Come ottenere la patente: l'esame di guida | Blog Erasmus Georgia
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Come ottenere la patente: l'esame di guida

Come ottenere la patente: l'esame di guida

Dopo l'esame teorico

Prima dell'esame pratico, mio fratello mi stava aspettando fuori vicino alla nostra macchina, per poi l'ho raggiunto. Gli ho detto che avevo azzeccato tutte le risposte della parte teorica e che era andato tutto bene. Avevamo deciso che mi sarei messo a guidare la macchina almeno un paio di volte prima di sostenere la parte pratica.

C'era questa specie di centro nelle vicinanze che permetteva di fare pratica prima dell'esame finale. Una volta pagata la quota necessaria, ti lasciavano guidare una delle loro macchina in strada, dove venivano disposte tutte quelle cose tipiche dell'esame di guida. Non rimpiango questa mia decisione, anche perché ho fatto con loro varie sessioni pratiche a Tbilisi prima di andare a fare l'esame vero e proprio.

Ci siamo messi alla ricerca di quel posto, ma la prima volta non lo siamo riusciti a trovare. Abbiamo percorso la strada che porta a Tbilisi, per poi girare e ritornare a Rustavi, ma neanche questa volta eravamo riusciti a capire dove fosse. Però, poco prima di passarlo mio fratello lo ha visto e siamo entrati. Lì c'erano tre uomini seduti e due macchine che stavano guidando una donna e un ragazzo; anche loro si stavano esercitando per l'esame pratico. Mi avevano detto che un giro in macchina costava 5 Lari; dopo aver pagato la quota siamo saliti in macchina assieme ad uno dei proprietari del centro. Quest'ultimo si è sedunto accanto a me, dove solitamente si siedono gli istruttori durante le lezioni. Se devo essere sincero l'ho trovato piuttosto noioso, riusciva a parlare senza fermarsi neanche per respirare, facendomi quasi esaurire perché mi diceva cose poco interessanti. Sapevo già cosa fare e questo qua mi diceva praticamente di fare questo e quello e, beh, era davvero fastidioso. Volevo solo rivedere le mie capacità di guida prima del vero esame e questo tipo non mi aiutava di certo; non riusciva proprio a smtare zitto né a darmi consigli di guida che fossero utili. Nonostante ciò, non rimpiago l'essermi esercitato in quel centro i giorni precedenti all'esame pratico.

L'esame

Tempo dopo, sono andato a fare l'esame pratico, dove ho trovato tutti i candidati erano divisi in due file mentre aspettavano il loro turno: una fila era per le auto meccaniche e l'altra per le automatiche.

Molte persone non erano riuscite a passare l'esame, cosa che mi ha preoccupato un pò, facendomi addirittura pensare: "E se non riesco a passarlo neanche io?". Comunque, molte cose erano proprio impossibili e una buona parte dei candidati sono scesi dalla macchina sin da subito, una cosa certamente poco promettente. Nonostante ciò, volevo avere una visione “generale”, e per questo mi ero messo vicino alla pista così da poter osservare le persone mentre guidavano, capire cosa facevano ecc.

Durante l'esame, c'era anche questa ragazza che aveva un’evidente difficoltà nel fare praticamente ogni tipo di cosa. Ero arrivato addirittura a pensare che prima o poi il computer installato nella macchina l’avrebbe bocciata. Tuttavia, in un modo o nell'altro è riuscita ad arrivare alla fine del percorso, riuscendo a superare l'esame! Ora immaginatevi come questa guida la macchina in strada! Gli altri candidati erano scioccati, se non allibiti dal fatto che aveva passato l'esame. Una cosa da pazzi anche perché alcuni dei bocciati erano molto più bravi di lei secondo me. Beh, che ci possiamo fare?! A volte è tutta questione di fortuna, no?

Ritornando a noi, mentre stavo guardando quelle persone mio fratello aveva preso la mia carta d'identità e la mostra al poliziotto incaricato dell'organizzazione delle due file dei candidati, in cui c'erano più di dieci persone. Tuttavia, mentre stavo guardando gli altri candidati, il poliziotto mi chiama, ma io inizialmente non l'avevo sentito, così quando mi sono avvicinato a lui per dirgli chi ero mi risponde dicendomi che mi aveva già chiamato e che non avevo risposto, facendomi aspettare nell'ultima fila.

