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Viaggio nei Paesi Baschi, III parte.


Ciao a tutti! Oggi vi parlerò del mio terzo giorno nei Paesi Baschi. Il programma dei miei genitori era quello di trascorrere la mattinata a Hondarribia, mangiare e poi spostarci in Francia. Bene, cominciamo!

Hondarribia (così viene chiamata, significa "fonte veloce") si trova a 21 km dal centro di San Sebastián. Ha solo tremila abitanti in più rispetto a Bueu e si può raggiungere in due modi, uno dei quali è più veloce e diretto. Si prende la strada Nacional 1, lasciandosi alle spalle la zona di Pasaia Antxo e Renteria, un paesino di cui avrete sentito parlare. Una volta arrivati nel tratto iniziale di "Benvenuti", la prima cosa che vedrete è l'aeroporto sulla destra. Quando sentite parlare dell'Areoporto di San Sebastián è a questo che si riferiscono. È piccolo e ha un traffico aereo limitato, certo. Gli aeroporti più importanti sono quelli di Vitoria e Bilbao. Non passa inosservato perché gli aerei decollano e atterrano molto vicino alla città, di fianco alla Baia. Che ansia! C'è un quartiere dal quale si può davvero vedere la "pancia" dell'aereo. Chi abita lì conosce gli orari di tutti i voli. Si sono rassegnati. Si è discusso molto sulla possibilità di chiuderlo. Per il momento è ancora attivo. Questo è l'unico aspetto negativo di Hondarribia. Ci sono voli per Madrid e Barcellona, molto utili.

Vi trovate nella Baia del Fiume Bidasoa, che sfocia nel Mar Cantabrico. Di fronte si vede la Francia, in particolare il suo porto turistico. Ci sono due Hondarribia per gli abitanti del posto: quella invernale, più tranquilla e rilassata, e quella estiva, più movimentata. Oltre i turisti di passaggio, arrivano qui un sacco di "spiaggianti" alla ricerca della spiaggia perfetta. Provengono dalle zone vicine e si dirigono verso la zona del Faro. Il Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe, sul Monte Jaizkibel, è molto visitato perché è dedicato alla Santa Patrona della città. Tuttavia, noi non ci siamo stati. Si trova molto in alto, e si vede un panorama meraviglioso. Molte persone organizzano matrimoni lassù. Continuando lungo la strada si raggiunge l'ingresso di Pasaia di San Juan. Il nome della "trainera" di Hondarrabia (imbarcazione tradizionale della costa del Mar Cantabrico) si chiama “Ama Guadalupekoa” in onore della Vergine...come avrete già capito.

Viaje al País Vasco (III)

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La spiaggia, però, non è quella originale. Sembra la stessa, ma non lo è. Circa un decennio fa, questa era una zona verde e sabbiosa, quasi terrosa, con acque tranquille e pulite. Durante la bassa marea, si doveva camminare molto per raggiungere la riva. Nonostante ci andassero tante persone c'era sempre spazio, soprattutto nelle zone più lontane dall'acqua. Nei dintorni, specialmente nel boschetto, si facevano pic nic di famiglia: macchina, tavolo piegabile, "tortillas" di patate (una specie di frittata) e insalata russa.

Non so a chi sia venuto in mente, ma sono intervenuti e hanno trasformato tutta la zona. Hanno chiuso e recintato tutto, dando vita ad un progetto fantastico. In parole semplici, hanno preso la spiaggia e l'hanno avvicinata la mare. Non si vede che è stata creata artificialmente. Hanno aperto un canale laterale per il nuovo porto turistico. Le barche sono per la maggior parte piccole: velieri di otto o dieci metri e gommoni per i principianti. Tutto il resto è occupato da aree di servizio. Ci sono campi da calcio, sette per la precisione, piste di atletica, piscine e altro. È diventata un centro polifunzionale a tutti gli effetti. Le persone trascorrono il tempo, passeggiando, facendo jogging, pattinando ecc. Ci sono vari parcheggi a pagamento, ma solo in estate. Ci sono anche i bagni se volete fare una doccia. C'è di tutto.

