldi

Il prossimo percorso è circolare e ci accompagnerà nella storia della regione di Svaneti. Si chiama Mestia Tskhakzagari Koruldi Trail. Il percorso può essere coperto in 8 ore, tuttavia è disponibile anche un percorso più breve che può essere completato in 5 ore. Il percorso di nuovo inizia dal centro di Mestia. Attraversando una strada che porta nel quartiere vicino si attraversa un ruscello e si gira a destra. Il sentiero poi si sposta nella foresta fino al monte Tskhkkakezagari da dove si può avere una vista di tutte le vette. Questo è il punto finale se si sta seguendo il percorso abbreviato in cui ci si sposta lungo la strada Lanchvali per Mestia oppure se si vuol continuare il percorso più bisogna seguire le indicazioni chiamate Lamajaa. A Lamajaa c'è un altra indicazione che segna la direzione per l'ulteriore sentiero che porta a rifugi dove sono disponibili prodotti caseari. Questa regione di prati ci porta verso il lago di Koruldi. Ci sono numerosi cartelli in legno lungo il percorso che facilitano le escursioni. A 2740 mslm il lago di Korulidi ora diventa visibile agli occhi. Il sentiero dal lago scende fino al primo cartello dove è possibile seguire la via del ritorno a Mestia attraverso il quartiere di Lanchvali.

Sentiero Mestia-Mazeri

Il percorso successivo collega Mestia a Mazeri e si chiama sentiero Mestia-Mazeri. Un massiccio enorme, ben noto come il massiccio Ushba-Mazer, è altamente inaccessibile nel Caucaso ed è visibile in tutto il percorso. Esso porta alla distanza più vicina possibile per scalare Ushba. Il sentiero inizia dal centro di Mestia e segue lo stesso percorso del percorso precedente fino al primo cartello. Il percorso si sposta attraverso il quartiere di Lekhtagi, dove c'è un ruscello che, più avanti, gira a destra e si sposta nella foresta. Dal primo cartello, ci si muove verso Lamajaa attraverso i prati e si può godere di alcuni prodotti caseari. Qui c'è un secondo cartello che porta al lago Koruldi e l'altro al passo Guli. Questo sentiero segue il passo Guli, più in salita si può vedere una cavità che è separata da due corsi d'acqua e questi corsi d'acqua si uniscono per formare un fiume. Se ci muoviamo lungo il sentiero cavo attraversa un canalone che fa spendere molta energia. Il percorso ora si muove lungo una cresta e sale il passo. Una volta attraversato il passo il percorso gira e fa salire in salita dove c'è un cartello. Da lì il percorso si sposta in modo casuale portando alla comunità Becho. Ancora una volta il sentiero scende lungo una cresta che porta in un luogo di capanne, passando attraverso il quale si può raggiungere un sentiero nel bosco che porta al villaggio di Guli. Qui si trova la chiesa di San Gabriele da cui una pista scende fino al villaggio chiamato Bagvdanari. Proseguendo si raggiunge il villaggio di Mazeri che concluderà il percorso.

Sentiero Mazeri Etseri

Il sentiero successivo è chiamato come il sentiero Mazeri Etseri che porta dal percorso sopra a un'altra comunità di persone attraverso un passo chiamato Baki. Il percorso inizia dal punto finale del sentiero precedente, ovvero dal centro del villaggio Mazeri dove è collocato un cartello che porterà al fiume Dolra. Si attraversa quindi il ponte chiamato ponte Tvebishi dove il percorso si divide in due. Seguendo il sentiero a sinistra conduce al villaggio di Tvebishi. Prima di entrare nel villaggio il sentiero attraversa un ruscello e sale verso un bosco. Prima di raggiungere il passo si deve attraversare un campo in cui sono posizionate numerose insegne in legno. Il sentiero porta in cima a una chiesa chiamata la chiesa Meziri dell'Arcangelo sulla collina. Attraversando la chiesa il sentiero si sposta in salita attraverso una foresta e conduce al passo Baki. Una volta attraversato il passaggio la pista si sposta attraverso diversi terreni e a 2400 metri di altitudine c'è un cartello che porta a Etseri. Esistono numerosi villaggi che appartengono alla comunità Etseri come Cherili, Barshi, Kurashi e Iskari che finalmente raggiungono l'autostrada che collega Zugdidi alla città di Mestia.