Prima di me c'erano circa altre 20 persone, che stavano aspettando il loro turno. Come ho già detto, molti di loro non erano riusciti a superare l'esame e sono scesi dall'auto abbastanza presto. La fila si riduceva sempre di più, avvicinandomi gradualmente all'auto dell'esame e non facendomi aspettare molto. Tuttavia, c'era un caldo insopportabile, ma almeno eravamo riparati in una specie di edificio aperto coperto da un tetto. Eravamo lì mentre osservavamo gli altri candidati guidare e se superavano o meno l'esame. Dopo un po' di tempo prima di me restavano solo due persone ed ero ben consapevole del fatto che il mio turno sarebbe giunto abbastanza presto. Non ero nervoso, quanto piuttosto stanco per l'attesa: volevo solo salire su quell'auto e vedere se ero in grado di superare l'esame. Entrare in macchina non è stato per niente difficile, dovete solo fare qualche passo, salite, aspettate che l'istruttore vi dica le regole e poi iniziate l’esame.

Dopo essere entrato in macchina, l'istruttore mi ha chiesto la carta d'identità e ha verificato che avessi superato l'esame di teoria. Dopo aver visto che non ero stato bocciato, iniziaa spiegare le regole, dicendomi che avevo bisogno di usare il freno a mano solamente due volte durante l'esame: una volta in salita e un'altra dopo aver effettuato un parcheggio parallelo. Inoltre, mi dice che il sensore del computer dell'auto mi avrebbe indicato le direzioni e avrebbe valutato la mia esecuzione. L'istruttore sarebbe stato zitto durante l'intero esame e io, d'altro canto, non potevo chiedergli assolutamente niente, anche perché comunque non mi avrebbe risposto. Detto questo, regolo il sedile, gli specchietti, la cintura e tutte quelle cose lì, per poi mettere in moto l'auto. Se devo essere sincero questa non è che sia proprio partita subito, più che altro perché non mi ero reso conto di non aver ingranato la marcia. Dopo essermene accorto sono riuscito a far partire l’auto senza problemi.

Ho svolto la prima prova molto lentamente. Questa consisteva nel far entrare la macchina in una specie di stanza con quattro pareti, cosa che rappresentava già una grande difficoltà per molte persone, che perdevano così tanti punti fino ad essere bocciati.

Come ottenere la patente: l'esame di guida

Ci sono 100 punti e per ogni errore ne perdi alcuni. Se perdi più di 39 punti, significa che non hai superato l'esame e devi sostenerlo di nuovo circa 7 giorni dopo. Mi spiego meglio, l'esame lo potete sostenere un'altra volta purché ci sia un periodo di 7 giorni tra una sessione e l'altra in uno stesso mese. Pertanto, se non lo superate la prima volta avete altri tre tentativi a vostra disposizione. Se non ci riuscite neanche con il terzo tentativo dovrete ripetere anche l'esame teorico e tutto quello che comporta. Tuttavia, se pagate potete ripetere l'esame ogni volta che volete. Quel giorno c'erano con me anche dei ragazzi che non avevano superato l'esame pratico la prima volta e che credo abbiano pagato quei 50 Lari o qualunque sia la somma necessaria per poter risostenere e superare la prova pratica. Almeno era quello che speravano di ottenere, credo. Comunque, l'intera faccenda dell'esame è stata abbastanza divertente, almeno dal punto di vista degli spettatori, più che altro perché i candidati facevano così tante sciocchezze alla guida che era davvero impossibile non ridere.