Questa mega opera è stata costruita in tempi record. Ci sono state delle difficoltà, ma il risultato è stato soddisfacente. Quelli che si ricordano com'era prima dicono "per quanto naturale potesse essere, non era molto bello". Il porto di pesca si trova sul lato sinistro, verso la fine. È adatto alla pesca costiera che, come in Galizia, non è molto praticata. Non dilunghiamoci.

Dopo aver camminato sul lungomare siamo andati alla Marina. È il contrario della spiaggia. È un quartiere che si trova "fuori dalle mura" e tutto viene conservato con molta cura. Ha un aspetto "tipicamente basco", con casette tradizionali. È una zona vinicola, molto affollata. Ci sono terrazze, ristoranti e bar. Lì potrete incontrare persone che vendono in strada i famosi "percebes" (crostacei tipici della zona della Galizia e dei Paesi Baschi). Ci sono anche altri locali, come quelli dove mangiare un semplice sandwich. Troverete anche l'Hotel Jáuregui. È bellissimo. Come in tutti i Paesi Baschi, si pratica il "poteo". Non ve ne ho ancora parlato, ma lo farò adesso. "Poteo": tradizione per cui si esce in gruppo a bere vino. Per rendere più chiaro il concetto: i baschi non usano molto spesso il termine "pagare" e hanno un modo tutto loro per farlo. Infatti, al momento del conto dicono "faccio io! " Questo significa che offrono loro, ma attenzione! Al giro successivo dovete essere voi a pagare.

Il centro storico si raggiunge da diversi direzioni. Non è una zona piana, come quella di Pontevedra (città in Galizia). È tutto in salita. Se vi piace l'architettura "civile" siete nel posto giusto. Ci sono un sacco di palazzi e case importanti. Nella zona più alta c'è un'area di servizio. All'esterno sembra una fortezza perché è stata costruita nel Medioevo. È nota come il Castello di Carlos V ed è un hotel di lusso. Un tempo c'era anche un bar. I "non clienti" potevano comunque entrare e prendere qualcosa ammirando stendardi originali. Il centro storico è un luogo in cui lasciarsi andare: è pieno di casette colorate in cui chiunque vorrebbe vivere. Se cercate un piccolo hotel da favola, vi consiglio l'Hotel Pampinot. È stata una residenza nobiliare e ha otto camere. Vi sembrerà di vivere in un'altra epoca.

Poiché ci siamo svegliati presto e avevamo un'intera giornata davanti, i miei genitori hanno deciso di prendere la macchina e andare in Francia. Bisogna tornare indietro fino a Irun e poi dirigersi verso Hendaye. Irun è un paese molto conosciuto dai galiziani emigrati. La tratta del treno diretto, che si prende dalla Stazione di San Sebastián Nord (l'aereo non c'è), era Irun-Vigo. Molte persone venivano proprio da Irun perché erano dirette in Galizia o in altri paesi europei. Non ci sono frontiere, nè dogane. Vi ritroverete in Francia come per magia. Non per fanatismo, ma il panorama cambia. La Spagna è sempre molto diversa.

Viaje al País Vasco (III)

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Ci siamo fermati ad Hendaye solo per vedere la spiaggia. C'è una grande affluenza di spagnoli, soprattutto nei fine settimana. In estate è pieno di persone, specialmente surfisti. Il paese è piccolino. C'è una strada di fianco alla stazione dove, un tempo, si faceva shopping. Da qui potete prendere il famoso Topo (un treno metropolitano) diretto a San Sebastián. A Natale, visto che le anguille erano molto care, le persone andavano a Hendaye a comprarle crude ad un prezzo inferiore.

Noi eravamo diretti a Biarritz e la strada che arriva fin lì si chiama "La Corniche". Per mia mamma è la "nona meraviglia del mondo". Le casette di campagna non assomigliavano a quelle della Galizia. Sembrano delle semplici fattorie, senza pretese. Spero non si offenda nessuno. Al tempo non avevo neanche tre anni, credo. Cercavano di spiegarmi che ci trovavamo in un "altro paese", la Francia. Ma cosa potevo saperne io? Molto presto, invece, ci andrò! Chi lo avrebbe mai detto.

