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Salvador da Bahia

Pubblicato da flag-it I love travelling ! — 4 anni fa

0 Tags: flag-br Esperienze Erasmus Salvador, Salvador, Brasile


Ciao a tutti! In questo articolo vi parlerò della città di Salvador, capitale dello Stato di Bahia, nel nord-est del Brasile.

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Io ho avuto la possibilità di visitarla nel febbraio del 2011, durante il carnevale. All’epoca, mi stavo trasferendo in Brasile per svolgere un periodo di studi della durata di sei mesi, a Florianopolis, la capitale dello Stato meridionale di Santa Catarina. Avevo vinto un bando, simile a quello Erasmus, che però non prevedeva alcun contributo mensile da parte dell’Unione Europea, né tanto meno dall’università, la quale provvedeva esclusivamente all’acquisto del biglietto aereo di andata e ritorno. Dato che le lezioni all’Università Federal da Santa Catarina non erano ancora cominciate, pensai bene di fermarmi a Rio de Janeiro, dove faceva scalo il mio volo dall’Italia, per potermi godere un poco il famosissimo carnevale carioca.

A Rio mi appoggiavo a casa di una gentilissima famiglia brasiliana, conosciuta tramite una signora che faceva le pulizie a casa di un mio amico, a Perugia. Rimasi lì una settimana, durante la quale conobbi un gruppo di ragazzi che erano in partenza per il carnevale di Salvador. Mi proposero di unirmi a loro ed io accettai subito. Comprai al volo un biglietto aereo e li raggiunsi. Avevano affittato un appartamento e non mi chiesero nulla per condividerlo insieme a loro. Però pagai molto per arrivarci, in taxi, dall’aeroporto. Probabilmente oggi non avrei preso un taxi, ma all’epoca ero alle mie prime esperienze ed, un po’ per la paura di girare da sola di sera, un po’ perché effettivamente non avrei saputo come muovermi, fu l’unica alternativa possibile. I ragazzi erano già in giro a festeggiare. Il taxista mi accompagnò a casa loro a posare i bagagli e poi sul lungomare, dove mi incontrai con i miei amici.

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Il carnevale di Salvador da Bahia non ha nulla a che vedere con quello di Rio de Janeiro! Nessuno è mascherato, eccetto i famosi “filhos de Gandhi”, con le loro caratteristiche tuniche bianche e le loro numerose collane di perline sulla tonalità del blu e dell’azzurro. Sono ragazzi ed uomini, di tutte le età, che vanno in giro a baciare le donne consenzienti. E, se il loro bacio viene gradito, le offrono in omaggio una delle collane che possiedono e le spruzzano addosso un particolare profumo, con il quale vanno in giro.

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Mi sembrava di essere ad una sagra del "bacio con gli sconosciuti", alla quale, chiaramente, partecipavano con maggior entusiasmo, i ragazzi più brutti del Brasile, speranzosi di racimolare qualche bacio da parte di qualche povera ragazza ubriaca o disperata! A parte gli scherzi, il carnevale di Salvador da Bahia, mi è sembrato, più che altro, un festival della musica. Lungo la strada, infatti, si susseguivano enormi carri, sui quali si esibivano artisti di fama internazionale ed anche mondiale. Tra i vari, ricordo di aver visto Bob Sinclair, ad esempio. I festeggiamenti per il carnevale duravano la notte intera, e riprendevano a prima mattina. Quasi 24 ore continue di musica e baldoria. Un sacco di gente strana!

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Ricordo che si sudava tra la folla! Si moriva di caldo, anche di sera!

Com'è il clima a Salvador?

La città di Salvador gode di un fantastico clima tropicale, caratterizzato da un caldo costante e frequenti, ma brevissime precipitazioni. Pensate che la temperatura minima che si sia mai registrata è di soltanto 15°C! Le temperature invernali si abbassano di un paio di gradi rispetto a quelle estive.

Cosa c'è da vedere a Salvador da Bahia?

In primis, le tantissime spiagge!

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In cui non mancano fantastiche opere d'arte fatte con la sabbia!

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Ma dove potrete vedere anche cose del genere...

