Advertise here

Hiroshima e il Museo della Pace

Tradotto da Giulia Avola — 3 anni fa

Testo originale di Grgo Petrov

È arrivato il momento di parlarvi del mio viaggio a Hiroshima e la visita al Museo della Pace costruito sul luogo in cui fu sganciata la bomba atomica 71 anni fa. Ero emozionato, proprio come gli altri che viaggiavano con me e di sicuro dopo aver lasciato il museo ho avuto parecchio su cui riflettere. Abbiamo passato un giorno e una notte a Hiroshima prima di spostarci in un altro posto. State per scoprire com'è stata la mia esperienza, come mi sono sentito e quali sono state le mie impressioni della città. Pronti? Partiamo!

Il viaggio in autobus da Osaka a Hiroshima

hiroshima-peace-memorial-museum-3a704cc3

Il viaggio ad Hiroshima è stato il 19º giorno del mio periodo all'estero. E il terzo giorno del campo estivo. Il viaggio è durato poco più di 6 ore prima di lasciare il bus ad Hiroshima. Ma durante l'andata ci siamo fermati varie volte, inclusa una per il pranzo (buffet) a Fukuyama. Potete vedere l'immagine di Google Maps qui sopra, con l'itinerario possibile. La distanza tra le due città è di circa 330 km e, senza fare pause, dovrebbero essere 4 ore e mezza. Tokyo, per esempio, si trova a circa 500 km da Osaka.

hiroshima-peace-memorial-museum-f472a540

La nostra stanza era più o meno così. Fonte.

Abbiamo dormito in un hotel con delle specie di stanze tradizionali con i materassi sul pavimento (che sono abbastanza comodi e spessi) e dei bagni un po' stretti e scomodi che hanno dato vari problemi a tutti noi più alti quando dovevamo sederci lì.

La sera prima, avevamo assistito a un festival di danza Bon organizzato in hotel come raduno sociale... ma ne parlerò meglio in un altro articolo. Qui sotto potete vedere la vista dal nostro hotel e il quartiere circostante.

hiroshima-peace-memorial-museum-a48670a6

La vista dalla finestra alle 5 del mattino. Ripensandoci, non ho idea di dove fossimo a Osaka, ma la posizione dello Yao Grand Hotel doveva essere questa.

Comunque, ci siamo dovuti alzare alle 5, ritrovarci nell'atrio verso le 5:30 e lasciare l'hotel alle 5:45. Avevano preparato tutti le valigie prima di andare a letto (quasi tutti... ) per evitare problemi la mattina. Abbiamo fatto colazione velocemente in hotel... o sull'autobus...non mi ricordo... Ricordo di essere stato uno dei primi a prendere posto per poter continuare a dormire o andare in letargo, ahah. Sono arrivati tutti in tempo all'autobus con i loro bagagli...beh, quasi tutti. C'è sempre quella persona che dimentica qualcosa, va nel panico, è sempre in ritardo e tutti sono arrabbiati e confusi per il ritardo.

In cammino, fermandosi varie volte

hiroshima-peace-memorial-museum-6b374983

Mi ricordo che lasciare Osaka è stata una bellissima esperienza, semplicemente osservare il paesaggio e tutti i grattacieli. Qualche volta mi è sembrato un po' freddo però, come se fosse una città fantasma, e non vorrei viverci. Che ne pensate? Date un'occhiata alla fotografia qui sopra fatta dal bus nella superstrada che attraversa la città (altro argomento che verrà affrontato, abbiate pazienza! ).

Fermarsi in varie aree di sosta lungo la strada e da Starbucks

Non sono sicuro di quante volte ci siamo fermati in effetti, almeno 3 prima del pranzo a Fukuyama, dato che il tragitto era parecchio lungo. Dato che non riuscivo più a dormire, mi sono seduto vicino ad un messicano per conoscerci meglio. Siamo subito diventati buoni amici e abbiamo parlato della nostra esperienza in Giappone fino a quel momento. E ovviamente di calcio ahah. Durante il viaggio in autobus si ha l'opportunità di parlare con altre persone e conoscersi meglio. Quindi fino ad Hiroshima ho cambiato posto a sedere molte altre vole per conoscere nuovi amici.

Ci siamo fermati in alcuni negozi e in un'aria di servizio per una sosta di circa 15 minuti. L'autobus era provvisto di cibo e bevande per tutti. Solo che nessuno voleva bere tè verde ahah.

