Un giorno a Poissy | Blog Erasmus Parigi, Francia

Un giorno a Poissy

Pubblicato da Rhu Tina — 3 anni fa

Blog: Oh là là, Paris...
Tags: Blog Erasmus Parigi, Parigi, Francia

Chi ha detto che le cose migliori da fare in Ile de France sono solamente in centro a Parigi?

Oggi ho deciso di raccontarvi come passare una piacevolissima giornata in un paesino appena fuori Parigi, Poissy. A qualcuno potrà sembrare un nome famigliare, specialmente se bazzicate per le fermate di RER A o se studiate arte e architettura. Ebbene, è qui, in uno der terminus delle diramazioni ovest del RER A, che vi invito a fare un giro questa volta.

Ma...come sono finita in questo posto? Diciamo che per il mio corso di studi ho dovuto scegliere un monumento dalla lista fornita dal Centre des Monuments Nationaux, l'istituzione che gestisce una buona parte del patrimonio culturale francese e ne facilita l'accesso al pubblico, per ipotizzare una "visita insolita" del luogo. Ovviamente, non volevo scegliere i grandi classici del centro parigino (Sainte Chapelle, Arc de Triomphe, ...), però cercavo comunque un posto abbastanza vicino dove potessi recarmi in giornata. Non mi garbava l'idea di proporre una visita "originale" di un luogo che io per prima non avevo visto, trovando informazioni su di esso a distanza. Così, ho trovato questa "Villa Savoye" a Poissy, realizzata dal famoso architetto francese Le Corbusier

Tappa 1 - Villa Savoye

Eccomi quindi, un sabato pomeriggio d'aprile, equipaggiata di moroso e macchinetta fotografica, pronta ad andare in esplorazione.

Se non si era capito, per arrivare a Poissy si prende il mio caro compagno di avventure di quest'anno, Monsieur RER A, in direzione Poissy, che, come anticipato,  anche il terminus di questa linea. Dalla Défense sono 15 / 20 minuti circa di tragitto. Dopodichè, le linee del bus 50 / 51, le cui fermate sono appena fuori dalla stazione, in circa 20 minuti portano direttamente alla Villa.

Allora, ora vediamo se ho imparato qualcosa. Mi sento un po' un libro di storia dell'arte ora: "Villa Savoye, realizzata sall'architetto francese Le Corbusier, è manifesto dell' architettura modernista della prima metà del Novecento. A testimoniarlo cinque elementi: la presenza di "pilotis" a sostegno dell'architettura  (mi sembra strano tradurre questo termine, ma si tratta di palafitte) e di una "finestra a nasto" (una finestra lunga tutte le quattro pareti della villa); la pianta è libera (non ci sono muri portanti, così l'architetto può inserire muri la dove sono anche esteticamente più convenienti); il tetto è polifunzonale, fa anche da giardino e terrazza e, infine, la facciata libera, che non ha funzione di sostegno dell'edificio.

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un-giorno-poissy-ee5d7ce292f6f3a799d9186Devo dirvi che sfortunatamente quando ci sono stata era un giornata veramente uggiosa. Si nota dalle foto, ma vi assicuro che, tornandoci con un bel sole, invoglia molto di più. Diciamo che si può anche visitare in giorni piovosi.

In ogni caso, dopo le prime informazioni tecniche, posso raccontarvi anche qualche aneddoto. Quest'opera è stata voluta dai coniugi Savoye (da cui il nome della Villa), per essere abitata. Inizialmente fu così: tra la  sua costruzione nel 1931 e il 1940 i coniugi la utilizzarono come casa delle vacanze. Quello che non tutti sanno è che la Signora Savoye non era molto contenta: la casa internamente è molto complessa, si entra dal retro e subito c'è una rampa da salire per accedere al primo piano, con gli spazi comuni, la cucina e le camere. Ci sono scale e pedane ovunque: per me è stato alquanto divertente percorrere la casa come un labirinto, ma viverci non dev'essere stato tanto simpatico. Come carini non devono essere stati i problemi di infiltrazione d'acqua e di riscaldamento e le mancate risposte di Le Corbusier a tutte le lamentele.

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Un'altra cosa che dovete sapere è che quesa Villa mi ha fatto prendere un bel 19/20 in università, perchè ho trovato l'ispirazione per non una, ma ben due visite insolite. Nella prima in sostanza immaginavo di condurre dei gruppi impersonando io stessa Madame Savoye, che presentava la casa...attraverso i suoi difetti. Nella seconda versione, visto che la casa è stata occupata militarmente durante la Seconda Guerra Mondiale, mi sono finta soldato che accompagna gli studenti con tanto di divisa ed elmetto nella casa assediata, presentando benefici ed inconvenienti dell'edificio in quanto base militare. Un punto in più per consigliarvela!

Tappa 2 - Cibo!

Finita la visita, io e il mio caro accompagnatore eravamo affamati. Così, ripreso il bus per tornare verso la stazione del RER, siamo scesi tre fermate prima, nella via principale di Poissy, dove avevo visto una boulangerie.

Ebbene...lascio le immagini introdurvi a questo posto.

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La boulangerie / pasticceria in questione si chiama L'Amandine. Segnatevi quest'indirizzo: 16, Avenue du Cep. Davver, penso valga la pena venire a Poissy anche solo per fare una gita di una giornata in questo posto. Specialmente perchè i prezzi sono imbattibili.

Facciamo un gioco: guardate la prossima immagine e pensate alla cifra che possiamo aver speso in due per queste cose (più una baguette che non si vede nella foto)

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Rullo di tamburi...Due tortine belle grosse, cappuccino, cioccolata calda e baguette...9,60 euro! In centro a Parigi avremmo speso almeno il doppio. Poi, come si intuisce, c'è posto a sedere. Non molto, giusto un bancone con 4 o 5 sedie, ma sufficiente per stare tranquilli in pieno sabato pomeriggio...godendosi una "dolce vista".

Cosa posso dirvi...queste attività possono riempire mezza giornata (il mio consiglio: andate prima alla boulangerie per pranzo e tornateci dopo la Villa per la merenda, oppure colazione - Villa - pranzo). Merita di essere assaporata più volte questa selezione di meraviglie francesi al burro.

Una postilla: da febbraio 2019 riaprirà anche il Museo dei giocattoli, dopo due anni di chiusura per lavori. Me lo hanno consigliato in molti...per ripercorrere la nostra storia attraverso gli oggetti più cari a grandi e piccoli. Così la vostra giornata a Poissy potrà essere completa!

A presto con qualche altre piccole chicche da Parigina (ma non troppo!).


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