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Il villaggio Paralia Katerinis


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I miei sentimenti contrastanti rispetto alla Grecia

Tradotto da Greta Steccanella — 10 mesi fa

Testo originale di Dóra Csatári

Ciao a tutti!

Nel seguente articolo farò una mia personale recensione sulla Grecia e soprattutto sul bellissimo resort estivo Paralia Katerinis. Io ci sono stata già ben due volte, durante gli anni delle scuole superiori. La prima volta perché abbiamo organizzato un viaggio di classe, la seconda, visto il suo successo, perché l'intera scuola ha voluto ripetere quest'esperienza. La ragione principale e la più importante per cui abbiamo scelto Paralia (nel comune di Katerini) come destinazione delle nostre vacanze è il fatto che sia abbastanza economica. Infatti, i cittadini europei dell'est, in media, possono facilmente permettersi un viaggio come questo. Il secondo motivo è che volevamo nuotare nel Mar Egeo. Il terzo, è stata l'idea di viaggiare all'estero in un paese in cui nessuno di noi era stato prima. Io e la mia classe eravamo già stati nel mare della Romania, ossia sulla costa del Mar Nero, e volevamo sognare un po' più in grande: avere la possibilità di visitare un paese straniero ci ha elettrizzati.

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Il tragitto da Cluj a Paralia Katerini è durato 12 ore ed è stato estenuante. Abbiamo viaggiato in autobus, ma anche la macchina o l'aereo sono possibili opzioni (più comode) per raggiungere la Grecia. Però, anche se il viaggio è sembrato infinito, ci siamo divertiti e ci siamo goduti i bellissimi paesaggi che ci circondavano. Da Cluj a Giurgiu... (la località più a sud della Romania, proprio accanto al confine con la Bulgaria) abbiamo visto delle regioni meravigliose. Attraversando il sud delsistema montuoso dei Carpazi e la più bella pianura della Romania abbiamo raggiunto la capitale: Bucarest. Non ci siamo entrati però, perché stavamo viaggiano in autostrada. Comunque, siamo riusciti a vedere da lontano le luci e gli edifici più alti.

Siamo arrivati al confine con la Bulgaria e da lì in poi abbiamo perso totalmente il contatto con la realtà. O almeno, con la realtà a cui eravamo abituati. Fatemi spiegare. In Bulgaria si usa l'alfabeto cirillico e ovviamente in Grecia quello greco. Entrambi sono molto strani, le lettere somigliano a dei simboli e a linee strane, non hanno niente a che vedere con quelle latine. Questo ci ha fatti sentire un po' spaesati e anche vulnerabili, immaginatevi di non capire nulla dei segnali che vi circondano! Però è stato anche divertente, riconoscevamo alcune lettere greche grazie alle formule di fisica che abbiamo imparato a scuola, ovviamente non era sufficiente per capire tutto. È un po' deludente che, nonostante la costa della Paralia e quella bulgara siano mete abbastanza famose tra i turisti, le legende o i segnali non siano tradotti in inglese. Ripeto, questo ostacolo linguistico è stato comunque una fonte di avventure più che un qualcosa che ci spaventasse.

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Il tragitto da CLuj a Paralia (solo l'andata) costa circa 50 € in autobus. I prezzi degli alloggi variano dai 20 € ai 60 € a notte, a seconda dell'opzione che si sceglie. Noi abbiamo dormito in un semplice appartamento, in ogni stanza si trovavano 3 letti, avevamo la cucina e il bagno e abbiamo pagato 25 € a notte per persona. Vi consiglio assolutamente questi appartamenti con 3/4 letti, se siete studenti, coppie o comunque persone giovani perché il prezzo è accessibile e il rapporto qualità prezzo è ottimo. Il bello del resort è che è situato proprio lungo la costa. Ciò significa che la spiaggia di sabbia dista circa 10 minuti a piedi da ogni dormitorio. Non abbiamo neanche fatto in tempo ad arrivare, che eravamo già diretti alla spiaggia.

