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La città delle due epoche - Atene

Pubblicato da Antonio Coccaro — 2 anni fa

0 Tags: Esperienze Erasmus Atene, Atene, Grecia


Continuando il mio viaggio post Erasmus, dopo aver visitato la bellissima Istanbul è il turno di Atene. Cambia la città ma le aspettative restano le stesse, Atene è una delle poche città che può vantare una storia ed una cultura secolare che è si è mantenuta nel tempo.

Trasporti ..

Arrivo ad Atene il 4 Luglio, dopo un viaggio di circa ora con la compagnia Pegasus. Ho pagato il bigleitto 45€ da Istanbul.

Dopo essermi precedentemente informato sui vari collegamenti Aeroporto-centro, vado diretto alla biglietteria per comprare il biglietto del treno/metropolitana per raggiungere, in primis il mio alloggio. Il treno è sicuramente il mezzo di trasporto pubblico più veloce, non il più economico. Il biglietto per una singola corsa Aeroporto-centro costa 10 euro, uno dei più cari d'Europa. Io ho fatto il biglietto valido per tre giorni per qualsiasi tratta al costo di 22€, credo sia la soluzione ideale visto che la sola corsa di andata e ritorno costa 20 euro. Credo ci fossero anche degli sconti per gli studenti, ma non sono riuscito a farmi ben capire in biglietteria, quindi ho pagato prezzo pieno.

Alloggio ..

Dopo un'oretta di Bus arrivo a Piazza Vittoria, la camera che ho prenotato su AirBnb dista appena 100 metri dalla fermata della metro. Ho pernottato per 3 notti pagando 70 euro circa, poco più di 20 euro a notte. (Petaluda House 4 in the centre of Athens)

La casa molto grande, erano composta da 4 stanza, tutte e quattro affittabili, due bagni in comune e una cucina dove la mattina veniva servita un abbondante colazione dai due proprietari di casa.

Dove cenare .. o pranzare

La prima sera appunto, dove essermi liberato dei bagagli (zainetto) cerco un posticino vicino per andare a mangiare qualcosa e mi imbatto, a pochi metri dal mio alloggio, quindi vicinissimo a piazza della Victoria in un ristorantino di pesce con pochi coperti, “ Ouzeri tou Laki “. Entro, la cameriera gentilissima mi fa accomodare in un tavolo a mia scelta, non c'è quasi ancora nessuno visto l'orario. Mi porta il menu' e mi spiega che potevo andare nella vetrina vicino al bancone a scegliere il pesce che era esposto e chiederle di cucinarlo a mio piacimento, fritto, alla griglia, al forno ecc. Dopo un paio di minuti assalito dall'imbarazzo della scelta, decido di ordinare delle alici fritte con una specie di purea di patate lesse con cipolla e prezzemolo. Pane e acqua offerti dalla casa, termino la mia cena pagando il conto di 12 € e torno a casa per preparare l'itinerario del giorno seguente.

Urban Free Tour Of Athens

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Giorni prima mi ero imbattuto, su facebook, su un tour gratuito della città, quindi, spinto dalla curiosità di non averne mai provato uno e dal fatto che forse sarebbe stato meglio affidarmi ad una guida per fare un giro della città contatto, direttamente dal sito di cui si trova l'indirizzo sulla loro pagina, Urban Free Tours. I ragazzi, che conoscerò il giorno dopo, mi rispondono prontamente dandomi appuntamento l'indomani alle 9 nella piazza della Cattedrale Metropolitana di Atene.

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La mattina seguente, sveglia alle 7.30, colazione, e mi incammino verso il luogo dell'appuntamento. Alle 8.30/9 la città è già in pieno fermento, negozi tutti aperti, e sopratutto mercatini per le strade già pieni di persone, il caldo inizia già a farsi sentire, consigliato un cappellino e immancabile una bottiglietta d'acqua sempre a portata di mano. Arrivato leggermente prima dell'orario previsto, nell'attesa, faccio un giretto nella cattedrale.

Nella piazza, proprio di fronte alla chiesa, si erge la statua dell' “ Archbishop Damaskinos “, arcivescovo di Atene, fu un leader spirituale molto influente ed importante per la città, cosi come per tutta la grecia. La Guida ci ha anche raccontato che ebbe un ruolo fondamentale nel dare rifugio a molti ebrei durante le persecuzioni naziste.