Durante la pausa in un posto più grande (che aveva anche un mercato improvvisato ahah) abbiamo camminato tra i banchi cercando qualcosa da portare sull'autobus dato che i nostri Camp leader ci avevano detto che ci avrebbero rimborsato per le spese degli snack e altre cose. Facevano del loro meglio durante il soggiorno per farci sentire il più possibile a nostro agio e gliene sono davvero grato. Abbiamo anche trovato delle caramelle gratis e senza badare al gusto le abbiamo prese per non perdere l'occasione.

E l'ultima cosa da menzionare è Starbucks. Ora mi ricordo, siamo andati da Starbucks dopo aver lasciato Osaka per fare una prima o seconda colazione. Di nuovo ci hanno offerto il cibo. Personalmente, era la prima volta che entravo e che mangiavo/bevevo qualcosa da Starbucks. Non ne sono un fan e in Croazia non ce l'abbiamo dato che questo stile occidentale (o americano) di prendere il caffè da asporto da noi non si usa, più che altro ci si siede per ore con gli amici a chiacchierare. I croati che stanno leggendo il post capiranno perfettamente di cosa sto parlando.

Pranzo a Fukuyama

Non ricordo niente di interessante che valga la pena menzionare per il resto del viaggio. Il paesaggio intorno a noi era caratterizzato dalle colline e dalle foreste, a volte abbiamo visto il mare (l'oceano), ma principalmente colline, colline e colline. E quando ci stavamo avvicinando ad una città più grande, tutti hanno iniziato a gridare: "Hiroshima,! Hiroshima? Ci siamo! ", per poi tornare alle loro conversazioni. C'era un gioco che era diventato popolare nei sedili in fondo al bus. Proprio così. "Popolare - gioco - sedili in fondo" può significare solo qualcosa di stupido ahah. C'erano vari tunnel lungo la strada e qualcuno ha avuto l'idea di trattenere il respiro fino alla fine del tunnel. Dovevamo fare finta di fare immersioni.

Comunque, siamo arrivati a Fukuyama la seconda città più grande nella prefettura di Hiroshima con una popolazione di 465000 abitanti. Abbiamo passato un'ora in un hotel a pranzare, al buffet. Era davvero delizioso e amo l'idea di poter andare in giro e prendere quello che voglio. Ho cercato di provare più cose possibili perché era tutto ben preparato e molto buono e... chissà quando sarebbe stata la prossima volta che mi sarei goduto buon cibo (quasi) illimitato :D.

hiroshima-peace-memorial-museum-0d3a7792

Abbiamo anche avuto l'opportunità di vedere una coppia di giovani che si stavano prearando per sposarsi, abbiamo applaudito e festeggiato quando ci sono passati affianco ridendo. Grandioso. Si torna sul pullman. A questo punto ci restava un'ora per arrivare in centro a Hiroshima.

Arrivo ad Hiroshima

Dopo un'ora abbiamo finalmente visto i cartelli con il nome della nostra destinazione. Tutti si sono emozionati. Io stavo già prendendo le mie macchine fotografiche, soprattutto quella analogica, pronto ad usarle dato che non potevo perdere l'opportunità di documentare quello che avrei visto.

Potete anche immaginare che ognuno aveva queste sciocche domande come se ci sarebbe stato ancora il deserto dopo la Seconda Guerra Mondiale e se avremmo visto l'area priva di vita. Ovviamente no. Posso dirvi che chi visita Hiroshima senza un minimo di conoscenza previa della catastrofe accaduta durante la Seconda Guerra Mondiale non avrebbe idea di cosa è successo e non noterebbe nulla.

hiroshima-peace-memorial-museum-67b999dd

Hiroshima oggi è una città piuttosto moderna e piena di vita, quasi completamente ristrutturata dopo la tragedia del 1945 ed un bel posto in cui vivere. La città di Hiroshima è la più grande della regione di Chugoku e conta una popolazione di poco più di un milione di abitanti. Quindi potrebbe essere come la popolazione di Vienna, pochi di più rispetto a Zagabria.

Il nome della città significa "grande-isola" (hiro-shima) dato che la Hiroshima medievale fu costruita sull'immenso delta del fiume e molte isole. Se guardate la mappa noterete che ci sono ancora almeno 4-5 isole enormi tra la riva est e ovest del fiume Oota.

