Alla scoperta di Sofia, e non solo!

Mercoledì: Si Parte!

Sono le quattro e mezza e fuori è ancora buoio. Sono già a casa di Blanket, una tra le mie migliori amiche e la mia compagna di viaggio number 1. È ora di andare in aereoporto e, anche se nessuna delle due ha la forza di esprimerlo a parole prima di un caffè, siamo emozionate all’idea di partire.

Arriviamo a Sofia, finalmente, ma le prime impressioni non sono delle migliori. L'ostello è sporchissimo e la città poco accogliente, ma non ci perdiamo d'animo, è ancora presto per esprimere già dei giudizi!

Entriamo in stanza e lì c'è Brandon, un ragazzo del Kentucky che ha voglia di parlare. Usciamo e andiamo a fare un giro, oggi decidiamo di fare le turiste.

Andiamo a mangiare in un locale tipico e poi nel pomeriggio partecipiamo ad un walking tour molto interessante in tutta la città. Qui conosciamo Su e Sofia,  due ragazze di Taiwan con cui decidiamo di andare a cena che ci parlano della situazione tesa che c'è tra la Cina e Taiwan, ma anche della passione di Su per i balli latino americani e di quella di Sofia per la finanza e i viaggi.

Rientriamo in ostello e la notte non è semplice da affrontare, per la prima volta il mio spirito di adattamento vacilla sul serio.. penso che forse sia il caso di cambiare posto, in ogni caso è andata.

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Giovedì: I sette Laghi e il monastero di Rila

Oggi la nostra meta è Rila, abbiamo letto di panorami mozzafiato e laghi bellissimi tra le montagne, oltre al monastero patrimonio dell’Unesco che abbiamo intenzione di visitare nel pomeriggio. Ci aspetta uno shuttle alle 7:30 dietro la cattedrale di Aleksandr Nevskij e ci porta fino al punto in cui possiamo prendere la seggiovia, a circa un’ora e mezza da lì. Il panorama è bellissimo e siamo già emozionate, anche se comincia a fare un po' freddo.

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Arriviamo su e cominciamo la scalata. Nel percorso conosciamo Cristina, una ragazza americana, e un’ altra ragazza Serba amante della fotografia. È dura ma vogliamo vedere tutti e sette i laghi tra quelle montagne. Ci ritroviamo addirittura ad attraversare una cascata e ad arrampicarci sulle rocce a mani nude, con le mie Reebok decisamente non indicate. Ogni volta che raggiungiamo uno dei laghi l'emozione cresce. Arrivati sulla cima il panorama ormai è pazzesco e davvero non abbiamo più parole per esprimere ciò che stiamo vivendo, solo tanta bellezza e pace intorno a noi. Dopo aver scattato qualche foto cominciamo a scendere e stavolta il percorso è molto più veloce. Dopo un'oretta di relax in un punto di ristoro, in cui Cristina si confida con noi come se ci conoscessimo da sempre (e non solo da poco più di tre ore), prendiamo di nuovo la seggiovia e ritorniamo allo shuttle che stavolta invece ci porta fino al Monastero di Rila. È una struttura bellissima immersa nella natura e, come ho già detto, patrimonio dell'UNESCO. Dopo un paio d'ore ci rimettiamo in viaggio per tornare a Sofia. Andiamo a lavarci e dopo un scopriamo che ci hanno spostate in un'altra stanza. Decidiamo di uscire e andiamo a mangiare in un ristorante Bulgaro su Vitosha street. Dopo cena è già ora di dormire, perché anche domani la sveglia suonerà presto.