Passati circa cinque/dieci minuti incontro il resto del gruppo, e la guida (Vasilis), e può avere, finalmente, inizio il nostro tour.

Vasilis, vero e proprio pozzo di storia, ci inizia a parlare per prima cosa della storia della cattedrale, più volte distrutta e ricostruita nel corso del tempo e come già detto prima la storia dell'arcivescovo. Poi ci incamminiamo nel vero e proprio centro di Atene, attraversiamo i mercatini di piazza Monastiriaki,

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la plaka, e arriviamo davanti l'antica biblioteca, ci fermiamo ad osservarla da fuori senza pagare il biglietto, e qui, come in tutti i monumenti Vasilis inizia la sua piacevolissima “Filippica” sulla storia della bioblioteca e tutto il resto. Nel frattempo, lungo la strada, ci indica posti dove andare a mangiare o dove fare un semplice aperitivo, ricordo Falafellas su tutti, posto che proverò il giorno seguente.

Dalla biblioteca dopo un decina di minuti a piedi arriviamo al palazzo del Parlamento

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, dove, proprio in quel momento si sta svolgendo il cambio della guardia. Molto simile al più celebre cambio della guardia nel palazzo reale di Londra, qui è abbastanza simile, cambiano di poco gli indumenti ed il tipo di camminata delle guardie.

Nella piazza di fronte il parlamento (Piazza Syntagma) è in atto una protesta, Vasilis ci spiegherà che non è raro imbattersi in proteste proprio sotto il palazzo del governo, anzi, sono quasi all'ordine del giorno.

Dal palazzo del parlamento, bello, ma neanche tanto appariscente come altri, tanto per far un nome Budapest e Bucarest, si presenta ordinato senza particolari accorgimenti architettonici che ne mettono in risalto una particolare bellezza.

Dal parlamento ci addentriamo nel Giardino Nazionale,

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devo dire davvero bellissimo, è un grande parco dove al suo interno si può trovare una vegetazione davvero variegata. Vasilis, anche qui ci riempie la testa di storie davvero appassionanti riguardanti il giardino, per quanto strane, sembrano un mix tra verità e leggenda, su tutte ricordo quella della scimmia che morse il Re (di cui non ricordo il nome), a seguiti di un infezione il suddetto re perse il braccio e da li dopo una serie di peripezie la Grecia uscì vittoriosa da una guerra, se non ricordo male, quella di Maratona.

In una delle uscite del parco si arriva davanti il palazzo del primo ministro, Tspipras, dove anche qui assistiamo al cambio della guardia, devo dire molto più bello e particolare di quello del Parlamento.

A un centinaio di metri dal palazzo del primo ministro si arriva al Panathenaic Stadium (Stadio Kallimarmaro), importantissimo nella storia, fu teatro dei giochi panatenaici nell'antica grecia, poteva ospitare fino a cinquantamila persone.

Quando la Grecia ha vinto l'europeo nel 2004, lo stadio si è prestato per la cerimonia dei festeggiamenti, ha inoltre ospitato la finale di tiro con l'arco delle ultime olimpiadi ad Atene ed anche l'arrivo della Maratona.

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Superato lo stadio, e fatto rifornimento di acqua, c'erano 38°, proseguiamo il nostro tour alla volta dello Zappeion, non ricordo bene cosa fosse, ricordo che era la struttura era a forma semicircolare aperta all'interno. Attualmente è utilizzata per delle mostre o altri tipi di eventi, quel giorno c'era una specie di fiera del vino, e pagando un biglietto si potevano degustare diversi tipi di vini locali.

Dallo Zappeion

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, un po' di strada e si arriva al tempio di Zeus Olimpo, anche qui ci siamo limitati a vederlo da fuori, il tutto è recintato da una recinzione perimetrale che costringe i turisti più curiosi a pagare il biglietto d'ingresso.