Ad ogni modo, la prima prova la sono riuscito a svolgere senza problemi, senza perdere punti o commettere errori. Tuttavia, alla fine di questa prima prova il computer ha fatto un po' di rumore e sinceramente non sono riuscito a capire il perché. Sono rimasto fermo per un paio di secondi ma, siccome non stava accadendo praticamente niente, decido di chiedere chiarimenti al mio istruttore e se potevo continuare con l'esame. Ovviamente questo mio tentativo era stato totalmente inutile, visto che non potevo né fargli domande né ricevere risposte durante la prova pratica. Lui brontola un poco e io inizio a dire tra me e me "Ok, andiamo avanti" e nell'uscire il computer mi ordina di passare alla seconda prova che era chiamata "zig-zag". Vabbè, a quanto pare questo computer era un po' lento nel valutare. Secondo me dovrebbero installare dei sensori un po 'più veloci, poi non so se questo ritardo sia potuto dipendere dal fatto che mi sia mosso piuttosto lentamente durante l'esame. Alla fine ho seguito il consiglio che mi avevano dato praticamente tutti, cioè di guidare lentamente per evitare problemi e per poter controllare meglio la macchina, senza alcuna fretta. Perciò, mi sono mosso piuttosto lentamente, godendomi il viaggio, anche perché dopo la prima prova andata abbastanza bene, ero di buon umore e volevo vedermela bene.

Dopo aver realizzato anche la seconda prova, c'era questo piccolo vicolo cieco, che alla fine era abbastanza facile, per poi passare alla prova dell'otto. Qui, c'era un altro candidato che stava finendo e fu allora che il mio istruttore parla e mi ordina di aspettare un poco prima di iniziare. Freno ed aspetto che l'altro ragazzo finisca, in modo da poter iniziare. La prova seguente era in salita, temutissima da molte persone che avevano letteralmente paura di non riuscire a superarla. Io sapevo benissimo che avrei perso 20 punti nel caso in cui non fossi riuscito a far salire la macchina, ma alla fine mi era andato tutto bene: sono riuscito a superare la salita e a proseguire. Mi restava solo un’altra prova, ma c'era anche un'altra cosa da dover considerare: un segnale luminoso, che sarebbe potuto diventare rosso da un momento all'altro e davanti il quale dovevo fermarmi, pena la perdita dei miei punti. Dopo essermi accorto che era diventato rosso, decido di avvicinarmi molto lentamente in modo da dargli il tempo di diventare verde e così superare la prova. La terza prova consisteva nell'effettuare un parcheggio parallelo, cosa che mi ero esercitato a fare varie volte prima dell'esame e che mi dava una certa sicurezza: non avevo per niente paura di perdere punti.

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In quel momento il mio istruttore mi dice di aspettare un po', almeno fino a quando gli altri non avessero parcheggiato, per poi farmi parcheggiare alla fine della strada. Se devo essere sincero mi sentivo piuttosto nervoso lì, perché le cose a cui normalmente facevo riferimento per poter effettuare il parcheggio non erano ben visibili e quindi non ero proprio sicurissimo di come avessi messo la macchina. Comunque, non avevo alternative, dovevo fidarmi di me stesso e del mio intuito; inizio la prova e riesco a parcheggiare senza problemi, per poi spegnere la macchina. In quel momento sia l'istruttore che il computer mi annunciano che avevo superato l'esame e che potevo andare a parcheggiare la macchina al punto di partenza.

In seguito, l'istruttore mi chiede dove avrei preferito ritirare la mia patente e gli rispondo che volevo che arrivasse a Tbilisi. Fatto ciò, mi restituisce la mia carta d'identità, lo saluto ed esco dalla macchina. Avrei dovuto chiedergli quando la mia patente sarebbe stata pronta, cosa che non ho fatto e di cui mi pento perché poi sono stato costretto a chiamare il centro per poter avere informazioni. Mi avevano detto che avrei ricevuto un SMS, informandomi di quando la mia patente sarebbe stata pronta per il ritiro. Ho aspettato alcuni giorni invano e, visto che non avevo ricevuto niente, mi sono messo in contatto con la linea diretta chiedendo ancora una volta se la mia patente fosse pronta o no. Mi hanno chiesto quando avevo superato l'esame e dopo aver specificato la data - 30 agosto - mi comunicano che la patente sarebbe stata pronta per il 6 settembre. Quindi, decido di andare al centro di Tbilisi, che si trovava a Kavtaradze street, N. 5 a ritirarla.