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 Venerdì: Plovdiv

Camminiamo una ventina di minuti prima di arrivare alla stazione centrale degli autobus per prendere quello che ci porterà a Plovdiv, nominata Capitale Europea della Cultura 2019. Arriviamo dopo due ore e raggiungiamo il centro città. Nonostante le cattive sensazioni di inizio giornata per via di un autista che della cordialità non ha mai sentito parlare in tutta la sua vita, Plovdiv è una sorpresa. Alle 11 comincia il Walking tour con Dani, un ragazzo bulgaro supersimpatico in stile hippie che ci guida per la città per un paio d'ore. Ci parla di storia e di conquiste ma anche di arte e di cultura, cosa che sicuramente non manca in questa città. Ci fa camminare per le vie di Cabana (the trap) e ci parla di Milo, un simpatico chiacchierone vissuto due secoli fa che sedeva al bordo strada rubando a tutti un sorriso, e al cui posto oggi si trova una statua che lo raffigura, fino ad arrivare all'anfiteatro su uno dei punti più alti. Finito il tour decidiamo di fermarci a mangiare in uno dei ristoranti più conosciuti della città e poi, dopo qualche foto, decidiamo di tornare a Sofia. Una volta arrivate ritorniamo in ostello a riposare e lí troviamo Shona e Sarah, due ragazze irlandesi che stanno facendo un interrail e sono molto simpatiche. Riposiamo un po' e io e fra decidiamo di uscire, d'accordo con le ragazze che ci avrebbero raggiunto più tardi. La serata trascorre all' art club Museum tra vino, chiacchiere e risate, fino a che non decidiamo di spostarci in un club poco lontano da lì.

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 Sabato: ultimo giorno a Sofia

Ci svegliamo tardi e con un po' di mal di testa, oggi non abbiamo grossi impegni e decidiamo allora di scoprire meglio Sofia. Entriamo a vedere la cattedrale di Alexander Nevskij e da li passeggiamo poi per tutti i punti più importanti della città. Arriviamo alla moschea, e prima di entrare ci indicano dove lasciare le nostre scarpe e ci fanno indossare un velo.. poi decidiamo di raggiungere il famoso “mercato delle donne di Sofia”, un mercato coperto in cui compriamo qualche souvenir. Da Vitosha Street proseguiamo fino ad arrivare al palazzo dei congressi che si trova in un parco bellissimo.

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Ancora una volta il mondo dimostra di essere un posto veramente piccolo perché li incontriamo di nuovo le ragazze irlandesi che avevamo salutato la mattina e che, cariche già dei bagagli, avevano lasciato l'ostello. Decidiamo di andare tutte al the View (un cocktail bar su una terrazza panoramica) per bere qualcosa e la vista su Sofia da lí è davvero bellissima. Salutiamo di nuovo andiamo a visitare la chiesa di San Giorgio, in cui stanno celebrando un matrimonio in stile ortodosso. Lasciamo passare un po' di tempo e decidiamo di andare a cena e tornare presto in ostello a preparare le valigie. Una volta lì le sorprese non finiscono perché conosciamo Clemente, un simpaticissimo studente di ingegneria cileno che è in viaggio in giro per l'Europa già da un mese e mezzo. Parliamo con lui qualche volta in spagnolo e qualche altra in inglese e ci racconta dei suoi viaggi, scherziamo poi su cosa abbiano in comune le parolacce dell'America del sud con quelle italiane e lo aiuto a creare un profilo su Couch surfing, perché vorrebbe trovare un amico con cui uscire. Nel mentre la stanchezza comincia a farsi sentire e ci mettiamo a dormire perché alle tre e mezza del mattino ci sarà un taxi ad aspettarci per portarci in aereoporto.

Effettuati i controlli di sicurezza, qualche ora dopo, realizziamo che il nostro viaggio è davvero giunto al termine e, come ogni volta che si torna a casa, la nostalgia di posti che ci hanno rapite, anche se per poco tempo, si fa già sentire.

Anche questa volta abbiamo avuto la conferma che il mondo è un posto bellissimo, al di là dei pregiudizi e dei falsi miti che ancora aleggiano su alcuni Paesi Europei. Abbiamo avuto la possibilità di visitare luoghi incantati, mangiare cibo tipico e condividere un po’ di noi con persone che, nonostante il breve tempo trascorso insieme, non faccio fatica a chiamare amici.


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