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A parte le numerose ed incantevoli spiagge, potrete visitare il caratteristico centro storico della città, conosciuto come "Pelourinho". È così bello, che nel 1985 è entrato a far parte della lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO. Le strade del quartiere sono caratterizzate da palazzi storici di colori vivaci, numerose istituzioni religiose, e diversi musei, come il Museo Abelardo Rodriguez, il Museo afro-brasiliano, il Museo Tempostal e la Casa-museo di Jorge Amado. Il Pelourinho si sviluppa intorno a varie bellissime piazze. Molto affascinanti, la cattedrale, la chiesa barocca del Terzo Ordine di San Francesco, la Chiesa di San Pietro, e quella di Nossa Senhora do Rosário dos Pretos. E molto caratteristiche le donne vestite con abiti tradizionali, come quelli sulle foto che seguono.

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Una delle attrazioni principali del Pelourinho, è senz'altro l'"elevador Lacerda", fatto costruire dal mercante Antônio Francisco de Lacerda, nel 1873, in sostituzione di una vecchia carrucola manuale posta dai gesuiti. L'aspetto attuale, però, risale ai lavori del 1930, quando venne ricostruito in stile decò. Permette di raggiungere, in pochi attimi, Praça Tomé de Sousa, situata nella parte alta della città, partendo da Praça Cairu, nella città bassa, per soli 15 centesimi di reais a tratta.

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Dopo il Largo do Pelourinho, comincia il quartiere del Carmo, caratterizzato da abitazioni più modeste, ma sempre coloratissime nelle facciate. Proseguendo, giungerete, invece, nel quartiere di Sant'Antonio, chiamato anche "Alem do Carmo" (dietro il Carmo), alla fine del quale troverete il bellissimo Forte che demarca la collina, da cui potrete ammirare l'affascinante porto sottostante.

Nazaré e Barroquinha sono altri due quartieri degni di nota, anche se poco visitati dai turisti, solitamente. Vennero utilizzati per girare le scene del film "Dona Flor e i suoi due mariti", tratto da un celebre romanzo di Jorge Amado. L'intera zona è pervasa da un incredibile fascino popolare. Troverete tanti negozi, baretti, ristoranti, il Museo d'Arte Sacra, il Museo Costa Pinto, ed una imponente caserma dei pompieri rossa ed argentata, simile ad un castello della Disney.

Non perdetevi il "Mercado Modelo", una vera icona della città, dove potrete gustare tanti piatti tipici ed acquistare i migliori prodotti dell’artigianato locale, opere d’arte e souvenir.

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Infine, merita senz'altro una visita, il "Dique do Tororó", una piccola oasi di pace, circondata da due arterie stradali enormi, traffico e favelas. Si tratta di uno splendido parco con un lago artificiale in cui sono poste gigantesche statue raffiguranti gli "Orixás", semidivinità appartenenti originariamente alla mitologia dei popoli dell'Africa occidentale, il cui culto si è diffuso anche in Brasile.

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Vi suggerisco di rimanere nel parco fino alla sera, perchè le statue illuminate sono ancora più suggestive. (Peccato che le foto non rendano. )

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Come si mangia a Salvador da Bahia?

Generalmente, in tutto il Brasile si mangia piuttosto bene. Il pasto tipico è il classico piatto portoghese composto da carne o pesce, riso, ed insalata e/o patatine fritte. Un piatto completo e gustoso.

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La cucina "baiana" ha una fama internazionale, del tutto meritata, ed è il risultato del mix tra cucina portoghese, indigena, ed africana, ma anche olandese, francese ed inglese. Il cibo baiano è come la città in cui viene preparato: colorito, caldo, ed accattivante! Olio di palma e gamberetti sono quasi in tutte le pietanze! Potrete mangiare pesce freschissimo, pescato e cucinato, ma anche squisitissime carni nelle numerose "churrascarie"! Mangiare al ristorante costa poco. Vi conviene approfittare. Io ho mangiato deliziose zuppe di pesce, gamberoni alla brace, baccalà fritto...