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Arrivati a Biarritz, i miei genitori hanno parcheggiato nella parte alta della città, disposti a sgranchirsi un po' le gambe e mangiare dove ci avevano consigliato di andare. Sembra il set di un film "d'epoca". C'è un'aria "basco-francese". La zona alta è molto francese, perché ci sono strade ordinate e strette. Il bello si trova più in basso: il mare. È stata la destinazione turistica preferita dalle persone più benestanti di gran parte d'Europa, non c'è bisogno che lo dica. C'erano due Casinò (gli edifici sono quelli che si trovano sopra la "Grande Plage"), Grand Hotel e altre cose del genere. Ogni cosa è intrisa di storia e il passato della città è incancellabile. Lo si può percepire in ogni angolo. La cosa più sbalorditiva è passeggiare in riva al mare perché è diverso dal resto. È più folcloristico e "marinaio", visto che la città è stata anche un porto di baleniere. Andando da un capo all'altro della spiaggia anche il mare cambia: in alcuni punti il livello e la salinità delle acque è diverso rispetto ad altre zone. Camminando lì ci si aspetta di vedere la tipica signora con la sua cagnolina Lulù che indossa un golfino e dei calzini. Se c'era davvero, non me la ricordo. Dovrò guardare le foto. Ripeto: non avevo ancora compiuto tre anni. Ci tornerò. Lo prometto!

Poi abbiamo trovato il bar che ci avevano consigliato. Aveva la terrazza e si trovava di fianco ad un porticciolo che protegge una parte di mare, a volte un po' movimentata. Abbiamo ordinato delle sardine con insalata e sidro (bevanda tipica francese ottenuta dalla fermentazione delle mele). Mi dispiace dirlo, ma le sardine non sono un monopolio dei galleghi. Come dolce abbiamo mangiato il "Pastel Vasco". Molte volte sul menù è scritto alla francese: "gâteau basque" (dolce tipico della regione basca settentrionale della Francia, riempito con marmellata di amarene o crema pasticcera). Assomiglia un po' al "pastel" portoghese, un dolce tondo che viene servito con crema o panna. Prima di andar via, siamo andati a vedere una cappella. Mia madre dice che era "La Chapelle Imperiale", costruita, pare, dall'Imperatrice Eugenia di Montijo. Ma non ne è sicura. Abbiamo fatto un po' di acquisti e fatto foto sulla giostra (quasi uguale a quella dei Giardini di Alderdi Eder a San Sebastián). Ci restava ancora il viaggio di ritorno, circa 40 km. Prima di partire ci siamo fermati nella "Galería Lafayette". Sì, avete capito bene! C'è anche lì, non solo a Parigi. Dopodiché abbiamo salutato Biarritz con tutti i suoi abitanti e le sue meraviglie naturali.

Il programma era quello di mangiare di nuovo a "Lo Viejo" (così si chiama il centro storico di San Sebastián). Siamo andati prima in hotel per una doccia. Poi siamo andati a mangiare vari "pinchos" (stuzzichini) a La Cepa (a me piaceva l'insalata russa e quella di gamberi) e infine abbiamo preso un gelato alla gelateria Los Italianos. Dopo un giorno così pieno, eravamo stanchissimi e, per questo, siamo andati subito a dormire. Prima, però, ci siamo affacciati dalla Portaletas (un'antica porta della città) e abbiamo contemplato l'orizzonte seduti su una panchina. Ci sono persone che scommettono sulla regata di settembre delle "traineras". Dato che si trova ai piedi del Monte Urgull, è il punto migliore per godersi lo spettacolo dei fuochi d'artificio durante la "Semana Grande" di San Sebastián. È una festa che si celebra nella settimana del 15 agosto. Tutto questo me lo ha raccontato mia madre e io lo racconto a voi.

Per oggi è tutto! Spero che vi sia piaciuto e grazie ancora per aver letto l'articolo. Domani vi parlerò del quarto giorno. Già sapete: condividete, commentate e fate quello che volete.

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