Sentiero Alto Svaneti-Basso Svaneti

L'ultimo percorso che sto per spiegare è quello che collega i villaggi dell'Alto Svaneti al Basso Svaneti attraverso il passo montano del Latpari. Questo percorso è effettivamente utile durante il ritorno a Tbilisi in quanto riduce la distanza di 120 chilometri. Potrebbero essere necessarie fino a 8 ore per completare questo percorso. Inizia in un punto nel villaggio di Chazhasi e passa il museo di storia locale presente nell'area seguendo il fiume Enguri fino a un villaggio chiamato Murkmeli. Da qui il sentiero sale su una pista da slitta. Il torrente si divide in due ad un'altitudine più elevata su cui seguiamo l'affluente di sinistra. Ci sono indicazioni di guida in legno per questo percorso e si devono seguire attentamente. Il percorso ora si sposta verso il passo di montagna chiamato passo Gorvashi. Dopo aver attraversato il passo, continua ad avanzare verso la cima Svaneti. Ci sono due laghi visibili a questo punto dopo di che il percorso è a zig zag per una depressione nella cresta. C'è anche un cartello che indica quattro diversi luoghi Ushguli, Mami, Iprali e Chvelpi. Questo punto è in realtà il passo Latpari. Da questo punto il percorso scende verso il villaggio di Mami attraverso un paesaggio roccioso. Il percorso da seguire è chiaramente indicato in questo percorso. Continuando a spostarsi lungo il percorso si passa attraverso prati e una foresta. Ai margini del bosco si trovano due capanne di cui una ancora in buone condizioni. Spostandoti di nuovo attraverso la foresta, raggiungeresti finalmente il villaggio di Mami. C'è un hotel per famiglie ai margini del villaggio dove si può soggiornare per una notte. Il percorso termina attraversando il fiume chiamato Tskhenistskali dove è posto un cartello.

Sentiero Zhabeshi Ushguli

Tutti i percorsi sopra menzionati possono essere fatti sia a piedi che a cavallo, ma ci sono anche percorsi da fare a cavallo. Il più importante è il sentiero Zhabeshi Ushguli.

Questo sentiero inizia nel villaggio di Zhabeshi fino al villaggio di Adishi attraverso le catene montuose che separano questi bacini fluviali. Dal villaggio di Adishi il sentiero porta nella valle dell'Inguri e ci vogliono tre giorni e notte per completare il percorso passando attraverso due passi di montagna. La prima parte del sentiero per il villaggio di Adishi inizia vicino a una sorgente di acqua minerale nel villaggio di Zhibeshi. Spostandosi, a breve distanza, c'è una chiesa dedicata a San Giorgio. Ora il sentiero si sposta in un boschetto e continua su un percorso a slitta per passare attraverso le foreste. Dopo un'ora di viaggio la strada si divide in due dove c'è un segno su uno degli alberi che ci dice di spostarci nella strada verso est. Il percorso guadagna gradualmente altitudine e raggiunge un altopiano ad un livello di 2700 mslm. Il sentiero qui di nuovo si divide in due con uno che scende e l'altro che si muove all'interno dell'altopiano. Seguendo il percorso che scende scendiamo dove la strada si divide nuovamente in due. Prendere la strada giusta porterà a un allevamento di bestiame, spostandosi oltre ci sarà un ruscello. Attraversare il torrente vi porterà al villaggio di Adeshi, che è il primo punto di sosta nel sentiero.

