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Le Catacombe di San Francesco


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Visita alle Catacombe di San Francesco da Lima

Le famose Catacombe di San Francesco da Lima:

Ciao a tutti! Spero che stiate bene. Quando ero uno studente della San Marcos, ho sempre voluto essere una guida turistica. Il mio sogno si è avverato quando ho fatto uno stage presso un ufficio dell'università (la più antica di tutto il continente), che si trova nel parco universitario, in cui ho lavorato per circa tre mesi.

Lì ho capito che ciò che più mi affascinava era l'arte coloniale e tutto quello che riguarda il centro di Lima. Così ho iniziato a camminare sempre più spesso per le sue strade, visitando tutte le chiese, curioso di conoscere sempre più tutto quello che si poteva trovare tra i vicoli antichi. Mi ricordo che uscendo da Avenida Nicolas de Pierola si vedevano molte case in stile francese, oltre che la cosa più caratteristica della mia città: i famosi balconi limegni. Lima è un gioiello di per sé, e ogni quartiere ha le sue leggende, i suoi eventi storici e molto altro.

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Dopo aver lavorato alla San Marcos, ho chiesto di lavorare per quattro mesi come guida del Convento e delle Catacombe di San Francesco, perché era un altro desiderio legato al mio percorso di formazione. In più, avevo alcuni ricordi del luogo, dato che da bambino ci ero andato in gita scolastica e conservavo alcune foto di ossa, chiostri e catacombe. Ricordo di aver detto a me stesso che da grande ci sarei dovuto tornare, e così è successo.

Un pomeriggio ci sono andato con i miei amici dell'università e ho trovato tante cose che ricordavo della mia visita da bambino, come la Cappella in stile mudejar (espressione artistica arabo-iberica del XII-XVI secolo, i cui elementi principali sono l'arco a ferro di cavallo, l'utilizzo di mattoni, la decorazione a stucco cesellata policroma e in ceramica), i dipinti di Peter Paul Rubens, alcuni balconi nella sala capitolare e lì ho capito che desideravo lavorare in quel luogo! Così è iniziata la mia storia in uno dei musei più visitati del centro di Lima.

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Cari lettori, il convento è stato il primo monumento del centro di Lima a essere dichiarato parte del Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel lontano 1989.

In quegli anni in Perù c'erano ancora problemi con il terrorismo ed era pericoloso anche solo uscire di casa perché ci potevano essere autobombe ovunque in città, oltre ai black-out e a tante altre cose. Allora ero solo un bambino di 3 anni e ovviamente non ricordo nulla, ma la storia della mia città è una delle cose che mi affascina e posso dirvi che lavorare al Convento e alle Catacombe di San Francesco è stata una delle esperienze più costruttive del mio periodo universitario e oggi la ricordo con molto affetto perché lì ho imparato molto.

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Ho imparato a stupirmi come i visitatori nel vedere i dipinti coloniali, ho imparato perché la gente allora preferiva essere sepolta sotto la chiesa e non nei cimiteri che conosciamo oggi, ho imparato a conoscere nicchie, capitelli, immagini, torri, navate di chiese, stili di arte e molte, molte altre cose ancora.

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Forse starete pensando che io sia un fervente cattolico, ma a dire il vero io mi considero un agnostico, non credo nelle religioni e non sono ancora del tutto convinto dell'esistenza di Dio, anche se ci sono stati periodi in cui volevo credere e spero che nel corso degli anni e con la maturità che acquisirò mi avvicinerò alla comprensione della realtà dell'uomo e al contatto con l'ambiente circostante. Tuttavia, di sicuro apprezzo quello che ci hanno lasciato i nostri antenati e le diverse tappe storiche che Lima ha vissuto.

Lima, la mia città, ha attraversato i tempi preispanici, epoche millenarie, prima dell'arrivo degli spagnoli in America. Ad esempio, la città di Caral ha quasi 5000 anni di storia. Successivamente Lima nel periodo coloniale ha vissuto una tappa gloriosa, essendo la città più importante dell'intero continente. Proprio allora iniziarono a formarsi i diversi ordini religiosi in città e a Lima cominciò a fiorire l'arte religiosa: è una città di cattedrali, santi come San Judas Tadeo, che si trova dentro al convento ed è considerato il santo patrono dell'impossibile e del lavoro. La Lima coloniale si può notare in molti musei e il mio preferito rimane il Convento di San Francesco, uno dei monumenti più gloriosi della Lima di un tempo, che resiste e non vuole sparire dalla città.