Non è stato difficile arrivarci, ma comunque dista quasi un'ora da casa mia. Chiamo mio fratello, che si trovava nei pressi del centro, chiedendogli di aspettarmi in modo da tornare a casa insieme. Nonostante non avessi molta voglia di andare fino a Sabutarlo, alla fine l'ho dovuto fare lo stesso e, se devo dirvi la verità, non me ne pento perché comunque prima o poi ci sarei dovuto andare. Faceva molto caldo quel giorno quindi la metro si è rivelata un'ottima opzione rispetto agli altri mezzi di trasporto.

Anche il giorno dell'esame era stato abbastanza caldo e, visto che alcune persone sapevano che stavo andando a farlo, mi avevano iniziato a fare qualche squillo per sapere come fosse andato. Quel giorno il mio telefono era su silenzioso, perché ci avevano detto di spegnerlo durante l'esame. In realtà, il mio telefono è quasi sempre su silenzioso e quando mi chiamano non lo sento quasi mai. Questo perché non mi piace molto parlare al telefono, preferisco i messaggi: un aspetto del mio carattere che non piace proprio a tutti. Alla fine però cosa ci posso fare, non mi piace perché preferisco di gran lunga scrivere e leggere messaggi piuttosto che telefonare. Inoltre, non sopporto parlare al telefono quando si è in compagnia. In queste situazioni io non rispondo mai alle chiamate, a meno che non sia qualcosa di molto importante. Comunque, quel giorno mi avevano chiamato ma visto che non rispondevo, hanno telefonato mio fratello per chiedergli l'esito dell'esame. Comunque ritorniamo a noi: avevo parlato con mio zio che era davvero contento del fatto che avessi superato l'esame. Inoltre, mi aveva detto che anche mio cugino voleva sapere com'era andata e non a caso anche lui mi aveva fatto un paio di squilli quel giorno. Poi, mio zio decide di chiamarlo proprio in quel momento per dirgli un piccola bugia, ovvero che ero stato bocciato. Pochi minuti dopo sento mio cugino chiamare mio fratello, chiedendogli della mia bocciatura, per poi passarmelo. Gli dico che non avevo superato l'esame e lui mi fa “Non preoccuparti, ci riprovi e vedrai che lo passi" e cose simili. Era abbastanza divertente, aveva questa voce che uno ha quando prova a confortare un’altra persona e mi è stato davvero difficile non ridere. Ovviamente più tardi gli abbiamo detto che era una bugia, ma quella volta mi sembrava quasi disperato per la mia falsa bocciatura. Questo perché quando sono andato a trovarli quest'estate, mi stavo ancora esercitando con i test teorici sul mio telefono. Mio cugino nel vedermi mi dice "Voglio fare anche io questi test", mostrando un forte entusiasmo per l'esame della patente. Quel giorno mi ha chiesto varie volte la data dell'esame e io gli avevo detto che ancora non lo sapevo. Adora le auto e quando gioca sempre a videogiochi di auto. Non vede l'ora di compiere 18 anni per ottenere la patente di guida e guidare un'auto vera. Se ci penso, alla fine non gli manca molto.

Comunque dopo l'esame siamo andati a Kakheti a vedere i nostri nonni e lì abbiamo trovato anche mia zia. Non sapevano che avessi sostenuto l'esame e dopo avergli detto che l'avevo passato mi hanno fatto i complimenti. In quell'occasione, mio nonno mi aveva fatto presente quanto avrebbe voluto la patente. In realtà lui non l'aveva perché non ne aveva bisogno ai suoi tempi, avendo il proprio autista personale. Pertanto, la patente è mai stata una preoccupazione, ma ad un certo punto ha iniziato ad essere una necessità, ma purtroppo i tempi non erano proprio idonei. Non a caso, quando deve andare da qualche parte non può prendere la macchina, però può sempre chiamare un taxi o chiedere a mio fratello o a mio padre di dargli un passaggio. Ovviamente questa situazione non è delle migliori, perché alla fine dipende dagli altri: cosa che avrebbe potuto evitare con la patente.

Bene ragazzi, questa è stata la mia esperienza per quanto riguarda l'esame di guida. Spero che questo articolo vi sia piaciuto!

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