Tra i piatti tipici, vi ricordo: il consumatissimo "vatapà", che sarebbe una specie di purè fatto con mollica di pane, gamberetti, latte di cocco, anacardi, zenzero e tante spezie; la "moqueca", che sarebbe una specie di zuppa a base di pesce o crostacei e molluschi, con tantissimo olio di dendè, pomodori, cipolle, latte di cocco, limone e coriandolo; la "farofa", che spesso è servita insieme alla moqueca, e consiste in una farina di manioca saltata nell'olio, utilizzata per assorbire il sughetto; il "carurù", ovvero una specie di purè molto appiccicoso, a base di una strana pianta chiamata "quiabo", tipiche verdure fresche chiamate "gombos", gamberetti secchi, e cipolle; l'"efo", che ho assaggiato in un chioschetto sulla spiaggia ed è una verdura molto strana, una via di mezzo tra il cavolo e l'insalata, tagliata a sriscette sottili sottili e bollita insieme a gamberetti secchi, cipolle, anacardi e, chiaramente, l'immancabile olio di dendè; la "lembreta", che ho assaggiato sempre in un chiosco sulla spiaggia, e consiste in una zuppa calda di molluschi, piena di limone e peperoncino; la "sarapatel", che io non ho assaggiato, perchè è una disgustosa trippa di maiale cotta nel sangue, insieme al fegato ed ai rognoni!

Inoltre, in tutti i bar, e spesso anche in bancarelle lungo la strada, troverete delle strane ed enormi polpette fatte con farina di fagioli, ripiene di gamberetti, cipolla, peperoncino, insalata, e diverse salsine, fritte nell'olio di una particolare palma chiamata "dendè". Si chiamano "acarajés" e non potete lasciare la città senza averle prima assaggiate, perchè sono la vera specialità bahiana! I migliori, li troverete alla "Dinha do acarajé", una bancarella nel Largo de Santana, nella zona del fiume Vermelho, presa letteralmente d'assalto, soprattutto nel pomeriggio, da turisti e cittadini baiani! Al punto che i proprietari hanno aperto un vero e proprio ristorante, sempre nella stessa piazza, dove è possibile gustare anche il resto dei piatti tipici della cucina baiana. Si chiama "Casa da Dinha" ed è chiuso la domenica sera ed il lunedì.

Un'altra cosa da provare, nella quale vi imbatterete spesso per strada, ed anche sulle spiagge, sono dei deliziosi spiedini di formaggio, chiamati "queijinhos", che vengono cotti al momento su piccoli bracieri, il più delle volte, piuttosto malandati. Ricordo che la prima volta che li vidi preparare, non riuscivo a capire cosa fossero. Li comprai credendo che fossero dei marshmallows! Ma mangiandoli, mi resi subito conto che si trattava di formaggio fuso, con una crosticina bella croccante. Davvero deliziosi, anche se le condizioni igieniche in cui vengono preparati sono al quanto discutibili! Costano davvero poco e state attenti perchè diventano una specie di droga. Sono buonissimi!

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Lungo la strada, troverete anche altre bancarelle che vendono dei mini spiedini, detti "churrasquinhos de gato", che, letteralmente significherebbe "spiedini di gatto", ma in realtà, si tratta di spiedini di manzo. O almeno, li spacciano per tali! Spero che il signore che me lo disse, non me lo abbia detto soltanto perchè feci una faccia strana quando gli chiesi cosa fossero e lui li chiamò "churrasquinhos de gato". In ogni caso, io ne ho mangiati in grosse quantità. Sono buonissimi e costano poco. Dopo averli scoperti, mangiavo solo questi, i queijinhos, e l'"açaì".

L'"açaì" è una bacca tipica dell'area dell'Amazzonia, che pare abbia numerose qualità nutritive e faccia molto bene alla salute. I brasiliani ne consumano in quantità industriale, sottoforma di succo, sorbetto, o al naturale. La prima volta che la vidi, ero sulla spiaggia e passò un signore con un carretto, che la vendeva sottoforma di sorbetto. I miei amici subito ne ordinarono varie porzioni ed invitarono anche me ad assaggiarlo. Io ero un po'scettica. L'aspetto non era per niente bello. Sembrava diarrea viola molto scura, e fredda. Era un composto che non avevo mai visto, venduto, come al solito, senza tener conto di nessuna misura igienica. Mi faceva alqualnto schifo assaggiarlo, ma sembrava brutto nei confonti dei ragazzi, che lo stavano gustando con piacere e me lo stavano proponendo come quacosa di speciale. Allora mi lasciai andare e lo assaggiai. Con immensa sorpresa, mi accorsi che era una vera bontà! E da allora, cominciai ad andare a caccia di açaì, ovunque mi trovassi! Addirittura, quando sono tornata in Italia, incinta (! ), mi è venuta la voglia di mangiarlo e ne ho ordinati 50 kg, congelati, che però, purtroppo, non erano la stessa cosa.