Un'altra domanda che mi è stata posta e che forse alcuni di voi stanno pensando è: non è pericoloso vivere lì o addirittura visitare la città per via delle radiazioni? La risposta è: no. Hiroshima e Nagasaki non sono come Chernobyl. La bomba atomica uccise migliaia di abitanti immediatamente e ne ferì decine di migliaia che morirono poco dopo a causa delle conseguenze dell'esplosione e delle radiazioni successive. Un'altra differenza è che le bombe esplosero nell'aria, mentre il reattore nucleare di Chernobyl aveva una perdita sotto terra. Di conseguenza, è stato possibile tornare ad abitare in entrambe le città giapponesi poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il reattore di Chernobyl era 200 o anche 400 volte più potente delle bombe ad Hiroshima e Nagasaki messe insieme a continua ad avere una perdita nel sottosuolo, cosa che rende inagibile il territorio circostante ancora per... un periodo molto molto lungo.

Quindi in pratica, non sono tornato dal Giappone con tre occhi e sei mani. È come vivere a Zagabria o a Vienna. Come potete notare nella foto qui sopra, non ci sono mutanti che camminano per strada.

In viaggio verso il Museo della Pace di Hiroshima

hiroshima-peace-memorial-museum-38d17a0a

hiroshima-peace-memorial-museum-954f2dd6

Fonte

Hiroshima - dove il presente incontra il passato. La prima foto è mia.

Non ho idea di dove fossimo esattamente nella città ed eravamo tutti impazienti di vedere i monumenti della città e uno dei simboli della distruzione avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale. E all'improvviso, mentre attraversavamo uno dei tanti ponti della città, abbiamo visto il rinomato A-bomb dome (la cupola della bomba) che è stato lasciato nelle condizioni originali come simbolo della triste tragedia e della catastrofe del passato, in memoria di tutte le vittime. Tutto quello che vedete nella foto qui sopra fu ridotto in cenere il 6 agosto 1945. Tutto eccetto i pochi edifici che sono resistiti, incluso l'esempio ovvio dell'A-bomb dome.

Questo punto dell'isola è davvero il cuore della città, effettivamente il progetto della Seconda Guerra Mondiale era proprio quello di sganciare la bomba nel centro di Hiroshima.

Abbiamo lasciato l'autobus sull'isola (in un angolo del punto più a nord) e abbiamo attraversato il ponte per arrivare alla cupola. Ero l'ultimo della fila dato che dovevo fermarmi ogni pochi metri per assicurarmi di documentare tutto. E sono piuttosto nervoso con la macchina fotografica analogica. Sono particolarmente orgoglioso della macchina fotografica analogica che avevo in Giappone, dato che ho avuto molta fortuna e sono riuscito a scattare molte belle fotografie che mi ricorderanno per sempre la mia avventura surreale in Giappone. Dovrei anche aggiungere che non lontano di qui c'è un castello ad Hiroshima, ma non lo sapevamo e non risultava neanche fra i luoghi da visitare lì. Se andate ad Hiroshima, potrebbe interessarvi.

A-bomb dome, o il Museo della Pace

hiroshima-peace-memorial-museum-64d9f70f

Questa è un'altra foto dell'A-bomb dome, anche conosciuto come il Museo della Pace o "Genbaku Dome", in giapponese. La bomba esplose a una distanza di 500 metri dall'edificio. A quanto pare la bomba non colpì esattamente l'obiettivo previsto - il ponte "T" situato vicino all'edificio. Quello che avevamo appena attraversato con il bus.

Ci siamo diretti poi verso l'edificio che era recintato e c'erano alcuni monumenti che parlavano di questo luogo storico e di quello che era successo qui. Queste spiegazioni erano scritte a volte in inglese o in altre lingue.

hiroshima-peace-memorial-museum-76752080

Fonte

hiroshima-peace-memorial-museum-787526de

hiroshima-peace-memorial-museum-2582d6d6

Abbiamo continuato a camminare fino al primo ponte che ci avrebbe riportato sull'altro lato dell'isola dove si trovava il Museo. Fortunatamente, l'intero percorso sul ponte passa attraversa il parco e si cammina all'ombra di alberi di tè, dato che l'estate in Giappone non è solo calda, ma anche piuttosto umida.

Il Museo della Pace dei Bambini

hiroshima-peace-memorial-museum-dc318494

Proprio dall'altra parte arriverete in una piazzetta con un grande monumento al centro. In cima a questo moderno monumento c'è la statua di un bambino con in mano un enorme origami a forma di gru. Penso che possiate già immaginare chi rappresenta questa statua. Quando mi trovavo lì non l'ho capito subito, perché bisogna osservare tutto quanto e a volte i dettagli sfuggono. La statua ovviamente rappresenta la giovane Sadako, uno dei simboli della lotta del dopoguerra.

