Rispolverando mirabolanti avventure maiorchine.

Della serie a volte ritornano, Maiorca sarà la nostra fiammante protagonista dell’articolo, ma non vista come solita meta turistica per europei e non durante il periodo estivo, ma in veste di una destinazione da visitare al di là di questa solita stagione, con eventi sconosciuti al comune visitatore frettoloso che la vede come luogo di feste e spiagge, ma nulla di più. Senza ombra di dubbio, dal punto di vista balneare e della movida, non ha nulla da invidiare alle sue sorelle, Minorca, Formentera e Ibiza, ma il bello di quest’isola, che mi ha dato tanto durante la mia esperienza di scambio, è che può stupire chiunque anche nel mese di ottobre, ovvero il punto cruciale del mio trimestre in scambio. Molti episodi affollano ancora vividi la mia mente, ma oggi mi limiterò a narrare le attrazioni principali che chiunque potrà cogliere qualora venga a visitarla in un momento insolito dell’anno, spinto dalle offerte di varie compagnie aeree o per pura curiosità, anche se spero in fondo al mio cuore, da questa recensione, se così la si può definire. Purtroppo non dispongo di un bagaglio dettagliato di conoscenze circa i mezzi pubblici da prendere, presumo bus, che ho preso raramente. Grazie alla mia famiglia ospitante maiorchina, e talvolta anche grazie a quella della mia compagna di classe italiana, mi è stato possibile raggiungere i posti, che a breve descriverò, tramite la macchina. Nell’eventualità in cui ci andrete, vi consiglio con tutta me stessa di noleggiarne una, se siete muniti di patente, per una ragione di comodità e, soprattutto, perchè d’inverno la frequenza dei pullman cala di molto su certe tratte.

Detto ciò, diamo il via a questa mirabolante immersione piena di nostalgia.

Llucmajor

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[Una delle zone principali della cittadina Llucmajor]

Da fine settembre e per tutto il mese di ottobre, in questa cittadina localizzata nella zona sud-est dell’isola, si organizza un ciclo di fiere, Las Fires, che si svolgono attraverso svariate attività ed esposizioni organizzate dal comune sin dall’anno 1546, una delle più antiche. Io ho avuto modo di godere di questa occasione durante gli ultimi giorni di questo grande evento, quando io, la mia compagna delle superiori, la sua famiglia ospitante, zii e cugini compresi, abbiamo percorso strade e strade tappezzate di bancarelle. Per qualche chilometro è possibile ammirare stand di artigianato, cibo, chincaglierie di vario tipo e sculture di sabbia rappresentanti vari monumenti. A farla da padrone, stando all’impressione delle mie papilla gustative, è il venditore di sobrasada, insaccato che ricorda la ‘nduja calabrese, per intenderci. L’ho provata ovunque in tutta l’isola, ma quella di questa fiera è qualcosa di sublime, sopra alle altre. Lo scenario generale di questa lunga iniziativa è affollato dalla presenza di famiglie, adolescenti o gruppi di amici di ogni età che scrutano per bene ogni angolo, e accompagnato dal chiacchiericcio instancabile di queste folle, oltre a musica in continuazione.

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Oktoberfest a Palmanova

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[Gli ultimi residui di turisti in una qualunque strada della località]

Non aspettatevi di avere la stessa diffusione capillare di tale festività per tutto il paesino come se foste in Germania, perchè lo spazio che occupa è semplicemente un tendone bianco vicino la spiaggia, letteralmente sul lungo mare. Il suo aspetto anonimo e pacato viene ribaltato, una volta entrati internamente. Vengono serviti i soliti piatti, currywurst, wurstel e crauti o una varietà infinita di patate in tutti i modi e in tutte le salse, senza dimenticare i fiumi di birra. I camerieri e i cassieri ai vari banconi sono vestiti di tutto punto con gli abiti tradizionali della sagra tedesca e anche voi potrete fare lo stesso, perchè anche nei negozi delle catene più comuni del fast fashion troverete in vendita le “tenute da pastorello/a”, partendo dai colori più ordinari fino ad arrivare a tonalità fosforescenti. L’atmosfera che si respira dentro e fuori il tendone è piacevole, considerando anche la zona, benché sia il mese di ottobre e si pensi a questa località come un focolaio di turisti, le scuole, in quanto appena iniziate e non sovraccaricando gli studenti, permettono loro un po’ più di svago del solito. Di conseguenza i locali costituiscono un punto importante per il divertimento e rimangono aperti. Se proverete, invece, a raggiungere questo posticino da novembre in poi troverete la più completa desolazione dalla prospettiva di vita notturna e allo stesso modo per quanto riguarda ristoranti e surrogati. Alla fine si tratta di un villaggio turistico, amministrato dal comune di Calvía, che vede la presenza di pochi abitanti, confronto alla cifra che si registra d’estate, ma comunque rimane attivo tutto l’anno il suo mirabolante McDonald, sfamando gente di passaggio e non. La "M" gialla non può che rappresentare una certezza nella vita di tutti i giorni.

