Cartalia Interna | Cosa vedere a Tbilisi

Cartalia Interna


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L'altro lato della Georgia

Tradotto da Antonio Di Noto — un anno fa

Testo originale di Manoj Pradeep

Ciao a tutti! Oggi cercherò di darvi qualche informazione sui luoghi turistici della Georgia. La Georgia è un paese culturalmente ricco, abitata principalmente da persone di etnia caucasica. Da una zona all'altra del paese si può notare una grande varietà geografica. Ho già menzionato alcune di queste nei miei articoli precedenti. Ciascun sito di interesse turistico ha una storia unica ed elementi di grande valore archeologico. Inoltre, la bellezza del paesaggio della Georgia attrae ogni anno moltissimi visitatori. Oggi vorrei trattare di una zona chiamata Shida Kartli, in italiano: Cartalia Interna.

La prima cosa che potreste chiedervi è come raggiungere la regione: é molto semplice. Ci sono autobus e minibus che partono dalle varie autostazioni di Tbilisi e delle altre maggiori città georgiane. A Tbilisi è possibile partire dalle stazioni di Vukzali, Orthachala e Didube. La regione si può raggiungere anche in treno, scendendo a Gori. Il treno parte dalla stazione centrale di Tbilisi, anch'essa a Vukzali.

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La Cartalia è una regione del'est della Georgia, il suo territorio comprende la provincia storica e geografica di Shida Kartli, situata nella parte settentrionale. È una delle regioni più popolate della Georgia, il suo capoluogo amministrativo è Gori, città che ha dato i natali a Iosif Stalin, ex dittatore dell'URSS. Tutti i confini della regione sono marcati da elementi geografici del territorio: il fiume Aragvi a est, il Caucaso a nord, la catena montuosa del Likhi ad ovest e dai rilievi montuosi della Trialezia a sud. Anticamente chiamata "Villaggio di Zena" questa regione è ricca di risorse d'acqua, il bene primario più importante di tutti. Il territorio a sud del fiume Mtkvari viene chiamato dai georgiani "Gagmamkhari", "l'altro lato". I corsi d'acqua hanno formato in Cartalia numerose pianure: Dzama, Tana, Tedzami, e Kavtura. Mentre a nord del Mtkvari si trovano le meravigliose valli di Doghlaura, Triponi e Mukhrani. Queste sono state scavate dai fiumi Liakvi, Lekhura, Ksani e Aragvi. Penso che sia chiaro che questa è una regione ricca d'acqua, sorgenti, e fiumi le cui acque vengono considerate benefiche. Il che è una cosa piuttosto comune nelle regioni ricche di risorse idriche. Data la sua idrografia, è plausibile che la maggior fonte di guadagno della regione sia l'agricoltura. L'acqua dei fiumi viene usata per l'irrigazione, e le condizioni climatiche favoriscono la crescita dei raccolti. Un'altra grossa fonte d'impiego della regione è rappresentata dall'allevamento. A sud di Shida Kartli si trovano le maggiori infrastrutture per i trasporti, il che rende Gori, Kaspi e Agara importanti centri commerciali e finanziari.

Passiamo ora a qualche fatto storico. La Cartalia faceva parte del regno di Iberia che comprendeva parti dell'attuale Georgia, nonché dell'Azerbaijan, dell'Armenia e, in minima parte, della Russia. Questo si contrapponeva al regno di Colchide, sviluppato sulle coste del Mar Nero, del quale ho già trattato nel mio articolo su Samegrelo. Durante l'età media del regno la Cartalia interna, era parte del Kartli Saeristavo, che si traduce letteralmente in "unità amministrativa". Verso la fine del regno, la regione subì una terribile invasione da parte dei mongoli e iniziò a sfaldarsi poco a poco. Dopo aver perso i territori di Aragvi, Sacicano, Saamilakhravo, Saajavkho, Samachablo e Samukhranbatono, il regno venne diviso in quattro, e poi direttamente annesso all'Unione Sovietica, dove divenne parte della provincia di Gori, nella regione di Dusheti.

