Omaggio alla Catalogna

Pubblicato da flag-it Emanuele Benetti — 10 anni fa

Blog: Crema Catalana
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Spero che George Orwell non si offenda troppo se prendo in prestito il titolo per l'ultimo dei miei post da una delle sue opere più celebri. Naturalmente, il mio omaggio non sarà certo comparabile al suo, ma ad ogni modo vorrei offrire i miei ultimi pensieri su questa regione che mi ha accolto ormai quasi 6 mesi fa. Avendo provato a scoprirla a poco a poco (e per quanto indubbiamente mi resti ancora tanto da vedere), poso affermare che è realmente un posto affascinante, una tiara composta da vari gioielli, tutti egualmente lucenti.

E' inevitabile cominciare questo bilancio finale dalla perla più preziosa di questa tiara. Come ho già accennato varie volte, non c'è dubbio che Barcellona sia una delle città più affascinanti d'Europa. Non è facile spiegare le ragioni di questo fascino particolare; proverò a farlo avvalendomi di una citazione presa da Isabel Allende, che ha riassunto nelle seguenti parole alcuni secoli di storia della città:

"Barcelona creciò sobre capas sucesivas de ruinas; por ella pasaron los fenicios y los griegos sin dejar demasiada huella, luego llegaron los romanos e impusieron su sello, fueron reemplazados por los godos y finalmente la conquistaron los sarracenos [...] cada uno contribuyò a su complejidad". (Barcellona crebbe su strati successivi di rovine; per essa passarono i fenici ed i greci senza lasciare molte tracce, poi arrivarono i Romani e lasciarono il proprio segno, furono rimpiazzati dai goti ed infine la conquistarono i saraceni; ciascuno contribuì alla sua complessità). Potremmo aggiungere a questa descrizione ciò che ancora mancava, la dominazione spagnola e poi quella francese che hanno oppresso la città nel corso di periodi differenti, ed infine la fioritura che alla fine dell'Ottocento le diede una veste superba di moderna eleganza.

A mio modo di vedere, è proprio quella complessità citata da Allende a rendere Barcellona così unica e speciale, tanto dal punto di vista storico quanto da quello culturale. E' incredibile come le sue vestigia romane e le sue chiese medievali possano coesistere fianco a fianco con grande naturalezza, per non dire dei meravigliosi edifici modernisti che spuntano qua e là sui dolci pendii di una collina o nel bel mezzo di un elegantissimo viale. Nella lista infinita di posti che il visitatore non dovrebbe perdere non possiamo non includere alcuni tra i più interessanti musei di Spagna, che spaziano dagli affreschi romanici del XII secolo alle opere di Picasso e Miro. Una simile varietà si riscontra anche per quanto riguarda l'aspetto geografico: nel giro di 5 minuti è possibile passare dalla tranquilla contemplazione del mare ai giardini verdeggianti della collina del Montjuich, senza contare l'area del Tibidabo, che svetta sopra la città. E parlando di Montjuich non possiamo omettere un'altra componente fondamentale di questo fascino unico: non sol, infatti, Barcellona può vantare una delle migliori squadre di calcio (e di pallacanestro) al mondo, ma è stata anche, in un passato non troppo lontano, città olimpica.

Una simile varietà riguarda anche la vita quotidiana della città: anche in questo caso, trovano spazio tanto l'anima catalana quanto quella internazionale. E' assai sorprendente, di fatto, come Barcellona sia sempre stata internazionale ed aperta a nuove culture, eppure sia stata in grado di conservare quasi intatte le proprie radici tradizionali. Girovagando per i vari quartieri della città, infatti, è possibile trovare un'incredibile varietà di luoghi che vanno dal locale tipico ai ristoranti etnici, dalla tranquilla sala da té ai pub che in tarda serata ravvivano l'atmosfera con la loro anima festaiola. Citando di nuovo Allende, che pur essendo lei stessa una figlia adottiva di Barcellona pare aver capito assai bene la città, "Barcelona es una tarta de mil hojas" (Barcellona è come una torta millefoglie). In verità, non saprei proprio trovare una definizione migliore.

Tuttavia, le bellezze della Catalogna non sono certo limitate al grande richiamo del suo capoluogo: tra le altre città principali, temo di non aver ancora visto la più interessante, Girona (ma sono pressoché sicuro che non mi deluderà). Comunque, ho scoperto che l'anima mediterranea di Tarragona, che unisce un sole perenne (o quasi) ad uno scrigno di tesori romani ben conservati e ad un interessante nucleo medievale, merita davvero un'attenta visita. Non meno di mio gradimento è stato il viaggio a Lleida, apparentemente remota nell'entroterra freddo e nebbioso, ma che invece mi ha offerto uno splendido scorcio del tormentato passato della Catalogna, simboleggiato dalla sua spettacolare cattedrale e da alcune notevoli opere d'arte che sono sopravvissute alle numerose invasioni.

Non meno incantevole del patrimonio storico e culturale è lo splendido ambiente naturale di cui gode la regione: sebbene non abbia potuto vedere la rinomata Costa Brava, che si estende a nord di Barcellona verso il confine francese, ho potuto apprezzare le splendide vedute offerte dalla sua corrispettiva meridionale, quella Costa Daurada (che letteralmente vuol dire Costa Dorata) dove era situata la mia dimora. Alternando zone di rocce selvagge e spettacolari scogliere a comode spiagge di sabbia, questa parte della regione è un invito irresistibile a godere dei piaceri del mar Mediterraneo.

Ma ancora una volta, l'anima della Catalogna va oltre le spettacolari aree costiere: non lontano dal mare, infatti, si trovano numerose zone collinari. Costellate di antichi castelli e vigneti rigogliosi, dai quali si produce il cava, una delizia locale (quasi) paragonabile allo champagne, esse offrono una serie di vedute deliziose, forse anche più affascinanti di quelle marittime. Parlando di montagne, sarebbe un errore imperdonabile dimenticarsi dei Pirenei: apparentemente così lontani, sono invece quasi ad un tiro di schioppo dal cuore della Catalogna, facilmente raggiungibili in treno Come ho scoperto pedalandovi con la mia bicicletta, essi offrono un'occasione irrinunciabile per un viaggio indietro nel tempo, grazie all'ambiente pressoché incontaminato ed alle tradizioni plurisecolari.

E proprio le tradizioni sono una di quelle componenti fondamentali del cuore pulsante della Catalogna: come ho potuto notare nel corso del mio soggiorno a Vilanova i la Geltrù (sono certo che non dimenticherò un Carnevale così incredibile, come anche un celebrazione unica come le Tres Tombs), un buon numero di esse è ben conservato e ancora parte integrante della vita di una comunità. Per quanto riguarda la cucina....beh, farò meglio a dimenticare presto, una volta tornato in Italia, tutte quelle specialità deliziose (crema catalana, botifarra, fideua, sobresada su tutte) che ho potuto assaggiare, o potrei fare davvero fatica a combattere la nostalgia!

Ed è proprio il tipico dessert che ho appena menzionato, ossia la crema catalana, che dal mio punto di vista simboleggia perfettamente l'anima della Catalogna: un piatto assolutamente squisito, che presenta varie componenti, ciascuna di esse ugualmente deliziosa. Un dolce da gustare lentamente, godendoselo fino in fondo...eppure solamente un dolce, che, sempre dal mio punto di vista, sarebbe la perfetta e raffinata conclusione per un pasto abbondante...non il pasto in sé!


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