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Il mio Erasmus a Tarragona

Pubblicato da Pamela Krzemien — 2 anni fa

0 Tags: Esperienze Erasmus Tarragona, Tarragona, Spagna


Il mio arrivo

Sono arrivata in questa splendida città il 2 di febbraio e, con un po' di dispiacere, me ne andrò di qui il 29 di giugno. Sono arrivata con il pullman partendo da Siena: 23 ore di viaggio, ho deciso così, ma in fondo non mi sono trovata poi così male a viaggiare per tante ore. È un'esperienza che già avevo fatto più di una volta.

Adattamento alle novità

I primi giorni in cui sono arrivata era ovviamente tutto nuovo, c'era da capire come fosse strutturata la città, orientarsi, capire quali fossero i luoghi più frequentati dagli universitari come me, i bar più economici, ecc. Solo uscivo con le mie coinquiline per cercare di sondare un po' il terreno.

Il clima inizialmente era molto rigido. Non si direbbe, e effettivamente so che solitamente non è così, ma qui a Tarragona ha fatto un freddo pauroso questo inverno! Complice di tutto, a parte l'annata che è stata più fredda un po' per tutti i paesi europei, è sicuramente l'umidità che fa che il freddo sia percepito dalla nostra pelle ancora di più.

Integrarsi nella città: tra l'Università, le feste e la lingua

Sono riuscita ad integrarmi tra persone nuove quasi fin da subito. Il primo momento è il più importante per fare amicizia. È stata l'occasione di una festa organizzata appositamente per gli Erasmus nel Thrash, un locale molto interessante che organizza serate con musica preferibilmente techno ma che sporadicamente si occupa anche di eventi universitari.

La festa in questione ebbe luogo il 6 febbraio e prendeva nome di "Erasmus Carnival Party": un'occasione per mascherarsi, divertirsi e conoscere gente nuova. Proprio lì infatti ho avuto l'occasione di incontrare moltissime persone di diversi paesi e di poter utilizzare l'inglese e lo spagnolo per testare le mie capacità. Penso che il discorso della lingua sia molto sottovalutato dalle persone che abbiano l'intenzione di andare in Erasmus, ma vi posso garantire che è un elemento piuttosto fondamentale soprattutto se vi interessa stringere amicizia con le persone del posto e non solo con Erasmus.

Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, ma la tendenza è, come è naturale che sia, che la gente non abbia eccessivamente la voglia di parlare una lingua che non è la propria. Ragione per cui la cosa più naturale è che gli italiani stiano per lo più con italiani, gli spagnoli con gli spagnoli, ecc. Dal mio punto di vista, arrivare sapendo già una lingua significa mettere in gioco le proprie capacità, apprendere, avere la possibilità di dialogare con uno spettro più ampio di persone e soprattutto...

Evitare problemi di fraintendimento in generale: quando sappiamo già una lingua non abbiamo bisogno di chiedere troppo aiuto, di perdere tempo con corsi di lingua, di passare le giornate in classe a non capire e a pensare di buttare via parte del nostro tempo. Insomma, arrivare già con una minima conoscenza linguistica, ci permette di sfruttare appieno la nostra esperienza Erasmus.

Come già detto, dalla prima festa a cui partecipai, tutto poi andò in discesa: da lì conosci la gente, la gente ti mostra i locali, ti invitano alle feste in casa, o alle iniziative AEGEE, per esempio. Per cui non solo vita notturna ma anche trekking organizzati per vedere le cose più interessanti della città e serate internazionali dove ognuno porta il proprio cibo all'insegna di che cosa significhi essere parte di una determinata cultura.

Una volta che conosci i luoghi è molto più facile, sai che troverai determinata gente determinati giorni della settimana, e anche se avrai un momento nel quale ti sentirai solo, non aver paura! Lì ci saranno moltissime persone che come te avranno voglia di stare un po' in compagnia e fare due chiacchiere!

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L'integrazione con i miei compagni di classe è stata invece una cosa che non si è mai realizzata del tutto... Devo ammettere che non sono del tutto convinta del fatto che i miei compagni avessero una grande voglia di conoscermi, però devo anche dire che la maggior parte di loro erano delle zone limitrofe di Tarragona, ragione per cui non uscivano nella città o non rimanevano molto a studiare nella biblioteca dell'Università.

Momenti chiave per conoscerci un po' meglio sono stati certamente le visite guidate che i professori organizzavano per andare a vedere determinati musei, o anche i lavori di gruppo che assegnavano in classe. Un altra occasione importante per me da questo punto di vista è stata la partecipazione al Passo dell'Ecuador: una cena che si fa usualmente a metà della carriera Universitaria, che mi ha permesso di conoscere soprattutto la gente del posto e la propria mentalità.

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La città: grandezza, costi e sicurezza

La città è sicuramente molto pratica e facile da girare. Da quando sono qui non ho mai preso un bus per andare in nessun luogo. È piuttosto piccola e pratica: ci sono due campus dell'Università (Catalunya e Sescelades) e tantissimi studenti trovano alloggio tra la Avinguda Catalunya, dove è collocato il campus, e la Rambla Nova, la via più importante di Tarragona. Per esempio da dove mi trovo io a piedi: 15-20 minuti dal Campus Sescelades, 7 minuti dal Campus Catalunya, 10 minuti dalla Part Alta, 12 minuti dalla Rambla Nova, 5 minuti dal supermercato più vicino, 25 minuti dalla stazione dei treni, 15 minuti dalla stazione degli autobus e 30 minuti dalla spiaggia.

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Tutto è abbastanza ben illuminato e la città è molto tranquilla, sono abituata a tornare da sola a tutte le ore della notte e devo dire che non ho mai avuto una preoccupazione. I prezzi della città sono molto economici. Gli affitti con le spese incluse si possono trovare anche a partire da 190 euro/mese e, sebbene per molti cibi al supermercato i prezzi sono all'incirca quelli italiani, ci sono altre cose per cui vale la pena venire qui e che rendono la città molto economica.

In generale si potrebbe dire che mangiare e bere fuori è più economico che in Italia. La media del costo della birra media è di 2 euro ma ovviamente è possibile trovarla sia con un prezzo maggiore che uno minore. Le paste per fare colazione a volte vengono vendute a prezzi come per esempio 3 paste per 1,50 euro. I prezzi dei mezzi invece sono lievemente più cari: per spostarsi in bus per lunghe tratte si può pagare molto, e anche la metropolitana in città come Valencia o Barcelona è più cara.

In conclusione

Barcelona è ad un'ora di treno, ragion per cui chiunque abbia voglia di qualcosa di più intenso basta semplicemente prendere un treno! Credo che in conclusione sia la città perfetta dove fare un Erasmus: c'è la spiaggia, si può girare tutto a piedi, è economica e c'è abbastanza festa ma non troppa per passare gli esami.


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