Il clima di Dusheti è completamente differente da quello della Cartalia. Viene classificato come continentale secco con l'eccezione delle zone montuose del Caucaso, che nelle sue zone a 3000-3500 metri d'altitudine risulta essere abbastanza umido e dove la neve compre le cime delle montagne per tutto l'arco dell'anno.

Ci addentriamo ora alla scoperta delle città della Cartalia Interna. La prima di cui tratterò è Gori. Gori è una città ricca di storia. Si trova a a soli 96 chilometri da Tbilisi, a 500 metri sul livello del mare. Il nome della città si riconduce ad un'antica fortezza, chiamata appunto "Gori", costruita su una collina della città. La storia narra che l'impratore bizantino Eraclio I abbia nascosto un tesoro nella fortezza, mentre combatteva una battaglia nel Caucaso. Probabilmente a causa di ciò, ora la fortezza viene chiamata "Tontoid", ovvero "Montagna d'Oro". La fortezza è stata controllata da numerosi invasori stranieri nei secoli a venire, fino a quando, con l'annessione Cartalia all'URSS, i georgiani ne hanno finalmente ottenuto il controllo. Purtroppo diversi terremoti ne hanno danneggiato la struttura, quindi oggi non conserva più la forma originale. Ciononostante Tshkra Kara, "la nona porta" si è conservata fino ad oggi e è stata anche costruita una chiesa al suo fianco.

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Come menzionavo prima, Gori ha un clima moderatamente umido e le sue stati sono calde. Oltre a ciò, Gori è rinomata per aver dato i natali a uno dei più famosi dittatori dell'Unione Sovietica: Iosif Stalin. In centro città gli è stato anche dedicato un museo. Il museo è diviso in tre sezioni: la casa, il museo vero e proprio, e il suo vagone ferroviario. La casa è sostanzialmente una piccola capanna dove il dittatore visse i primi quattro anni della sua vita. Il padre lavorava come calzolaio in un vicino laboratorio in affitto. Il museo è costituito da sei diverse sale dove sono stati raccolti diversi effetti personali di Stalin: mobilio del suo ufficio, giornali, regali che aveva ricevuto, documenti, lettere, scritti e un calco del suo viso dopo la morte. Nella terza parte del museo viene conservato il vagone personale di Stalin, costruito specificamente per lui. Pesante svariate tonnellate e a prova di proiettile, il vagone veniva usato dal dittatore per spostarsi sul territorio dell'Unione. Tornando alla storia, scavi archeologici hanno rinvenuto monete risalenti addirittura al XV secolo, probabilmente appartenute ai regnanti di allora. Gori è inoltre ricca di monumenti, chiese, monasteri, resti di antichi insediamenti e musei. Tuttavia, nel recente passato, una guerra tra Russia e Georgia per il possesso dell'Ossezia, la regione posta al confine tra i due paesi ha inflitto a Gori diversi attacchi. Si sta quindi valutando di trasformare il museo di Stalin in un museo delle guerre Russo-Georgiane.

Oltre a Gori, in Cartalia Interna sono presenti anche antichi insediamenti e monasteri che descrivo qui di seguito.

Inizio trattando della Chiesa di Ateni Sioni, risalente al VII secolo. L'edificio, sormontato da una cupola, si trova a circa dieci chilometri di distanza da Gori, sulle rive del fiume Ateni. Sorge sulla cima di una collina e si suppone che il suo nome derivi dal monte Sion, a Gerusalemme. La chiesa, rassomigliante quella di Mtshketa, è riccamente decorata con affreschi e motivi grigio-verdi, vi si possono inoltre trovare iscrizioni in georgiano antico.

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Il monastero di Kintsvisi è un complesso religioso situato a circa dieci chilometri dalla città di Kareli. Il complesso venne edificato in onore di San Nicola, al quale è dedicata la chiesa principale. Altre due piccole chiese sono dedicate a San Giorgio e alla Madonna. La chiesa di San Nicola, essendo fatta di roccia, non presenta particolari ornamenti architettonici, una caratteristica tipica dell'architettura georgiana e che distingue questa da altre chiese del paese. All'interno la chiesa è decorata con affreschi raffiguranti l'Incarnazione, la Resurrezione e l'Annunciazione.