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Lima ha molte correnti, ma come sappiamo il Perù è un paese libero e indipendente. Proprio all'inizio del XX secolo, Lima comincia a cambiare, si reinventa grazie a nuovi luoghi, come ad esempio la costruzione di Plaza San Martin, a cui ho dedicato anche un post sulle curiose reazioni che ha suscitato in me.

Se dovessi scegliere tra le tante cose che ci sono nel centro di Lima, non saprei cosa dire perché amo tutto quanto. Ma amo soprattutto questa chiesa, con la sua facciata gialla ristrutturata più volte, perché Lima si trova sulle placche tettoniche più mobili del mondo e nonostante un'infinità di terremoti è rimasta in piedi.

Lima è riuscita a resistere grazie a dei materiali particolari e, vi sorprenderà e non dovrei dirlo, ma se si dà un piccolo colpetto sulle pareti del convento o del museo si sentirà come un vuoto. Ciò è dovuto proprio ai materiali con cui molte case del centro sono costruite, ovvero con le canne, la calce e altro che hanno reso i complessi resistenti al terremoto del 1746, che ha portato anche a un maremoto nel porto di Callao e dove parte del suo territorio è rimasto sommerso sotto le correnti del mare.

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Ricordo ancora perfettamente le mie giornate di formazione, tenute da un uomo di nome Pedro che ha passato tanti anni nel museo con la signora Rossi e Frate Martín, che ci ha accolti quando siamo arrivati lì. L'ingresso del museo non è dalla porta della chiesa, ma dal lato dell'ingresso ai suoi chiostri. In modo che possiate orientarvi meglio, vi faccio vedere nella prossima immagine dove sono le tre porte di colore bianco. Proprio nella porta centrale c'è l'ingresso del convento, sul lato destro troverete una piccola scrivania dove pagare la visita, con la guida inclusa. Fin dal primo momento in cui entrerete, sarete stupiti da tutte le opere d'arte che il museo contiene. Al suo interno c'è una scultura della Vergine dell'Immacolata Concezione di marmo e un dipinto che suggerisce che si trattava di una pala d'altare sulla passione di Cristo:

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L'ingresso al museo è conosciuto come l'anticamera e da lì si può già capire tutto ciò che si potrà visitare al suo interno. C'è un quadro di uno dei pittori più noti dell'era coloniale: Angelino Medoro, i suoi dipinti mostrano la passione di Cristo e la sua via crucis. Inoltre, nella parte inferiore del museo, c'è qualcosa che si trova tra la maggior parte delle decorazioni del convento, ovvero i lussuosi azulejos sivigliani che allora erano importati dalla Spagna e risalgono al XVII secolo. Una lussuosa decorazione che rende il convento di San Francesco uno dei più ricercati di Lima.

Perché il convento di San Francesco è importante?

Fondamentalmente, il museo è importante perché possiede una preziosa collezione di opere d'arte religiosa e la Chiesa di San Francesco, cari lettori, ha il grado di Basilica Minore, concesso da Papa Giovanni XXII nel 1963. Il museo ospita dipinti di artisti spagnoli ed europei come José de Rivera e della scuola fiamminga o di Pedro Pablo Rubens. In più, l'attrazione principale di questo museo sono le ossa e le incredibili catacombe.

Le origini dell'Ordine francescano e del museo risalgono al 1546. Allora la chiesa non aveva l'opulenza che la caratterizza oggi, ma era molto piccola. Poco a poco però è stato aggiunto il resto, fino a diventare quello che è oggi. Nel museo e nella sua facciata principale al centro della sua nicchia ci sono la Vergine dell'Immacolata Concezione e lo scudo dell'Ordine Francescano, molto presente nelle varie sale del museo. Lo stemma rappresenta due mani incrociate, una delle quali sarebbe di San Francesco d'Assisi, suo fondatore, e l'altra è la mano di Gesù. In altre rappresentazioni nello stemma c'è uno scudo con cinque ferite, simbolo delle stimmate di San Francesco d'Assisi.

