Girovagando per Taranto

Benvenuti a Taranto

Taranto è una provincia della Puglia (il tacco d'Italia), regione situata nel sud Italia, che conta circa 600 000 abitanti. Si affaccia sulla costa ionica ed è pertanto bagnata dal mar Ionio. Si trova a circa un'ora e venti di treno dal capoluogo pugliese (Bari) e a circa un'ora e mezza da Lecce, provincia salentina.

La città del conflitto

Ci sono città che inspiegabilmente, dal primo istante in cui ci metti piede, sono capaci di farti star bene e male nello stesso tempo. Direi che Taranto rispecchia perfettamente questa definizione. Taranto scardina la stabilità del tuo stato d'animo interiore, lasciando emergere  potenti emozioni contrastanti: rabbia e ammirazione, nostalgia di qualcosa che è sfumato via con il tempo e speranza di un futuro migliore. Taranto spiazza, e non solo la prima volta, anche la seconda, la terza, sempre. Taranto smarrisce il visitatore, lo strattona affinché si accorga di una realtà ingiusta, lo implora in ginocchio. Taranto trasuda un'umanità di fronte a cui non puoi far finta di niente.

Città nuova e città vecchia

Il conflitto tarantino scaturisce in modo evidente dalla città vecchia che sbatte letteralmente contro quella nuova. Infatti a ridosso del comune si diramano vicoli stretti che ospitano diversi locali mangerecci, molto caratteristici, in cui il visitatore può sostare e tornare indietro nei secoli, provando ad immaginare, tra un boccone e l'altro, una vita quotidiana ormai passata.

Il segno indelebile della città vecchia rimane tuttavia il porto, dimora delle imbarcazioni imponenti ma anche degli umili pescherecci di chi ancora sceglie una vita semplice e affida il proprio destino al mare e alle sue risorse. A rendere un porto come tanti qualcosa di veramente speciale non può che essere l'alba, quando il sole sembra spuntare non in alto nel cielo ma quasi fuoriuscire dall'acqua del mare e superare con elegante lentezza la linea dell'orizzonte, fino a mostrarsi superbo in tutto il suo cerchio di fuoco.

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Come in una sorta di rito di passaggio, il ponte girevole del castello Aragonese tramuta la città vecchia, arroccata e dall'architettura a tratti fatiscente, nella città nuova, con il suo lungomare vestito di viali alberati, che coronano le romantiche passeggiate degli amanti mano nella mano, le uscite serali di giovani comitive e il trotterellare quotidiano dei cani con i loro padroni.

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Il castello Aragonese e il ponte girevole

A metà tra città vecchia e città nuova si erge il castello Aragonese (o castel sant'Angelo), una volta importante punto strategico e difensivo durante gli attacchi via mare da parte dei nemici, oggi un'affascinante meta turistica.

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Il castello ha le sue fondamenta a 14/16 metri di profondità sotto il mare. Le torri, in principio più alte, furono rese più basse e slargate, per consentire l'inserimento dei cannoni, quando fu scoperta la polvere da sparo. Ciascuna torre ha un nome. Questo spiega perché il castello Aragonese si chiami anche castel sant'Angelo, dal nome appunto di una delle torri difensive.

Il restauro interno è stato affidato al personale della Marina Militare, che è anche una guida esperta e accattivante per i visitatori del castello, soprattutto durante le sere d'estate in cui la visita guidata è gratuita, oltre che molto suggestiva.

All'interno delle mura del castello è possibile inoltre trovare il complesso meccanismo di azionamento del ponte girevole (tale da consentire il passaggio delle/alle navi molto alte), che in passato era di tipo idraulico. Insomma una destrezza architettonica tutt'altro che banale.

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Villa Comunale Peripato

La vista del panorama portuale e marittimo è resa ancora più suggestiva se ci si affaccia dalle balconate in pietra bianca della Villa Comunale Peripato, un giardino che, oltre ad essere molto esteso e ricco di verde, trasmette cultura, in virtù del fatto che qua e là sono disseminati busti e statue dei più grandi filosofi e matematici, come Pitagora e Leonardo da Vinci.

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È un luogo che riposa i sensi ed è la meta ideale per i lettori appassionati che, leggendo, evadono con l'immaginazione in altri mondi, accompagnati dal canticchiare allegro dei grilli e delle cicale e dalle fusa di qualche gattino randagio; ma anche per gli studenti più intraprendenti che preferiscono l'aria aperta alle aule studio o alle biblioteche.

Parco archeologico delle mura greche, concerto del primo maggio e ILVA

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Taranto, oltre ad essere affascinante e a tratti misteriosa e guardinga, è anche una città socialmente impegnata. Infatti ogni anno ospita il concerto del primo maggio proprio nel parco archeologico delle mura greche, che si trova a circa una quarantina di minuti a piedi dal centro.

Questo immenso parco racchiude in sé tutta la contraddizione tarantina a cui ho fatto accenno un po' di righe sopra. Io infatti, armata di zaino in spalle e scarpe comode, mi sono diretta a piedi fin qui, un caldo pomeriggio di agosto, trovandomi di fronte una distesa di erba così vasta da non riuscirla a fotografare e imprimere nella mente con un solo sguardo. Di sguardi ne servono non pochi per riuscire a catturare tutto il parco. Credo tuttavia che, soltanto una volta chiusi gli occhi, lo si riesca ad apprezzare davvero, immaginando di essere al primo maggio, immaginando la fiumana di giovani che a poco a poco occupa ogni zolla d'erba fino a ricoprire l'intera distesa, immaginando un palco su cui artisti e cantautori cantano a squarciagola animati dalla sete di giustizia e dalla rabbia verso l'ingiustizia noncurante dei diritti del lavoratore.

Più che in ogni altra città d'Italia infatti, a Taranto il primo maggio ogni anno si carica di un significato particolare, tutto da dedicare ai lavoratori dell'ILVA, società italiana addetta alla lavorazione dell'acciaio che a Taranto ha il suo maggiore complesso industriale. Se da un lato l'ILVA offre lavoro a tanti cittadini, dall'altro non preserva affatto la salute dei suoi lavoratori, continuamente esposti a cancerogeni a causa della presenza di macchinari non a norma.

Girovagando per Taranto

Ed ecco che, a conclusione di quest'articolo, non posso fare altro che ribadire quanto Taranto faccia star bene e male nel contempo, quanto la sua storia sia capace di ammaliare il visitatore ma anche farlo riflettere. Taranto è questo: è la contraddizione di un cielo indaco senza una nuvola, amaramente macchiato da quella netta e irriducibile coltre scura che sovrasta gli stabilimenti dell'ILVA. Ma come in amore si accettano i difetti e i pregi di qualcuno, così vale per Taranto, di cui è impossibile non innamorarsi.

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