La chiesa di Samtavisi, nell'omonimo villaggio, reca iscrizioni che ne attestano la costruzione nel V secolo, durante il regno di re Vakhtang. La chiesa è sopravvissuta a numerose calamità ed è tutt'oggi un luogo di culto attivo.

Uplistsikhe è un'antica città scavata nella roccia che si presume risalga al primo millennio a. C. il cui nome significa "fortezza dei signori". È considerata uno dei primi insediamenti nella regione e sono presenti due nuclei principali: uno scavato nella roccia e uno ai piedi delle montagne. Dal IV secolo la città perse d'importanza e si svuotò. Oggigiorno la città sta crescendo come attrazione turistica: in molti visitano la sua chiesa, le sue grotte e i suoi tunnel. Ho descritto la mia esperienza a Uplistsikhe in uno dei miei precedenti articoli.

Il monastero di Rkoni si trova in Cartalia Interna, nella municipalità di Kaspi. Durante il XII e il XIII secolo la regione era attraversata da un importante via militare e commerciale, perciò vennero costruiti molti grandi monasteri. Questa strada collegava Kartli con la Giavachezia, la Trialezia e l'Armenia. A causa di questa via così diretta, la zona era molto esposta alle invasioni straniere. Infatti, nel XV secolo l'armata di Tamerlano, condottiero turco-mongolo, distrusse tutti i villaggi e i monasteri dell'area. Ciononostante, tra il XVI e il XVIII secolo Rkoni riuscì a riacquistare la sua forza e a proteggersi dai nemici. Durant6e i primi anni del '900 il monastero di Rkoni venne usato come armeria, dove venivano fabbricate armi, esplosivi ed equipaggiamento per i rivoltosi.

Urbnisi è un villaggio in Cartalia Interna, nella municipalità di Kareli. Scavi archeologici hanno evidenziato che l'area della città è stata abitata fin dal 3000 a. C. e in maniera stabile fino al XVIII secolo. Il complesso è composto da diverse strutture, tra cui una cantina per vini, tubature per l'acqua, un campanile e una basilica, la Urbnisi Sioni. Permangono tracce di bruciature e colpi di catapulta, che suggeriscono che il plesso sia stato attaccato per via della grande ricchezza contenuta.

L'intero monastero è dedicato a Santo Stefano, e venne costruito tra i VI e il VII secolo. La chiesa a tre navate è stata ricostruita due volte, nel X e nel XVII secolo. Le tre navate poggiano su dodici colonne, che rendono la chiesa piuttosto grande e massiccia. Sulle pareti sono visibili inscrizioni nell'alfabeto georgiano del VII secolo. Durante gli attacchi degli arabi il monastero di Urbnisi funse da rifugio per i cristiani ortodossi della zona. Attualmente Santo Stefano è sede vescovile e ospita una numerosa comunità di monaci.

Nel vicino villaggio di Ruisi è ubicata la Cattedrale di Ruisi. Fu costruita tra l'VIII e il IX secolo e oggigiorno costituisce la sede dell'eparchia - una divisione amministrativa della chiesa ortodossa - della regione. La chiesa e il rispettivo campanile sono stati restaurati molte volte dal XVIII in poi. Un terremoto, nel corso del 1800 danneggiò significativamente la cattedrale, perciò il governo decise di ricostruirla. La torre campanaria è un edificio di tre piani situato sul lato occidentale della cattedrale, costruito nel XVII secolo. Resti di un'antica fortezza sono ancora visibili sul lato meridionale, mentre la chiesa è circondata da un muro che viene fatto risalire al medioevo. La chiesa è ornata con decorazioni risalenti al periodo intorno all'anno 1000.

Altro monastero della regione è il Kvatakhevi, probabilmente costruito tra il XII e il XIII secolo. Rappresenta tutt'ora uno dei migliori esempi di arte ecclesiastica georgiana. Durante l'invasione araba del XIV secolo la chiesa fu severamente danneggiata, ma il restauro dovette attendere fino al XVIII secolo. I lavori furono eseguiti su iniziativa del principe georgiano di allora. Una cinta muraria dotata di due porte, una sul lato meridionale e una su quello occidentale, circonda il monastero. La facciata è ornata da grandi pietre bianche e il lato est presenta una grande croce decorata. La torre campanaria, costruita in pietra, è un edificio di due piani che fungeva anche da residenza. Sul lato ovest sorgono residenze risalenti al XIX secolo.