La vera storia di Sadako Sasaki è conosciuta in tutto il mondo. Penso che molti di voi abbiano letto alle elementari il libro intitolato "Sadako wants to live / The Day of the Bomb" (in italiano: "Il gran sole di Hiroshima"), opera dello scrittore austriaco Karl Bruckner del 1961. È la storia della ragazza colpita dalle radiazioni dopo essere sopravvissuta all'esplosione della bomba atomica nel 1945 che credeva che se avesse creato 1000 origami a forma di gru, il suo desiderio di guarire sarebbe stato esaudito. Tuttavia, alla fine Sadako morì a 12 anni quando la sua salute iniziò a peggiorare, prima di terminare i mille origami. Morì a causa della leucemia. La storia di Sadako e la sua lotta per sopravvivere e avere una vita normale sono uno dei simboli delle vittime innocenti della guerra. Nelle scuole di tutto il mondo si legge la sua storia per promuovere la pace nel contesto educativo. Tornerò a parlare di Sadako quando descriverò la visita al Museo.

Attorno al monumento dedicato ai bambini innocenti noterete delle vetrinette o espositori chiusi con migliaia di origami a forma di gru. Ci sono molte vetrine di questo tipo qui attorno che contengono centinaia e centinaia di origami colorati a forma di gru. Sono stati creati dai bambini di tutto il mondo che poi li hanno mandati qui in memoria e in onore a tutti i bambini morti a causa della bomba atomica.

Anche noi abbiamo consegnato una grande quantità di origami a forma di gru fatti dai partecipanti al Camp. Il primo giorno del Camp (in cui io non c'ero... vi spiegherò perché in un altro articolo) sono stati organizzati un laboratorio e una gara di origami. L'obiettivo era farne il più possibile. I miei amici mi hanno detto che non sapevano a che cosa sarebbero serviti e pensavano che era solo parte del gioco. Ma adesso tutti erano orgogliosi e felici di contribuire a questa iniziativa e devo dire che avevano davvero fatto un ottimo lavoro.

Museo della Pace

hiroshima-peace-memorial-museum-4320c6c4

Dopo aver attraversato una piccola strada siamo arrivati a Heiwaikinen Park. Davanti ai vostri occhi avrete... beh, una vista simile a quella della foto. Si apre una zona completamente costruita nel 1954 dall'architetto Kenzou Tange.

La prima cosa che vedrete laggiù è un monumento chiamato the Peace Flame (la Fiamma della Pace) dove, se fate attenzione, vedrete una piccola fiamma che brucia! Questa fiamma brucia dal 1964 e non si spegnerà finché tutte le armi nucleari del mondo non saranno più usate e non costituiranno più una potenziale minaccia per il pianeta Terra e non potranno più causare catastrofi come quella che colpì il Giappone nel 1945.

L'intera area è abbastanza grande e aperta e nel centro si trova il Pond of Peace (il Lago della Pace), che si estende per 100 metri. Una volta superato c'erano tre sentieri che portavano al grande edificio dietro, il Museo della Pace. Anche il sentiero era lungo circa 100 metri e, ai suoi lati, era pieno di fiori e piante.

Alla fine del lago c'è un altro monumento - il Memorial Cenatoph (il Cenotafio Memoriale). È stato costruito in onore ai migliaia di coreani che morirorno durante il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki che erano stati portati lì come mano d'opera durante l'epoca del colonialismo giapponese. Secondo i dati, circa 45. 000 coreani morirono durante il bombardamento, cioè circa un decimo delle vittime totali in queste due città.

Siamo passati sotto l'edificio che si appoggia su molte colonne robuste e abbiamo trovato l'entrata per arrivare al piano di sopra. Ero davvero curioso di visitare la mostra e non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Una cosa è sicura: se visiti la mostra e cerchi di tornare indietro al 6 agosto 1945, molto probabilmente ne uscirai con una mentalità diversa.

La visita al Museo

All'inizio ci siamo riuniti tutti e abbiamo deciso di darci appuntamento circa un'ora dopo proprio dietro l'uscita del Museo. Abbiamo anche avuto la possibilità di avere delle audioguide in diverse lingue. Ovviamente ho preso quella in inglese. Poi ci hanno fatti entrare. Siamo saliti di qualche piano e siamo entrati nella sala.