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Oltre al fatto che non avrebbe avuto molto senso pagare per entrare visto che il tempio è ben visibile anche da fuori, non avevamo molto tempo e ci rimaneva ancora l'acropoli da vedere e non era neanche facilmente raggiungibile vista la posizione. Passiamo sotto l'arco di Adriano, struttura per età Greca e metà Romana e arriviamo sulla strada che ci avrebbe portato all'acropoli. Proprio all'inizio della via c'è la prima biglietteria con il primo ingresso all'acropoli, per chi volesse raggiungerla tramite il percorso antico, mentre proseguendo lungo la strada, credo almeno 1 chilometro in salita si arriva all'altra biglietteria che affianca l'altro ingresso che da accesso direttamente sull'acropoli. Sulla strada che collega i due ingressi troviamo sulla sinistra il Museo dell'acropoli, e sulla destra, prima di arrivare in cima, il Teatro di Dioniso, ancora oggi aperto per dare luogo ad eventi musicali di massimo spessore in atmosfera davvero incantevole. Purtroppo non accessibile a tutti visti gli elevati costi dei biglietti ed il numero ridotto di posti a sedere. 

Vicino alla biglietteria ci siamo imbattuti nella collina dell'Aeropago, una piccolissima collina raggiungibile attraverso una ventina di scale che cade a strapiombo sulla città. Questa offre una vista stupenda dell'intera città, con il parco Filopappou sottostanze, e l'imponente collina del Licabetto che si erge sulla destra. Alle spalle della collina si erge l'acropoli, con il Partenone, che occupa la parte più altra della collina, a dominare la città.

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Scendiamo dalla collina, Vasilis, ci comunica che il nostro tour è giunto al termine, e ci consiglia di visitare per conto nostro l'acropoli, o nelle prime ore del mattino, oppure le tardo pomeriggio, in quel momento erano le 12.30 quindi sarebbe stato davvero improponibile rimanere due ore sotto quel sole cocente. Arrivati ai saluti, all'unisono abbiamo ringraziato Vasilis, e gli abbiamo lasciato, ad offerta libera qualcosa per ringraziarlo della bellissima mattinata, chi 5 euro, chi 10 euro e chi 20.

Vasilis, ringraziandoci a sua volta, ci invita a mangiare un qualcosa di tipico in una tavernetta (un ristorantino proprio ai piedi dell'acropoli), su una scalinata, molto riservato, che sfugge, data la sua posizione, all'occhio del turista comune. Qui ci siamo fermati a mangiare di tutto il gruppo, solo in 4, abbiamo assaggiato il tsaziki come antipasto, davvero molto buono, e la moussaka

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, questa davvero deliziosa e senza eguali. Alla fine del pranzo, anche qui pane e acqua offerti dalla casa, paghiamo il conto 21 € per due persone e andiamo via.

Continuiamo, a questo punto, autonomamente il nostro tour io e un ragazzo Egiziano, che viveva e lavorava a Washington, conosciuto la mattina stessa, e facente parte anche lui del gruppo guidato. Facciamo un giro senza meta, ripassiamo per i mercatini dell'usato in piazza Monastiriaki, un altro giro tra le stradine della plaka, e decidiamo ad un certo punto di andare a riposarci a casa, visto l'eccessivo caldo, dopo aver assaggiato qualche caramella nel negozio “ Hansel e Gretel “

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proprio affianco all'Hard Rock di Atene.

Prendo la metropolitana a Monastririaki, arrivo a piazza Vittoria e sono a casa, davvero stremato, dopo le cinque ora del tour a piedi.

Prendo un po' di frutta dal fruttivendolo sotto casa e dopo aver riposato un paio di ore, ceno e sono di nuovo fuori direzione Licabetto, la collina sopracitata per godermi il bellissimo tramonto.

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La cima della collina credo sia il punto più alto della città, ci si può rendere subito conto, una volta arrivati su. La strada per arrivare è pressochè un sentiero, in prossimità della cima anche molto ripito, non per gente poco allenata, e soprattutto non da affrontare nelle ore più calde.