La seconda parte del sentiero inizia dal villaggio di Adishi dove c'è un ponte pedonale sul fiume chiamato Adishistsqali. C'è un segnale di percorso e il sentiero prosegue lungo la riva sinistra di questo fiume. Facendo un'escursione sul percorso si arriva ad un ruscello e attraversandolo si può vedere la Chiesa di Chanesi. Il percorso porta in un prato livellato da una valanga e dopo un'ora il percorso ti porta al ghiacciaio Adishi che è la fonte del fiume Adishischala. A questo punto il fiume viene attraversato e si muove attraverso una foresta che conduce al secondo passo di montagna nel sentiero chiamato come passo Chkhutneri. Il percorso attraverso questo tratto è piuttosto difficile e bisogna fare attenzione. Dopo aver attraversato questo difficile percorso si arriva al bacino di Khaldeschala, seguendo la sua dorsale la strada si divide nuovamente in due. L'indicazione lì indica la strada da percorrere seguendo la quale si raggiunge il villaggio di Khalde. Questo villaggio ha una storia molto triste, il villaggio in passato si rifiutò infatti di obbedire agli ordini dati dai loro conquistatori russi. Pertanto le autorità russe distrussero l'intero villaggio e ancora oggi ci sono solo poche persone che vivono qui. Il percorso del sentiero continua ancora lungo la riva destra del fiume fino a raggiungere il villaggio di Iprali, che è il secondo punto di sosta nel percorso.

L'ultima parte del tour ci lascia in una comunità chiamata Kala che racchiude diversi villaggi come Lalkhori, Davberi ecc. A sud del villaggio di Iprali si trova la cima Svaneti da cui la valle di Tskhenistsqali può essere attraversata attraverso il passo Mushuri. Una volta attraversata si trova la regione inferiore di Svaneti nel distretto di Lentekhi chiamata Kvemo-Svaneti. La terza parte del sentiero inizia dal villaggio di Iprali scendendo fino al villaggio di Lalkhori. Seguire il fiume Inguri controcorrente condurrà al villaggio chiamato Davberi. C'è una strada da slitta da seguire che si divide in due in cui è posizionato un'indicazione che chiede di prendere un sentiero in salita fino a raggiungere una sorgente vicino al percorso. Dopo una breve distanza dalla sorgente il sentiero si divide nuovamente in due. Prendendo la strada a sinistra ci conduce a una strada che termina in una foresta. Alla fine della foresta la strada si interseca con un'altra strada e girando a destra in questa strada si arriva alla riva del fiume Inguri, che alla fine porterà a Ushguli, finendo così il sentiero.

La regione di Svaneti non è conosciuta solo per i suoi avventurosi sentieri ma ci sono anche molti importanti centri di pellegrinaggio, alcuni dei quali descriverò qui.

Il museo etnografico di Mestia che fu costruito durante il XIX secolo custodisce del materiale archeologico ed etnografico unico. Ci sono numerose incisioni e dipinti in stile georgiano insieme a molti antichi manoscritti georgiani. La cattedrale che si trova nel villaggio di Laghami è un edificio a due piani con alcuni bellissimi dipinti alle pareti. Quando l'Unione Sovietica si sciolse, la cattedrale riprese a funzionare. Nel primo piano della cattedrale si trova una basilica risalente al IX secolo. Il secondo piano fu costruito in tempi successivi nel XIII e XIV secolo e contiene anche alcune icone d'oro e d'argento. Si dice che la chiesa di San Giorgio sia stata costruita nel XIX secolo. La cattedrale originale dai muri dipinti costruita dai georgiani fu demolita e i russi costruirono l'attuale cattedrale sopra la stessa. Fu anche utilizzato come museo durante il periodo dei Soviet. Un'altra chiesa importante, chiamata Chiesa di San Giovanni Battista, è situata nel villaggio di Lekhtagi e in passato era un monastero. Nella chiesa si trovava un tesoro prezioso chiamato Il Grande Pesce d'Argento, che tuttavia si perse nel 20 ° secolo. La popolazione locale pensa che questo pesce fosse tenuto in una delle torri trovate intorno al villaggio. La chiesa della Santa Vergine nel villaggio di Lekhtagi è anch'essa una chiesa a due piani in cui il primo piano ha tre cantine che ricordano alcuni luoghi sepolcrali. Ci sono alcuni frammenti degli affreschi della Vergine Maria al secondo piano della chiesa. Ci sono anche altri dipinti risalenti al XIV secolo con molte iscrizioni trovate sulle sue pareti. La chiesa dell'Arcangelo situata nel villaggio di Lanchvali è stata restaurata nel XIX secolo e fu distrutta durante una frana. L'elemento più prezioso di questa chiesa era considerato un'icona di Dio. Il tempio Putsi situato a Mestia celebra il Giorno Santo dopo Pasqua che è considerato il giorno in cui Cristo guarì i malati dalla paralisi.