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Tuttavia, cari lettori, devo dirvi che molte persone entrano nel museo solo per vedere le catacombe ma poi, quando la visita inizia, si rimane colpiti perché si capisce che il convento ha molto di più delle ossa e dei passaggi sotterranei. Le sorprese che si scoprono lasciano a bocca aperta. Il museo è tra le attrazioni migliori nel centro di Lima e, secondo me, è più bello della cattedrale di Lima che si trova in Plaza de Armas, dove sono stato molte volte e a cui ho dedicato un post. Ma torniamo a San Francesco da Lima!

Come ho detto all'inizio, il convento di San Francesco è stato il primo monumento nella città di Lima a essere dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e già questo gli dà un grande vantaggio rispetto agli altri monumenti religiosi della città. Quando ci andrete vi renderete conto che ci sono molti ingressi, oltre a quello del museo e della chiesa, perché ci sono anche la piccola chiesa di Nuestra Señora de la Soledad (Nostra Signora della Solitudine) e la Iglesia de el Milagro (Chiesa del Miracolo) che però non sono aperte al pubblico a causa di un incendio che ha danneggiato il loro interno molti anni fa. Dentro il museo di San Francesco hanno realizzato anche opere teatrali come "La Vida es sueño" ("La vita è sogno") di Pedro Calderón de la Barca. Ricordo che è stata messa in scena di notte e l'opera teatrale è stata bellissima. Parlava della vita di Sigismondo, con la scena molto famosa in cui il personaggio recita la seguente frase entrata a far parte della letteratura universale:

"¿Qué es la vida? Un frenesí.

¿Qué es la vida? Una ilusión,

una sombra, una ficción,

y el mayor bien es pequeño;

que toda la vida es sueño,

y los sueños, sueños son"

("Cos'è la vita? Una frenesia.

Cos'è la vita? Un'illusione,

un'ombra, una finzione,

e il bene più grande è piccolo;

che tutta la vita è un sogno,

e i sogni, i sogni sono)".

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Fonte

Mettendo in relazione quelle parole e il museo, si può dire che anche la sua arte è un sogno squisito, fatto di tele e misteri che svelerò poco a poco. A quella rappresentazione dell'opera "La vita è sogno" ho partecipato gratuitamente e lì ho realizzato con maggiore convinzione che nel cortile a traliccio della chiesa di San Francesco si possono fare molte cose interessanti legate alla cultura per gli abitanti di Lima, che è una delle città più visitate dell'America Latina non solo per la sua arte, ma anche per il suo cibo eccellente, oltre che per essere sede di diversi congressi ed eventi.

Con orgoglio vi dico anche che Lima è considerata la capitale gastronomica del Sud America. Un riconoscimento che rende noi peruviani sempre più felici del nostro passato leggendario. Ma continuiamo con il museo! Prima che mi distragga parlando della mia città che amo così tanto.

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Quanto costa? Quanto vale?

Cari lettori, se siete studenti, bastano 5 soles per visitare le catacombe del Museo del Convento di San Francesco nel centro di Lima. Una visita di circa 40 minuti o 50 minuti dove scoprirete molta arte religiosa e le catacombe di Lima, dove oltre 25 mila persone sono state sepolte durante l'era coloniale.

Le visite sono in spagnolo e in inglese. Chi parla lo spagnolo non aspetta molto di solito, dato che una volta pagato il biglietto si rimane circa 10 minuti al massimo nella "Sala Portineria", dove si attende seduti di essere chiamati. Intanto, si può approfittare per ammirare la scultura anonima di un Cristo crocifisso in legno, che risale al XVII secolo, oltre a un'altra grande tela che decora le sue pareti e gli azulejos sivigliani donati da Pedro Jimenez Menacho, che assieme alla sua famiglia è stato sepolto sotto il convento nelle incredibili catacombe più visitate di Lima.

Come raggiungere le catacombe?