Halloween

Solo negli ultimi anni in Italia si “festeggia” il 31 ottobre, solo per un semplice slancio consumistico, mettendo zucche da tutte le parti, e a parte qualcuno che si trucca o si veste in maniera decorosa e/o azzeccata, il Bel Paese non vanta che di qualche locale in più aperto, con un tema che si suppone spaventoso, oltre alla mandria di persone su qualunque piattaforma sociale intasando con miriadi di scatti raffiguranti individui probabilmente caduti di faccia in una pozzanghera sporca. La cosa più trasgressiva da fare in questo dato giorno è recarsi al cinema più vicino e guardarsi un film dell'orrore, visto che casa prorpio non rende al massimo l'atmosfera suggestiva piena di terrore (a meno che abbiate un impianto stereo di qualità che amplifica gli effetti speciali). Diametralmente opposta è Palma, specialmente la zona di Gomila, caratterizzata da bar, pub, saloni addobbati per l’occasione e gente che prende sul serio la prova “costume”, risultando credibilissima nel ruolo scelto e terrificante in base a quest’ultimo. Ogni metro, nel senso letterale del termine, presenta un locale dove entrare e godersi l’intrattenimento che offre questa serata particolare per tutta la notte. Alcuni punti di ristoro di questo quartiere aprono solamente all’alba, per rimpinzare gli stomachi i “poveri” baldi e aitanti giovani. Molti ingenuamente credono che le discoteche e compagnia cantante attorno a Magaluf siano il massimo che si possa incontrare nell’isola, lo è se siete fanatici della classica serata “se non bevo, non mi diverto” o “reality show di infima intelligenza in cui l’importante è avere addosso chili su chili di abbronzante e fare baldoria”. Stando ai racconti della mia famiglia ospitante, quando la situazione davvero degenera, volano coltelli molto facilmente, e coloro che sono presi da un impeto di adrenalina, lanciandosi dal balcone e tentando di centrare la piscina sottostante, non sono una rarità. Ai tempi, essendo stata una diciassettenne, mi è andata di fortuna aggregarmi casualmente a un gruppo dei miei compagni di classe dell’istituto che frequentavo là, se no sarei finita come la consistente fetta di ragazzini a vagare per Magaluf con delle bottiglie di alcol mischiato in mano, cercando di imbucarmi in una discoteca, dove non è possibile entrare se non si è compiuta la maggior età. Anche io ho vagabondato per le vie di Gomila, ma per il semplice motivo che in questo notte stregata i bar straripano di persone e camminare all’interno può rivelarsi un’impresa alquanto difficoltosa, perciò la festa avviene automaticamente anche per strada. Tirando le somme conclusive, credo sia stata una delle serate più memorabili della mia vita, stando in gruppo, per poi perdersi nella folla e mescolarsi ad altra gente, alcuni sconosciuti, altri visti tra i banchi o nei corridoi di scuola. Parlare, ballare e semplicemente non pensare a nulla, per tutta la notte e osservare le luci dell’alba, per poi fare colazione alle 8 fresca come una rosa in un bar del porto, vicino al centro commerciale, chiamato appunto “Porto Pi”, come esemplifica degnamente la foto.

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Dopo tale data segue il giorno di Ognissanti, perciò considerata la minor frequenza di autobus post stagione estiva e trattasi pure di un festivo, ogni 2 ore e mezza è possibile prenderne uno che va in direzione egregiamente definita “da qualche parte sotto il comune di Calvía", quindi immaginatevi una ragazza delirare in compagnia, in un paese che non è il suo, seduta sul marciapiedi verso le 10 del mattino e sveglia dalle 6 del mattino, ma del giorno precedente. Il senso di desolazione di quel momento può paragonabile al naufragio su un'isola sperduta, ma ogni tanto essere sprovveduti aggiunge quel tocco in più per godersi al meglio una data esperienza, forse anche in maniera più autentica! 

Provo una certa malinconia nello scrivere tutto ciò e mi auguro un giorno di poter rivivere momenti del genere con la stessa spensieratezza e leggerezza, che sia altrove, ma soprattutto qui, dove ci ho lasciato letteralmente il cuore e dove ho vissuto una parte importante della mia vita, specie a livello di crescita personale.


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