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Ci sono due fattori però che mi hanno un po' disturbata rispetto alla spiaggia. Nonostante fosse perfetta, così come il clima e la brezza marina, l'acqua non era così cristallina come la immaginavo. Si potevano vedere fogli e pezzi di plastica tra le onde, insomma, rifiuti che noi esseri umani gettiamo incuranti dell'importanza della natura. Inoltre era occupata da una massa di turisti rumeni, ungheresi e dei Balcani (Montenegro, Bosnia, Serbia e Albania). Non ho nessun tipo di problema con queste persone, e so che il resort ospita persone da qualsiasi parte del mondo e che ognuno ha il diritto di alloggiare lì. Però, mi è mancato un po' ascoltare qualcuno che parlasse inglese e tedesco, o almeno, greco. La presenza di tutti quei turisti ha reso il Paralia Katerinis una specie di villaggio turistico balcanico, l'unico elemento speciale era il suo litorale. Per la cifra che abbiamo speso durante le vacanze avremmo dovuto alloggiare in un villaggio almeno 10 volte più civilizzato, pulito e speciale. Ciò non vuol dire che io sia rimasta delusa dalla Grecia, ma solo dal villaggio. Magari sono io il problema, ma questa location non mi ha stupita. Mi è mancata l'autenticità della Grecia: mi sono sentita immersa in una specie di melting pot di cittadini dell'Est Europa. Penso che ogni villaggio turistico sia così, affollato di turisti. In ogni caso io preferisco condividere le mie vacanze con persone da tutta l'Europa o da altri continenti, piuttosto che solo con turisti dei Balcani.

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Credo ci fosse uno staff addetto alla pulizia della spiaggia e del mare, o semplicemente le onde facevano sparire l'immondizia perché i giorni successivi l'acqua era stupenda. Sulla spiaggia c'erano bancherelle colorate di tutti i tipi: venditori ungheresi di ciambelle, commercianti africani e kebabbari turchi. Capitava spesso che in un'ora lo stesso venditore venisse da noi almeno 5/6 volte per cercare di venderci i suoi prodotti: orologi, dipinti, accessori per il bagno o bigiotteria. Insomma, la spiaggia era come un gigante bazar, vivace, affollato ed esotico.

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Nuotare nel mare, costruire castelli di sabbia, raccogliere le conchiglie sulla sabbia erano le attività che ci facevano staccare da tutto. Di sera, invece, uscivamo e mangiavamo "gyros" (piatto simile al kebab) con la salsa "tzatziki", a base di cetrioli, aglio e yogurt. Quella che abbiamo assaggiato a Paralia è stata la più deliziosa di tutte. Abbiamo anche provato l'insalata greca tradizionale e il "souvlaki" (spiedino di carne e verdure grigliate) con "pita" (pane greco) e "tzatziki". Oppure il "moussaka", una specie di parmigiana alle melanzane. Ogni piatto che ho appena citato ha origine dal Medio Oriente, dai paesi arabi, dalla Turchia e dalla Grecia.

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Di notte andavamo soprattutto in discoteca. Ce n'erano varie sulla spiaggia, tutte con musica e stili simili (soprattutto musica dei Balcani). I locali non ci hanno fatti impazzire, ma fare il bagno di notte nel mar Egeo, tutti vestiti, è stata un'esperienza indimenticabile! E non vorrei dimenticarmi dell'"Uozo", una bevanda greca tradizionale prodotta dall'anice, perfetta per fare degli shots.

Già che eravamo in Grecia non ci siamo potuti perdere Meteora e Salonicco! Meteora, dichiarata patrimonio dell'Unesco, è una località caratterizzata dalla presenza di numerose torri naturali di roccia sulle quali sono stati costruiti dei monasteri ortodossi. Essi sono raggiungibili tramite delle scale in muratura o scavate nella roccia e la vista dall'alto è spettacolare. Curiosamente, alcune di queste rocce compaiono dal nulla, creando un paesaggio bellissimo, ma un po' inquietante. 6 dei 24 monasteri sono ancora oggi abitati dai monaci, così, oltre ad essere una meta per turisti, Meteora è visitata anche dai pellegrini. La fermata successiva è stata il porto di Salonicco con la sua Torre Bianca. È quello più frequentato della Grecia. Qui si trovano moltissime rovine ed edifici antichi così come monumenti che vale la pena visitare.

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Per concludere, visitare Paralia Katerini, Meteora e Salonicco, spendendo poco, merita davvero. La prossima volta, però, preferirei andare ad Atene o all'isola di Creta!

Grazie per aver letto il mio articolo, Dora

(Se volete leggere qualche altro mio articolo, visitate il mio Blog!)

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