Per arrivare al convento ci sono diverse opzioni. Ad esempio, attraverso Avenida Principal dopo un isolato si incrocia Avenida Abancay, dove ci sono altri musei come il Museo de la Santa Inquisición, e luoghi pittoreschi come il quartiere cinese. L'unica cosa negativa di Avenida Abancay è che è molto trafficata e con molto traffico, per cui la migliore alternativa è usare la linea C della metropolitana, nonostante sia piena di gente nelle ore di punte, dato che Lima ha vari mezzi di trasporto che vanno ovunque. Il prezzo di un biglietto della metropolitana è di 2, 50 soles e bisogna acquistarlo in qualsiasi stazione della città. Un'altra opzione è prendere gli autobus blu, ma poi bisogna camminare un po'di più, perché la fermata è in Avenida Tacna. Dipende da cosa preferite.

Come informazione aggiuntiva vi dico anche che di fronte alla piazza di San Francesco si trova il Tribunale Costituzionale, vicino alla galleria delle 13 porte e al Parco della Muraglia, tutti luoghi che vi consiglio di visitare, prima o dopo aver visitato il museo di San Francesco. In Calle Azángaro ci sono negozi dove fanno dei buonissimi "churros" (pastelle fritte spolverate di zucchero) che compravo sempre quando finivo di lavorare per addolcire la mia serata. Costano due soles e li mettono anche in sacchetti da portar via. Sono grandi e saporiti, e a pensare ai dolci che si possono mangiare a Lima, mi sta venendo fame.

Perché le persone venivano sepolte sotto le chiese?

A quel tempo si credeva che il modo per essere più vicini a Dio dopo la morte fosse farsi seppellire sotto le chiese. Per questo motivo molti membri dell'élite di Lima furono sepolti lì fino al tempo dell'Indipendenza, nel 1821, quando il Liberatore Don José de San Martín ha chiuso il cimitero per crearne un altro che è l'attuale: il cimitero presbitero Matías Maestro a Barrios Altos.

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Non sto scherzando, dico sul serio! =) Sapevate che Lima è una delle città che aveva più chiese nell'era coloniale? E che la prima Santa d'America è di Lima? Be', sì, parlo di Santa Rosa da Lima, che era parte dell'ordine dei Domenicani a cui appartiene la Chiesa di San Domenico.

È vero che il museo è conosciuto come "la chiesa dei piccioni"?

Sì, lo è: alcune persone di Lima conoscono questa chiesa come la chiesa dei piccioni, dato che questi animali volano sopra la piazza e involontariamente fanno i loro bisogni su quest'opera.

Qui una foto dei colpevoli del crimine:

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Com'è la visita? Incoraggiami ad andare... Posso fare foto, vero?

No, purtroppo non è possibile scattare foto =( In questo post ho pubblicato alcune foto scaricate dal sito del museo e ce ne sono altre che ho scattato io a un amico quando gli ho fatto da guida una volta. Le altre foto sono sul mio computer a Lima e al momento non posso caricarle, quindi continuiamo...

In alcune occasioni, entrando nelle catacombe si trovano guide private che non sono quelle del museo e che permettono di scattare foto all'interno. Potrete farlo velocemente, prima che un gruppo arrivi e possa vedervi, ed è meglio farlo senza flash.

Il percorso delle catacombe è a forma di "U" e dura circa 15 minuti. Dicono sempre che chi soffre di claustrofobia è meglio che non entri. L'odore delle catacombe è forte, come una sorta di nitrato, a causa dei materiali con cui sono fatte.

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Ecco un elenco veloce di ciò che troverete in questo museo:

  • Sala Portineria
  • Sala Profundis
  • Pinacoteca
  • Biblioteca
  • Refettorio (noto anche come sala da pranzo)
  • Chiostro
  • Sacrestia e antisacrestia
  • Coro (dove recitavano le canzoni corali: è bellissimo, in legno)
  • Vista della Chiesa dal secondo piano nella sezione del coro
  • Catacombe

Quando ci andrete, vedrete una cupola in stile mudejar sulla scala principale (se sentirete strani rumori sul tetto, non spaventatevi: sono pipistrelli erbivori). Poi vi porteranno alla biblioteca dell'ordine francescano, che sembra la biblioteca di Harry Potter (non lo diciamo quando facciamo da guida ma sì, gli somiglia e potete notarlo in una foto qui sotto) e ha molti libri di lingue diverse, tra cui il latino e altre lingue non più usate al giorno d'oggi. Sul tetto della biblioteca è possibile vedere alcune finestre che nel periodo coloniale illuminavano il convento, dato che ancora non avevano l'elettricità. Questa libreria ha più di 25 mila volumi dell’era coloniale.