La prima cosa che mi viene in mente adesso mentre scrivo questo articolo e, più in generale, quando qualcuno nomina il Museo è la riproduzione a dimensione naturale in una parte della sala di 2-3 persone alte circa un metro e cinquanta, forse una mamma con dei bambini, che bruciano, con i volti quasi irriconoscibili e la pelle che si stacca e si mescola al sangue, si incolla ai vestiti e cade dalle loro mani e dalla testa. La scena era piuttosto realistica con tutt'intorno macerie e macchie scure e i manichini che rappresentano le vittime che sono sopravvissute alla tragedia provocavano un forte impatto sui visitatori. Anche se avevo con me la mia macchina fotografica, pronta a scattare una foto, quando ho osservato la scena che avevo davanti agli occhi mi sono sentito terribilmente triste, angosciato e un po' nervoso e ho deciso di non fare foto a questa scena. In ogni caso metterò qui una foto, anche se non può trasmettere gli stessi sentimenti e le impressioni che provoca a chi la vede con i propri occhi con gli effetti speciali che ricreano i movimenti e il gocciolamento. Il merito va all'autore della foto.

hiroshima-peace-memorial-museum-08f83851

Non ricordo più precisamente l'ordine della mostra nelle 2-3 grandi sale di cui era composta, ma ricordo sempre alcuni elementi che mi tornano in mente quando ne parlo.

Il destino di Hiroshima nel 1945

Nel Museo abbiamo ricevuto in regalo un bel libro in ricordo dello Youth Camp in Giappone del Lions Club. Volevo tornare in Croazia per poi leggerlo completamente (con le fotografie e le storie esposte nel museo) in tutta tranquillità mentre riposavo in Dalmazia. Forse prima non mi ero particolarmente interessato (non più di qualsiasi altra persona) al bombardamento di Hiroshima, ma, dopo essere stato in Giappone, aver visitato il Museo e aver ormai instaurato una sorta di relazione speciale con questo paese e il suo popolo, mi sono davvero incuriosito e ho voluto saperne di più.

Ci sono alcune cose che prima ignoravo che vorrei condividere con voi.

  1. Quali altre città potevano potenzialmente essere bombardate con la bomba atomica?

    Alcune città potevano essere dei potenziali candidati. Queste erano: Hiroshima, Kokura, Niigata e Nagasaki. Uno si potrebbe chiedere perché Tokyo o Kyoto non erano comprese fra queste, sebbene fossero capitali culturali e storiche del paese. Questo perché la famiglia reale, compreso l'Imperatore, risiedeva sia a Kyoto (un'antica città) sia a Tokyo. Ucciderli avrebbe sicuramente avuto un impatto negativo sulla popolazione che probabilmente si sarebbe rifiutata di cooperare con gli Alleati durante l'occupazione del Giappone. Inoltre, volevano dimostrare la potenza delle armi per velocizzare la resa dell'esercito giapponese.

  2. Perché è stata scelta proprio Hiroshima?

    Stando alle relazioni, gli Alleati volevano sganciare una bomba al più presto in una delle quattro città. E la decisione finale fu presa in base alle condizioni meteo. Il giorno prima del bombardamento i piloti sorvolarono la zona attorno agli obiettivi per raccogliere informazioni riguardo al meteo. Scoprirono che il giorno seguente, il 6 agosto, il cielo sarebbe stato limpido sopra Hiroshima. In quel momento fu deciso il destino della città.

  3. Sarebbe stato possibile avvertire gli abitanti di Hiroshima?

    A quanto pare gli Alleati e gli scienziati discussero sulla possibilità di avvertire la popolazione locale prima dell'attacco. Questa discussione doveva rimanere segreta perché nessuna sapeva quali sarebbero state le conseguenze di questo tipo di bomba. C'erano lettere in cui il presidente affermava che si sarebbe dovuto avvertire Hiroshima. Alla fine però fu deciso di testare la bomba sulla città senza avvertire prima. La bomba esplose alle 8:15, ora locale.

  4. Altre conseguenze del bombardamento

    Dopo l'enorme fiammata e la distruzione della maggior parte della città si verificò un altro problema che provocò miseria e morte a Hiroshima. Non erano solo le radiazioni. Successivamente, il gigantesco fungo atomico di fumo e il fumo dell'incendio si unirono formando nuvole nere e una pioggia nera velenosa iniziò a scendere mettendo ulteriormente in pericolo la vita di esseri umani, animali e vegetazione.