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La Cattedrale di Tsromi sorge nell'omonimo villaggio, nella municipalità di Khasuri. Nel IV secolo era un edificio imponente. La chiesa che si può vedere oggi fu fatta costruire da Stepanoz II d'Iberia tra il 626 e il 634. Ha subito molti danni in numerose occasioni, tra cui il già menzionato terremoto del XIX secolo.

La Fortezza di Surami è sita nell'omonima città, a circa quattro chilometri dalla municipalità di Khasuri. Sorge sui pendii meridionali dei monti Likhi, in una posizione strategica, tra l'est e l'ovest della Georgia. L'esatto periodo di costruzione della fortezza è tutt'ora sconosciuto. La città di Surami esiste fin dall'XI secolo. La fortezza è stata controllata da diverse entità nel corso della storia: Giorgi Sakadze (il politico che promosse l'attuale divisione del paese), Osman I (il primo imperatore dell'Impero ottomano) e dai militari russi e georgiani durante gli anni '70. Nei pressi della fortezza si trovano anche nove chiese. Il passo di montagna su cui sorge la fortezza, chiamato passo di Surami, connette la Georgia occidentale con quella orientale. Attualmente sia una ferrovia che importanti viadotti stradali attraversano il passo. Nei dintorni del passo si trova anche il parco nazionale di Bordjomi-Kharagaouli, un'importante attrazione turistica della Georgia.

Il complesso archeologico di Skhvilo si trova a Kaspi. Situato anch'esso sui pendii montuosi, risale al IX secolo e include una cinta muraria alta 14 metri e larga due, la torre principale, una chiesa, un'antico edificio residenziale e una riserva d'acqua.

La chiesa di Santa Ioana (ხცისის წმინდა გიორგი) si trova nella municipalità di Khasuri, nella città di Khtsisi. La chiesa si trova nel bel mezzo di un bosco e costruzione fu patrocinata nel 1002 da un vescovo di nome Anania. Attualmente nel sito sorge anche un monastero. Tutte le informazioni sul luogo sono state ottenute dalle incisioni sulla facciata della chiesa.

Monumento Archeologico di Dvani. Si tratta di un cimitero risalente al VI o VII secolo, nel villaggio di Dvani, in Cartalia Interna. Il sito si trova sul pendio di una montagna, sulle rive del fiume Proni. Lì sono ubicate 14 tombe monumentali. Scavi archeologici hanno anche rinvenuto terracotta nera e rossa, argento e bronzo.

Khizaant Gora è un sito archeologico che si trova nel già citato villaggio di Urbnisi, sulle rive del fiume Mtkvari. Nel sito sono stati rinvenuti 12 strati archeologici per uno spessore totale di otto metri. Gli scavi hanno riportato alla luce un cimitero dell'età del bronzo e dimore datate tra il III e il I secolo a. C., nonché delle tipiche case quadrate dell'antica cultura trans-caucasica. Inoltre, è stata rinvenuta un'enorme fortezza che ospita sei separati magazzini di grandi dimensioni. La fortezza è protetta da una cinta muraria e l'area tra la torre e le mura è lastricata.

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La Cartalia Interna offre ai visitatori un grande varietà di attività: siti archeologici, culturali e di pellegrinaggio. Dato che l'agricoltura della regione è fiorente viene posto l'accento anche sull'agroturismo. Lo slow-tourism, specialmente se condotto totalmente a piedi e se associato alla scoperta della cultura locale è il modo migliore per godere appieno delle bellezze della Cartalia, e infatti sta aumentando sempre di più la sua diffusione. Concludendo, si può dire che questa regione offre ai visitatori uno scenario completamente diverso da quello di altre aree della Georgia. Grazie per aver letto il mio articolo, ci vediamo presto. Fino ad allora statemi bene e sorridete sempre!

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