Ecco un'immagine della Biblioteca dell'ordine francescano:

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Una cosa che richiama molto l'attenzione dei visitatori e che mi chiedevano sempre quando facevo la guida riguardava proprio quei grandi libri che si vedono nella foto precedente, perché sono conosciuti come libri corali e sono stati usati dai francescani ai tempi delle loro cerimonie liturgiche nel coro del convento, che si trova al secondo piano. Superata la biblioteca, vedrete una stanza quadrata dove c'è una figura di legno intagliato con i diversi personaggi dell'ordine e al centro ci sono San Francesco e San Domenico che si abbracciano in segno di Pace.

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Dalla parte alta del coro si può vedere la parte inferiore della Chiesa, costruita a croce latina. Guardando il soffitto invece noterete i colori che prevalgono, ovvero il bianco e il rosso intenso, con dei disegni in stile mudéjar, anche conosciuto come stile moresco.

Sul lato sinistro del coro c'è un pianoforte a coda che ormai non è più usato ed è lì solo in mostra. Comunque si dice che possa ancora funzionare, se un francescano si mette nella parte posteriore e inizia a pedalare come se fosse su una bicicletta. Ricordo che anche questo dettaglio era tra le cose che attiravano maggiormente l'attenzione dei visitatori del museo.

Quale animale è al centro del tavolo di quel quadro?

Un'altra cosa che catturerà il vostro sguardo sarà un quadro rotondo dell'ultima cena. Vedrete che al centro del tavolo c'è un animale molto noto a tutti i peruviani: il famoso "cuy" su un piatto piano è il "cuy chactado" (coniglio fritto e servito con verdure e mais). Ecco perché questo dipinto mostra l'influenza degli stili spagnolo e andino. Mi piaceva molto parlare di questo dipinto perché le persone rimanevano sorprese. Anche voi lo siete?

Il dipinto è all'interno di una sala conosciuta come refettorio. In questo luogo i francescani mangiavano e nel retro di questa parte del museo il convento continua a servire cibo gratis ai più bisognosi della zona. Di solito quando, si entra in questo spazio, si sente odore di cibo che proviene dall'attuale sala da pranzo.

Vi faccio vedere l'enorme quadro. Andate al museo a vederlo, così capirete davvero quanto è grande :) Come ho detto, si trova nel refettorio, il luogo in cui i francescani mangiavano.

Foto del quadro dell'ultima cena:

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Una cosa che attira l'attenzione di questo dipinto è che non ci sono solo Gesù e i suoi apostoli, ma anche personaggi diversi intorno a lui, che servono a tavola. Li noterete se guardate ai lati, a sinistra ad esempio troverete l'immagine di una coppia che non ha nulla a che fare con l'ultima cena, questo è ancora un mistero. E se ciò non bastasse, in un punto di questa tela, si può vedere la faccia del diavolo, che si trova accanto a Giuda, l'apostolo che, come si sa, ha tradito Gesù. Inoltre, ci sono anche alcuni bambini che servono al tavolo e rappresentano la purezza e c'è anche un cane, che invece rappresenta la fedeltà all'uomo. Questa tela è stata dipinta da Diego de la Puente nel XVII secolo.

All'interno del Refettorio ci sono anche alcuni dipinti raffiguranti diversi personaggi delle tribù di Israele, come Giacobbe e i suoi dodici fratelli.

Chi sono i benefattori?

Nell'epoca coloniale c'erano dei benefattori che davano soldi all'ordine francescano e che quando morivano potevano essere sepolti in cripte private, destinate a loro e alla loro famiglia. Questo dettaglio viene spiegato durante la visita al convento, soprattutto quando si è nel chiostro. Quando viene detto che sotto ci sono sepolte delle persone si rimane un po' basiti. Lì vedrete anche una statua d'argento che pesa mille tonnellate di San Judas Tadeo, considerato il patrono del lavoro e dell'impossibile.