  5. Qual è il numero esatto delle vittime e qual è il raggio colpito dalla tragedia?

    Per capirlo farò un confronto con quello che sarebbe potuto succedere nella mia città natale, Zagabria. Ci sono varie stime per quanto riguarda il numero delle vittime, ma si pensa che le persone che persero la vita nel 1945 furono circa 70. 000 (e quelle che morirono a causa delle conseguenze delle radiazioni e di altri problemi legati alla bomba si pensa che furono circa 14. 000). A quell'epoca Hiroshima era abitata da 310. 000 persona, quindi questo significa che quasi la metà dei cittadini fu spazzata via.

    Tutto ciò che si trovava nel raggio di un miglio (1, 6 km) fu completamente distrutto e fino a 3 miglia di distanza (5 km) tutto fu seriamente danneggiato o ridotto in macerie. Se faccio un confronto con Zagabria questo significa che sarei stato spazzato via mentre prendevo un caffè in via Tkalča con i miei amici in meno di un secondo se l'ipocentro dell'esplosione fosse stato il centro per studenti vicino alla Torre Cibona. Forse sarei riuscito a sfuggire al fuoco e alla morte se la bomba fosse esplosa nella piazza principale ban Jelačić e io stessi andando in bici lungo la sponda ovest del lago Jarun. È strano pensare come in un battibaleno tutto potrebbe sparire. E questa era la potenza delle armi nucleari di 70 anni fa...

Usare l'audioguida e le cuffie

hiroshima-peace-memorial-museum-06e768c5

Ho dimenticato di aggiungere che ogni oggetto esposto ha un numero accanto che si può digitare nell'audioguida per scoprire la singola storia di ogni elemento che potrete vedere. Ho cercato di ascoltare tutte le storie degli oggetti esposti perché secondo me erano interessanti.

Quello che ho apprezzato particolarmente e che secondo me è davvero impressionante (se c'era bisogno ancora una volta di impressionare i visitatori) è che la voce spesso leggeva delle registrazioni, a volte dei diari o delle relazioni dell'ospedale o di una famiglia se si parlava di uno dei suoi membri che aveva perso la vita. In questo modo si ha l'impressione di essere lì o che sia successo di recente e che adesso uno stia ascoltando un rapporto dettagliato.

Un paio di volte le storie terrificanti di come le persone scomparvero o morrirono soffrendo a causa delle ferite e delle radiazioni erano così forti e terribili da ascoltare da costringermi a togliermi le cuffie o a stoppare l'audioguida perché non poteva continuare ad ascoltare. Immediatamente mi immaginavo le storie che stavo ascoltando e mi sentivo male. Uh, mi sono appena ricordato una terribile storia terrificante su... no, ve la risparmio.

A volte le storie che sentivo sui sopravvissuti sembravano avere un lieto fine, ma alla fine la saluta delle persone peggiorava e morivano a causa di terribili problemi agli organi interni, tumori, ecc. Tutto questo non farà altro che rendervi pessimisti.

hiroshima-peace-memorial-museum-1870968b

Un'altra storia che mi ricordo riguarda un bambino di 3 o 4 anni che quel giorno aveva deciso di uscire con il suo piccolo triciclo. Sia lui sia il suo triciclo andarono a fuoco e lui rimase gravemente ustionato. Il bambino morì quella stessa sera e la sua famiglia decise di seppellirlo con il suo giocattolo preferito. Circa quarant'anni dopo suo padre ha recuperato il triciclo e lo ha donato al museo. Il merito della foto va al suo autore.

E come questa ci sono molte altre storie. Ho visto molte divise scolastiche a brandelli che resistettero all'esplosione mortale, ma i cui proprietari furono spazzati via in un secondo. Fra le divise scolastiche c'erano molte scatole per il pranzo e perfino il loro contenuto era come fossilizzato. C'era un'altra storia di bambini che morirono immediatamente proprio quando era stato detto loro di andare nei rifugi antiaerei e per questo, quando la bomba è stata sganciata, si trovavano in una zona aperta e furono ridotti in cenere.

hiroshima-peace-memorial-museum-5287a0ed

Un'altra storia da pelle d'oca riguarda la pietra dell'ingresso della banca Sumitomo. All'inizio sembra quasi noiosa perché, stando a quanto viene raccontato e a quanto si può vedere, tutto diventò bianco dopo l'esplosione. Tutto tranne una macchia scura. Si pensa che ci fosse una persona seduta sui gradini in attesa dell'apertura della banca. Lui o lei era seduta a circa 250 metri dall'ipocentro dell'esplosione della bomba. Quella persona perse la vita in men che non si dica. L'unica traccia della sua esistenza è l'ombra che è rimasta. I diritti della foto appartengono al suo autore.