Troverete tanta frutta tropicale, buonissima! Mango, papaya, maracujà, goiaba, acerola, pitanga, fruta do conde, mangostim, abacaxi... Potrete bere freschissimo succo di cocco, direttamente dalle noci, appositamente forate al momento, per voi.

Per quanto riguarda i dolci, infine, ce ne sono alcuni buonissimi, ad esempio la "cocada", un dolce a base di cocco, che viene finemente grattugiato e cotto nel caramello o nel succo di canna. Molto consumato e venduto a pezzi nei mercati, è la "goyabada", una gelatina di guaiava (o anche guava), un frutto proveniente da un albero che appartiene alla famiglia delle mirtacee. È consumata spesso durante la colazione, spalmata su fettine di pane abbrustolite o accompagnata con formaggio fresco, prendendo così il poetico nome di "Romeo e Giulietta", non so se a causa dello strano accostamento che risulta però perfetto. Buonissimi anche i "doces de banana", i "doces de caju", i "doces de carambola", ed i "doces de jaca", preparati, appunto, con banane ed altra frutta tropicale, caramellati con zucchero, cannella e garofano. Vi consiglio anche di provare il "quindim" una specie di budino a base di uova e cocco. Troverete, poi, tanti altri tipi di dolciumi, molti dei quali a base di arachidi o pasta di castagne.

E se tutto questo non vi piace, non disperate, perchè troverete un buon ristorante che offre varie specialità italiane, esattamente in Rua do Carmo 66. Si chiama "Restaurante Alcarmo" ed è aperto tutti i giorni, tranne la domenica ed il lunedì, mentre il martedì è aperto soltanto la sera. L'ambiente è molto carino e c'è una terrazza dalla quale potrete ammirare una bellissima vista sul mare.

Dove consigli di mangiare a Salvador da Bahia?

A parte i ristoranti che vi ho già citato nel paragrafo precedente, vi consiglio di andare a mangiare al "Postudo", il ritrovo preferito degli artisti della zona di Rio Vermelho. Potrete gustare un'ottima bistecca e tanti piatti della cucina europea, con un sottofondo di musica jazz. Inoltre, ogni 15 giorni vengono esposte al suo interno, opere di artisti del posto, a rotazione. L'ambiente è molto gradevole, l'atmosfera è tropical-chic, con canne di bambù miste a statuine "candomblé".

Un ristorante super-economico, dove potrete gustare ottimi "petiscos", a prezzi veramente stracciati (1-4 reais) è il "Chico II", situato in bel quartiere piuttosto animato, a 10 minuti dal Porto da Barra. I piatti sono abbondanti, il servizio è veloce, l'atmosfera è molto conviviale e l'ambiente è molto simpatico.

Un altro ristorante molto economico, dove potrete provare tutti i piatti della cucina tradizionale di Salvador, è il "Restaurante Picui", ubicato in una graziosa casetta con due belle terrazze. Vi consiglio di assaggiare il "purè di aipim" ed una bella grigliata di manzo, super abbondante. Con 15 reais mangerete in 3, se non in 4. Ricordatevi che il lunedì è chiuso!

Al "Caranguejo do Sergipe", potrete acquistare granchi al pezzo e dozzine di "lembretas" (un tipo di mollusco), ma la vera specialità, che vi suggerisco di assaggiare, è la "casquinha de siri", ovvero il granchio farcito.

Se non vi fate problemi a spendere soldi per mangiare, allora vi consiglio di andare anche al "Boi preto", un ristorante dove vale la formula all-you-can-eat, con prezzi un po' più alti rispetto alla media, ma che vende la migliore carne in assoluto della città. Inoltre, il servizio è impeccabile ed il personale è cortese. Fate solo attenzione a non lasciarvi fregare dai tanti antipasti che troverete sul buffet, che sono sì ottimi ed invitanti, ma servono soltanto a riempire lo stomaco prima dell'ottima carne!

Consiglieresti di vivere a Salvador da Bahia?

No! Assolutamente no. Salvador da Bahia è una bellissima meta turistica, ottima per una fantastica vacanza, anche prolungata, ma sicuramente non è una città nella quale vivrei o nella quale consiglierei di vivere. Nonostante sia una meravigliosa località di mare, calda l'anno intero, ed anche in enorme via di sviluppo, c'è ancora troppa povertà e troppa delinquenza. Tuttavia, vi consiglio di visitarla personalmente, almeno una volta nella vita!

Non mi resta che augurarvi un buon viaggio ed una buona permanenza a Salvador!


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