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La Sala Profundis e la collezione della scuola Flamenca

Cari amici, dopo il quadro dell'ultima cena, il luogo che più mi piaceva era la Sala Profundis. Lì c'è una collezione di opere sulla passione di Gesù, fatta da Pedro Pablo Rubens e dalla sua scuola fiamminga, in cui spicca il chiaroscuro. Inoltre questa sala ha un balcone sullo sfondo che proviene dal vecchio Palazzo del Governo, ed è fatto con legno del centro America, oltre ad avere nella parte centrale un ostensorio dorato portato da Cusco e nella parte superiore un Cristo di avorio fatto con le ossa degli elefanti filippini.

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Un'altra cosa che attira l'attenzione è che al centro di questa stanza c'è una cripta familiare, dedicata esclusivamente a uno dei benefattori: Luis de Castilla Altamirano. Come decorazione ci sono un un teschio e delle ossa in bella vista, ma non è sempre stato così, perché in epoca coloniale i corpi erano riposti nelle loro casse e sotterrati sotto questo salone.

Ricordo che settimanalmente noi guide facevamo dei turni per assicurarci che nelle sale nessuno scattasse foto o danneggiasse le tele. Stare in questa sala significava stare in tranquillità, da solo, senza altri gruppi. C'è anche uno dei dipinti che attirerà la vostra attenzione e che ritrae Gesù su un asino, i cui occhi vi seguiranno in ogni punto della sala. Quando facevo la guida potevo spiegare questo effetto solo quando non c'erano molti gruppi in sala, dato che dovevamo dare a tutti l'opportunità di apprezzare i dipinti. Perciò quando entrerete in questa sala, già sapete che guardando gli occhi dell'asino e camminando avrete la stessa sensazione.

L'immagine della famiglia francescana

Nell'antisacrestia vedrete un quadro spettacolare in cui c'è l'albero genealogico dell'ordine francescano, che inizia con San Francesco d'Assisi come radice dell'albero e ha nella parte superiore dell'immagine la Vergine dell'Immacolata Concezione. Proprio sotto questo dipinto c'è il sottopassaggio per entrare nelle catacombe.

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Prima di arrivare a questo lato dell'antisacrestia, vedrete una porta che sarebbe passata inosservata. Ma la guida vi spiegherà che dietro quella porta ci sono ancora i francescani nel loro chiostro, perché nonostante sia un museo ci sono ancora dei francescani che vivono all'interno del convento, come Fray Martín, di cui vi ho parlato inizialmente e che è il capo del museo.

Vedrete anche una carrozza funebre che serviva a trasportare le bare al cimitero plesbitero Matías Maestro, quando quest'ultimo iniziò a essere utilizzato dopo la chiusura delle catacombe.

La Sacrestia e la sua scultura trasformata in Gesù

Dopo l'antisacrestia, c'è la Sacristia. Qui si possono vedere alcune casse di legno in cui i Francescani posavano i loro sai che usavano per celebrare la Santa Messa. Sulla parte superiore vedrete diverse figure di martiri in legno intagliato e placcato a foglia d'oro e in mezzo c'è l'immagine di Gesù Cristo. Inizialmente, si dice, questa figura doveva rappresentare la Vergine dell'Immacolata Concezione, ma alla fine è stato ritratto Gesù. Come lo sappiamo? Quando andrete al museo, guardate la parte inferiore dei piedi di Gesù e noterete che sembra un vestito, oltre ad avere vicini i cherubini, che sono tipici delle rappresentazione dell'Immacolata Concezione.

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Dopo aver visto la sagrestia, ci si può già preparare a ciò che molti visitatori aspettano di conoscere: le catacombe di San Francesco da Lima!

E le catacombe? Quando hai intenzione di parlarmene? Grrrrr

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Come ho detto, cari amici, le catacombe di San Francesco sono l'ultima cosa che si vede nella visita. Entrando vi spiegheranno che le colonne sono fatte con l'albume dell'uovo ed guano, oltre che con calce. E quindi? Se c'è un terremoto, si muore subito? No, questi materiali rendono questo luogo un'area sicura in caso di terremoto (quindi non abbiate paura, perché non accadrà nulla di brutto se siete così sfortunati che la terra tremi durante la vostra visita).

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L'ingresso alle catacombe è sul lato sinistro e l'uscita è sul lato destro. Una cosa che le persone continuano a chiedersi è se lì viene ancora sepolta della gente o no. Voi cosa ne pensate? Quanto scommettete? Be', la risposta è sì: vengono ancora essere sepolte delle persone, ma solo quelle che appartengono all'ordine.