Arrivati in cima, la prima cosa che vi troverete di fronte e la chiesa di Santo Isidoro, una chiesa Greco-ortodossa, tanto piccina quanto carina. Poco più giù c'è il ristorante “Orizontes” l'ideale per un aperitivo nell'attesa del tramonto. Ancora più che dalla collina sotto l'acropoli, qui la vista è davvero mozza fiato,

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avrete tutta Atene ai vostri piedi, bellissima anche la vista sul mare e salta all'occhio anche qualche isola. Sono arrivato in cima alle 18.30, il tramonto ci sarebbe stato alle 20.30 quindi ho aspettato li, seduto, su un gradino, per due ore, guardando tutto il paesaggio che mi si apriva attorno. Più si avvicinava il tramonto, più il Licabetto si riempiva di persone, fino ad essere quasi strapieno, durante il tramonto stesso. Verso le 20 c'è stato anche l'ammainamento della bandiera della Grecia, posta proprio di fronte la chiesa, due militari sono arrivati e l'hanno tirata giù, riponendola con cura.

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Finito il tramonto, scendo in un decimo del tempo che avevo impiegato a salire e torno a casa, dove ceno solo con frutta e latte e mi metto a letto sapendo di dovermi svegliare presto il giorno seguente.

Acropoli ..

Mi sveglio presto, direzione Acropoli, so che dovrò arrivare in un orario accettabile, possibilmente prima delle 10, per evitare la troppa fila e il troppo caldo.

Arrivo alle 10 in punto e mi metto in fila per il biglietto, Vasilis, il giorno prima ci aveva detto che il prezzo per l'ingresso è di 20€, arriva il mio turno, chiedo se ci sono sconti per gli studenti, e il bigliettaio, dopo avermi chiesto il libretto da studente, mi consegna il biglietto con scritto “ 0 € “, che felicità, per gli studenti europei l'ingresso è addirittura gratuito.

Entrato nell'acropoli, da subito ci si rende conto della bellezza di queste opera d'arte, conservate davvero egregiamente nel tempo.

La prima opera è l'Odeo di Erode Attico

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, un bellissimo anfiteatro, conservato in tutto il suo splendore. Preoseguendo per le scale

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, affollatissime, è impossibile cercare di fare una foto senza qualcuno attorno, si arriva nella vera e proprio Acropoli, dove su tutti spicca all'occhio il Partenone, il tempio Greco più famoso ed antico dedicato alla Dea Atena. Il tempio, purtroppo, come potrete ben capire se farete un salto anche nel Museo dell'acropoli, ha subito diverse manomissione, oltre alla naturale usura dovuta al trascorrere del tempo, il tempio è stato anche sede di numerosi saccheggi e smantellamenti che hanno ridotto la sua struttura all'osso.

Al momento è in una fase di accurata ristrutturazione, si può ben vedere che vengono inseriti dei pezzi di pietra o marmo, più bianchi rispetto al colore naturale del tempio, proprio nei posti dove mancano, in modo da evitare cedimenti strutturali. Lungo l'acropoli sono posizionate delle fontanelle dov'è possibile rinfrescarsi e bagnarsi la testa all'occorrenza data la temperatura davvero alta. Davanti al Partenone

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si rimane davvero affascinati dalla sua bellezza e allo stesso tempo grandezza, troviamo anche una specie di terrazzina dov'è posta la bandiera della grecia e dalla quale si può ammirare, anche da qui, l'intera città. Andando avanti ci si imbatte nell' Erechtion, un altro santuario dedicato alla Dea Atena, di dimesioni ridotte rispetto al Partenone ma ugualmente appariscente.

Museo dell'acropoli

Finita la visita dell'acropoli, dopo una ventina di foto di rito, scendo a valle, alla volta del Museo dell'acropoli. Struttura nuovissima, aperta solamente 8 anni fa, nel 2009 è la sede di tutti i reperti rinvenuti nell'acropoli. Fila praticamente assente, anche qui gli studenti europei entrano gratis, il biglietto senza riduzione invece ha il costo di 5 euro. Il museo, se non sbaglio, ha tre piani, il piano terra, quello della biglietteria, dove sono esposte solo una quantità ridotta di ritrovamenti, per lo più vasi, il primo piano, quello più fornito, qui si trovano un'infinità di statue greche, o anche solo pezzi di statue il più delle volte. In un ala del primo piano ci sono anche dei video illustrativi che spiegano tutto il lavoro di restauro e conservazione che c'è dietro queste sculture.

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La pulizia avviene tramite raggi laser che eliminano le incrostazioni o eventuali muffe. Lungo tutto il museo, in diversi punti strategici, ci sono diversi Archeologi messi a disposizione delle persone, per qualsiasi tipo di domanda inerente alle opere.