A causa della sua potenza straordinaria, la bomba atomica "fossilizzò" perfino le ombre sul pavimento o sugli edifici. Ci sono anche molte grandi fotografie che mostrano le condizioni in cui verteva la città e questo particolare fenomeno. E c'erano molte foto dei corpi umani di sopravvissuti all'esplosione che però avevano avuto gravi conseguenze. Non pubblicherò queste foto, così come le foto delle parti del corpo che mutarono e causarono grandi sofferenze ai loro proprietari.

hiroshima-peace-memorial-museum-6d63d906

Personalmente, dopo aver ascoltato, visto e letto tutto questo, ritengo che sarebbe stato meglio sparire senza neanche rendersene conto piuttosto che soffrire a causa di queste terribili lesioni.

hiroshima-peace-memorial-museum-665dd36b

Un'altra cosa interessante da vedere era la mostra degli oggetti e manufatti che resistettero all'esplosione e all'incendio successivo, ma che furono completamente deformati. Nella foto potete vedere delle tegole deformate che sembrano quasi plastilina per bambini. Abbiamo anche avuto la possibilità di toccare alcuni di questi oggetti ed è stato davvero strano. Erano un punto di incontro fra presente e passato. 71 anni prima sarei stato ridotto in cenere e tutta la zona sarebbe stata trasformata in un inferno.

Sinceramente, ci sono così tante cose da dire sul Museo e su questa tragedia che vi consiglio di prendere qualche libro e di approfondire il tema. Vorrei ancora parlare di alcune cose che mi sono rimaste impresse.

Come potete vedere nella foto precedente, in una sala c'era anche un enorme modello della città di Hiroshima e della zona dell'epicentro della bomba atomica. C'erano molti pannelli informativi, tuttavia credo che potrebbero aggiungerne altri. In un'altra sala c'era una copia di "Little boy" (la bomba atomica) e un cartello per spiegare la struttura della bomba e i sui effetti.

Il museo era pieno di visitatori e c'erano molti Occidentali.

hiroshima-peace-memorial-museum-4eea0b4d

Bene, non mi resta che parlare della parte della sala dedicata a Sadako Sadaki. Qui potete trovare i suoi diari personali, i suoi giocattoli e i suoi origami conservati in un espositore di vetro. Purtroppo, quando ho scattato questa foto, non mi sono reso conto che non era molto nitida, scusatemi (odio la fotocamera Android, sul serio! ). Partendo dalla storia e dal libro, ho sempre immaginato che le gru fatte di origami fossero molto più grandi. Ma quelle che potete vedere nella foto sono circa uguali alla realtà e non sono più lunghe di 3-4, massimo 5 centimetri.

Interviste con i sopravvissuti

L'ultima sala che abbiamo visitato prima di tornare verso il bus era una stanza con molti schermi dove si poteva scegliere di ascoltare il racconto di una specifica persona sulla sua esperienza nel 1945. C'era un grande libro stampato con l'elenco dei nomi dei sopravvissuti e delle vittime. All'inizio non volevo saperne più niente di tutto ciò che riguardava il bombardamento, ma alla fine le interviste hanno attirato la mia attenzione.

Abbiamo passato 20 minuti a guardare diversi sopravvissuti che raccontavano la loro storia. C'erano sottotitoli in inglese e in altre lingue. Ogni storia è unica e, fortunatamente, tutti i sopravvissuti non soffrivano di alcuna malattia, a parte l'essere perseguiti dai terribili ricordi della loro infanzia.

Solo ricordo le storie di due anziani che sopravvissero al bombardamento, uno mentre era a scuola con i suoi amici e l'altro in casa sua. Uno raccontava che frequentava i primi anni della scuola primaria e che il 6 agosto era una bella giornata con il cielo scoperto. Era in classe. I suoi amici e lui stavano guardando dalle finestre e ricorda di aver udito il rumore degli aeroplani degli Alleati per l'ultima volta. Anche quel mattino sentirono un boato molto forte, ma non era niente di diverso dagli altri giorni. L'ultima cosa che ricorda è di aver visto una palla di fuoco nell'aria e... di essersi svegliato più tardi fra le macerie. Aveva avuto la fortuna di cadere dietro a muri e tavoli e così evitare di essere colpito in pieno dall'esplosione e salvarsi. Più tardi venne a sapere che su 25-30 bambini, solo pochi sono sopravvissuti.