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I frati francescani hanno una cripta esclusiva per loro, dove il pubblico non può entrare. A volte, però, quando il museo chiudeva, io e le altre guide andavamo lì. In realtà non è un luogo spaventoso come le catacombe. Ci sono solo cripte con i nomi di ciascuno dei francescani che ha deciso di rimanere nel convento dopo la morte a riposare in pace.

Proseguendo nelle catacombe, si trovano nel soffitto delle finestrelle che danno una vista sulla chiesa. In pratica è un piano del museo e da una di quelle aperture si può vedere la Madonna di una delle pale d'altare.

Come ho già accennato, nelle catacombe ci sono più di 25 persone sepolte. Ci sono alcuni pozzi (come quello della prossima foto) di più di 15 metri di profondità pieni di ossa, ma vorrei chiarire che non sono stati strappati ai morti per farli apparire così. Quello che vedrete sono le distribuzioni fatte durante il processo di ricerca e le installazioni elettriche che oggi illuminano le sale.

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Si raccontano molte storie sulle catacombe, come per esempio che c'era una strada segreta che le collegava al Palazzo del Governo nella Plaza de Armas. Finora, nulla di tutto ciò è stato trovato, quindi sono solo leggende metropolitane che si sono diffuse sulle catacombe più visitate di Lima. Infatti nella mia città ce ne sono molte altre, ma l'unica aperta al pubblico è questa.

Il pozzo antisismico delle catacombe:

Attualmente le ossa sono distribuite in base alla forma e ciò che colpisce è un pozzo noto come "Ossario", che si dice possa assorbire le onde sismiche di un terremoto (o almeno così mi hanno spiegato quando ho fatto il corso lì).

Vi faccio vedere l'Ossario all'interno delle catacombe, finemente decorato per la vista dei visitatori :) Potete vedere i teschi e le ossa umane.

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Nelle catacombe c'è una cripta esclusiva di Fray José Francisco de Guadalupe Mojica, che apparteneva all'ordine francescano ed è stato un grande attore e cantante di opera che ha partecipato ad alcuni film di Hollywood. Alcuni messicani che conoscono la vita di questo personaggio vengono qui solo per vedere la sua tomba, anche se ci mettono un attimo, dato che lo spazio non è così grande. Se volete ascoltare uno dei suoi brani cliccate qui per sentirlo cantare in un video su Youtube.

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Se volete comprare un souvenir, troverete cartoline per tutti i gusti. Come vi ho detto, il museo è aperto tutti i giorni e lo consiglio vivamente ai visitatori di Lima e a tutti gli amanti dell'architettura:) Grazie a quest'ultima, Lima è stata considerata un sito patrimonio dell'umanità :) oh sì!

E quando ci dirai se si prova paura nel museo? Rispondo di no! Ci sono morti perciò si ha paura e si vedono fantasmi... seee

Nessuna paura! Non illudetevi di vedere i fantasmi! hehehe In tutto il tempo che ho passato lì non ho mai visto nessuno spaventato e voglio continuare a credere che sia così, non toglietemi questa illusione:) Ricordo che una volta, il giorno dei morti, hanno lasciato un sacchetto di caramelle sulle ossa per i morti. Non mi ricordo però cosa abbiamo fatto poi con il sacchetto, ma qui vi lascio una foto di quelli che hanno mangiato (loro... ). Perdonate le guide di allora.

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Ultimo consiglio

Se siete interessati a far parte di un gruppo di guide del museo, ogni quattro mesi il convento seleziona degli studenti di Turismo che poi faranno da guida dal lunedì al venerdì o sabato e domenica. Io l'ho fatto ed è stata un'esperienza stupenda, ho imparato a dare valore all'arte religiosa e a scoprire il volto dei visitatori sorpresi nel vedere le catacombe e la loro arte.

Ultima foto: Il mio amico Joris al secondo piano del chiostro. Quando andrete lì, noterete che le colonne sono inclinate a causa dei movimenti sismici. Cosa state aspettando? Andate a scoprire il Museo!

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A presto, cari lettori. Spero vi sia piaciuta questa visita e questa esperienza! Grazie mille per aver letto il post su uno dei migliori musei di Lima.

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