Ammirando le Alpi Georgiane

Fonte Vista della città di Mestia

Le chiese testimoniano la storia di questi luoghi. Ad esempio, l'icona d'oro di San Giorgio era stata preparata per la cerimonia di unzione della regina Tamar. Ci sono circa 25 chiese di famiglia nei villaggi di Svaneti tra cui molte si trovano sulle colline lontane dalle autostrade. La chiesa unica e rara che viene dedicata al profeta Giona è una delle chiese più antiche e la chiesa è attiva ancora oggi. Una chiesa dell'XI secolo, inoltre, si trova sulla cima di una collina con una cappella composta da quattro colonne di legno. La chiesa si chiama come la chiesa di Matskhvari con alcuni affreschi classici sul muro. Ci sono molte icone e croci nella chiesa che sono composte di metalli preziosi e su alcune di esse sono incise le facce dei santi. Il tempio dell'Arcangelo che si trova nel villaggio di Tanghili è l'unica chiesa che possiede una cupola in tutta la regione di Svaneti. C'è una chiesetta chiamata Chiesa di Jgrag che ha i più antichi affreschi georgiani riguardanti La Natività. Ci sono numerosi dipinti e incisioni di diversi santi trovati in questa chiesa. Nella chiesa di Nesguni, che si trova nel villaggio di Lengeri, sono stati trovati alcuni antichi affreschi risalenti al X secolo. È l'unica chiesa in Georgia dove si può trovare l'immagine di San Massimo: nessun'altra chiesa in Georgia ha la sua immagine o un affresco che lo ritrae. La chiesa di Ushguli, che è l'insediamento più alto d'Europa, ha numerose chiese ognuna con speciali incisioni e icone. La maggior parte di queste antiche icone e croci sono conservate in una chiesa chiamata Chiesa di Chazhashi e il resto è stato portato al museo nel capoluogo. Teodoro, pittore reale al servizio del Re David il Quarto, dipinse tre chiese nella regione di Svaneti in diversi periodi di tempo. Le chiese sono Ipari, Kala Lagurka e Nakipari Jgrag. La chiesa dell'Arcangelo situata nel villaggio di Ipari è anche nota per il suo numero di icone antiche e per i dipinti sulla facciata, nonché per gli affreschi risalenti all'XI secolo. Un'altra chiesa importante in questa regione è la chiesa di Lagurka che in lingua Svan significa il luogo santo. La chiesa ospita alcune occasioni speciali quando tutte le persone della zona occidentale della Georgia vi si riuniscono. Vicino a questa chiesa, su una sponda di un fiume, c'è un'altra piccola chiesa chiamata come la chiesa di Martire Barbara costruita nel XII secolo. La chiesa di Nakipari, anch'essa dipinta dal grande pittore reale Teodoro, presenta alcune icone, affreschi e croci unici, tra cui un'icona di San Giorgio considerata molto importante. C'è anche un calice dorato nella chiesa in cui durante le festività il brandy Svanetian chiamato Rakhi viene dato ad alcuni ospiti selezionati.

In conclusione, se visiterai Svaneti dovrai ovviamente fare un'escursione lungo alcuni dei percorsi avventurosi del Caucaso e poi dare un'occhiata ad alcune antiche chiese lungo la strada. Da tutto ciò di cui ho parlato sopra puoi ben capire che Svaneti è una bellissima regione situata nel Caucaso georgiano che ti potrà regalare uno splendido ricordo e allo stesso tempo ti potrà offrire un'avventura piena di amore per il resto della tua vita. Fino a quando non pubblicherò il mio prossimo articolo su un posto interessante o un'altra mia esperienza, ciao e saluti..! :)

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