Un'altra signora raccontava che si trovava con qualcun'altro nella cantina della casa della sua famiglia per cercare qualcosa quando sentirono l'esplosione. La parte superiore della casa scomparve nel nulla, così come chi c'era dentro. La cantina le aveva salvato la vita.

Insomma, vale davvero la pena di visitare questo museo! Spero di avere la possibilità di tornarci un giorno, ma se succederà, probabilmente sarà fra alcuni decenni, magari alla fine del XXI secolo, ahahah! Non posso credere che ci siano persone che hanno visitato il museo e sono rimaste completamente indifferenti o che non si sono interessate per niente. Il museo è molto famoso ed è visitato ogni giorno. Inoltre ogni anno, davanti al museo, dietro al Lago della Pace, il 6 agosto alle 8:15, si svolge una Cerimonia della Pace che attira migliaia di persone su quest'isola e in questo parco. Oggi i giapponesi si oppongono fermamente alla guerra o a qualsiasi tipo di violenza nel mondo e non ho mai notato che qualcuno odiasse l'Occidente, in particolare gli Stati Uniti. Qualcosa è successo in passato, ma hanno imparato ad adattarsi e a vivere normalmente, nonostante tutto. Purtroppo non posso dire la stessa cosa del mio paese.

Notte in hotel, dibattito sulla pace e presentazione per paesi

hiroshima-peace-memorial-museum-9f4f91b1

Quando ci siamo riuniti ci sentivamo tutti tristi, indifferenti o strani e siamo andati verso il bus che ci stava aspettando davanti all'edificio. Mentre uscivo ho visto un tavolo con alcuni timbri e un libro per gli ospiti dove ho firmato e ho timbrato il volantino del museo. C'era un enorme libro e alcuni altri dove si poteva firmare contro l'uso delle armi nucleari nel mondo. Non ricordo se li ho firmati (probabilmente sì), dato che, ancora una volta, ero l'ultimo del gruppo e mi sono affrettato per raggiungere gli altri.

Siamo arrivati al nuovo hotel che sembrava piuttosto grande ed era circondato dai grattacieli. Questo era il secondo hotel in cui andavo con il Camp ed era molto diverso da quello dove avevamo dormito a Osaka. Qui avevamo delle stanze private e ho apprezzato molto questo aspetto. La stanza era molto accogliente e avevo una vista abbastanza bella sul paesaggio urbano, sugli altri edifici e grattacieli. Il tipico panorama di una grande città giapponese! Ho preso tutti gli omaggi gratis per i clienti che potevo e ho caricato qualche foto su internet. La stanza dove ho passato la notte aveva un bagno privato e un tavolo. Il letto era molto comodo, aveva molti cuscini e un buon materasso. Ho perfino ricevuto un "kimono" bianco da usare come pigiama che ho deciso di indossare per dormire. Alla fine, perché no?

Dopo la cena servita al primo piano, che ancora una volta prevedeva un buffet ed era piuttosto buona, ci siamo ritrovati in una grande stanza dove siamo stati divisi in gruppi per colore (io ero il rosa! ). Ci hanno dato 10 minuti per preparare una risposta a tre domande che riguardavano la pace nel mondo: qual era la nostra opinione personale, cosa si poteva fare al riguardo e che cosa pensavamo delle guerre e dell'uso delle armi nucleari ecc. Non volevo essere il "portavoce" del gruppo, quindi abbiamo convinto il mio amico della Repubblica Ceca ad assumersi questo ruolo.

Dopo questo breve dibattito e molte risate, per circa un'ora abbiamo fatto delle presentazioni per paesi. Alcuni amici hanno mostrato la presentazione sul loro paese su uno schermo. Alcuni hanno perfino indossato un vestito tipico e ci hanno offerto dolci o regali come souvenir. Mi piace sempre ascoltare gli altri e imparare qualcosa di nuovo. Due giorni dopo, di nuovo a Osaka, sarebbe toccato anche a me. Ma ve ne parlerò in un'altra occasione.

Il giorno successivo siamo andati a visitare un bellissimo luogo vicino a Hiroshima e nel pomeriggio siamo tornati a Osaka.

Grazie per aver letto questo post!

Galleria foto



Lascia un commento riguardo questo luogo!

Conosci Museo della Pace di Hiroshima? Condividi la tua opinione su questo luogo.

Lascia un commento riguardo questo luogo!

Altri luoghi in questa città


Non hai un account? Registrati.

Aspetta un attimo, per favore

Girando la manovella!