Oltre alle tante sculture, ci sono anche utensile dell'epoca greca, cosi come anche una collezione di monete d'oro.

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Al piano superiore, apparentemente vuoto, c'è una sala relax che offre una vista completa sull'acropoli, un ala con il bar e una stanza con un televisore enorme che spiega tutta la storia del Partenone sia in inglese che in greco, dal giorno della sua costruzione fino ad oggi, tutte le sue fasi e le sue modifiche subite nel tempo. Il video dura una decina di minuti e consigli vivamente di vederlo per apprezzare meglio quello che avete visto nell'acropoli. Sempre sullo stesso piano c'è un ala dove sono presenti delle illustrazioni riguardanti le attrezzature utilizzate durante la costruzione di tempi, è presente anche una ricostruzione lego dell'intera Acropoli.

Finito il giro del museo, l'uscita è al piano terra e costeggia lo shop del museo dove è possibile acquistare qualche souvenir non proprio a buon prezzo.

Arrivato l'ora di pranzo, deciso di ascoltare il consiglio di Vasilis, del giorno precedente, e vado a prendere un panino da “Falafellas”, lo dice il nome stesso, famoso per i suoi falafel, sarà stato un po' il caldo, un po' anche l'enorme panino che mi sono preso ma non credo che questo pranzo sarà, per me, un ricordo indelebile. Niente di che, c'è di meglio, molto meglio. Altro posto di cui ho sentito ben parlare è una piccola locanda, per pranzo, dove sembra di tornare indietro nel tempo, purtroppo non ho avuto il tempo di provarla, se volete avventurarvi al posto mio si chiama “ Diporto”.

Finito di pranzare, come il giorno prima, arrivo in piazza Monastiriaki per riprendere la Metro. Arrivato a casa, consueto pisolino e mi preparo per riuscire per un aperitivo. Sono ancora due i posti che avevo intenzione di visitare, uno è il quartiere anarchico ed universitario Exarchia e l'altro è Brettos

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, un bar famosissimo e antico di Atene, proprio nel centro della plaka. Passo prima per il quartiere, leggermente intimorito, pensavo potesse essere pericoloso, ma una volta dentro, non essendome neanche reso conto, mi trovo ritrovo in una piazza piena di studenti seduti, intenti a parlare e/o a bere qualcosa, le pareti di tutti i muri che circondano la piazza sono interamente ricoperti di Murales e ci sono un miriade di Bar, anche molto carini, proprio sulla piazza, niente di strano rispetto al resto della città, sicuramente più pieno di colori e con un tocco di originalità in più.

Dopo una mezz'oretta a piedi mi ritrovo una altra volta nella placa, ancora più bella di sera, piena di luci, negozietti di tutti i tipi, turisti e ristorantini dappertutto. Io proseguo lungo la strada fino ad arrivare da Brettos

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, il locale, proprio come mi aspettavo è qualcosa di incantevole, piccolissimo, solo pochi posti a sedere, ma un' orchestra di colori stupenda. Menù alla mano, si può apprezzare la vastità di liquori che si possono assaggiare, in una delle pareti ci sono delle botti vecchissime, dove tengono ad invecchiare i vari liquori. I nell'imbarazzo della scelta sono finito per ordinare una birra locale, non il massimo dell'originalità, ma fortunatamente era davvero buona.

Consumata anche la mia birra, esco e continuo la mia passeggiata solitaria lungo le strade della plaka, è davvero un piacere anche solo passeggiare, dopo un'oretta passata cosi, senza meta e senza neanche cenare, stanco torno a casa.

Fine ..

Il giorno seguente ho il volo alle presto, alle 7, fortunatamente la metro apre abbastanza presto, 5.30 quella direzione aeroporto, quindi sempre da piazza Victoria, prendo il mio treno e in un ora arrivo all'aeroporto. Atene è davvero una città affascinante, riesce a trasmettere come poche città al momento la sua storia centenaria.

I suoi colori, il caldo, il cibo stesso rende davvero piacevole il soggiorno, vado via con l'unico rammarico di non aver visitato nessuna delle isole, saranno la metà del prossimo viaggio in grecia.

Kalisperaa

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