Paura di viaggiare da soli?

Oggi darò alcuni consigli a quegli/lle avventurieri/e che vogliano lanciarsi nell’esperienza di viaggiare da soli. Approfitto perciò di questo blog per aiutarvi come posso.

Il primo consiglio è: non aver paura di avere paura. È normale che, la prima volta che viaggi da solo, tu possa pensare: “come ho fatto ad avere un’idea del genere?” e la prima reazione è quella di buttarsi dall’aereo in volo. È assolutamente normale, è quello che è successo a me la prima volta che sono andato in Turchia! Ricordo solo che ero già sull’aereo, nell’aeroporto di Barajas, sul punto di decollare verso Istanbul e di non riuscire a pensare ad altro che avrei fatto meglio a starmene tranquillo in casa con i miei amici e la mia famiglia.

Però beh, è normale aver paura la prima volta che si esce dalla cosiddetta “comfort zone”, quella in cui ci sentiamo al sicuro, comodi, dove conosciamo tutto ciò che è intorno a noi: al di fuori di questa zona, il mondo ci appare sconosciuto.

Questo ci porta al secondo consiglio: viaggiare da soli ci obbliga necessariamente ad uscire dalla nostra comfort zone. È una sfida che può portare molte soddisfazioni alla persona disposta ad uscire da questa comfort zone, poiché gli/le darà la possibilità di conoscere i propri limiti, esplorare nuovi luoghi e culture, fino a rendersi conto che il mondo sconosciuto, che un tempo temeva, è un mondo meraviglioso.

Il terzo consiglio che voglio darvi è: non fatevi influenzare troppo dalla cattiva reputazione che i media attribuiscono a determinati Paesi e città. Mi spiego meglio: nel mio caso specifico, posso portare l’esempio di Istanbul, in Turchia. Prima di partire, alcuni amici non facevano che ripetermi che ero un pazzo ad andare lì, che il Paese è in guerra, che sarei saltato in aria con una bomba, ecc… Oggigiorno, con quei disgraziati dell’ISIS nessuna città può considerarsi sicura, in nessun posto nel mondo. Sì, magari alcune più di altre. Nel caso della Turchia ci sono zone in cui è raccomandabile non andare, come ad esempio i territori al confine con Siria e Iraq, che sono i più esposti ai conflitti. Istanbul e le zone migliori della Turchia si trovano, invece, nella punta opposta del Paese. Vero è che ci sono stati attentati anche lì, però come la mettiamo con quelli di Parigi? E Bruxelles? E quelli che sono avvenuti a Londra o a Madrid? Se cominciamo ad aver paura di ogni cosa, finiremo col non uscire di casa per paura che ci investano sulla strada.

Vero anche che ci sono determinati Paesi in cui non è consigliabile recarsi in nessuna circostanza, come Siria, Iraq, Afganistan ed altri, che si trovano in situazione di conflitto costante.

Per avere più informazioni sulla situazione dei vari paesi, potete visitare la pagina del Ministero degli Esteri, in cui troverete informazioni dettagliate sui vari paesi del mondo, oltre che consigli per il turista.

Al giorno d’oggi, esistono varie applicazioni e blog su internet tramite cui potersi informare in merito ai luoghi che si vogliono visitare.

Come quarto consiglio vi suggerisco, a prescindere dal motivo del viaggio, l’utilizzo di ostelli, anziché alberghi di lusso. A meno che non vi capiti di trovare offerte molto allettanti in uno di questi, certo. Ve lo dico più che altro per una questione di convenienza. L’ostello dispone di zone comuni in cui poter intrattenere rapporti sociali e conoscere gente proveniente da posti differenti, ma che si trova in una situazione simile alla tua.

Dal mio punto di vista, è consigliato sia per le vacanze che se si viaggia con il fine ultimo di trasferirsi in quel Paese. In quest’ultimo caso, è meglio cercare un appartamento mentre si è già in quel determinato Paese, piuttosto che dal tuo Paese d’origine: si ha più possibilità di fissare appuntamenti per visitare gli appartamenti, incontrarsi con i proprietari ecc… Stessa cosa per il lavoro: se non ne hai già trovato nel Paese d’arrivo prima della partenza, è meglio cercarlo direttamente da lì. In conclusione, un ostello è la soluzione migliore in cui trascorrere queste prime settimane di ricerca.

Come quinto consiglio, vi suggerisco di non concentrarvi solo nella ricerca di informazioni su cosa vedere o non vedere, dove uscire a far festa ecc… ma concentrarvi anche sulla cultura di quel determinato Paese. Quello che viene considerato da maleducati, le cose che potrebbero essere mal interpretate, a causa della lingua o del nostro gesticolare. La cosa migliore è provare a comportarsi come fa la gente del posto, per evitare situazioni spiacevoli.

Sesto consiglio: acquistate un’assicurazione di viaggio prima di lasciare il vostro Paese. Accertatevi del fatto che in qualsiasi parte del mondo potrete avere copertura medica a livello nazionale ed internazionale. Non solo per questioni di salute, ma è utile anche per perdite materiali, come i bagagli, ritardi dei voli ecc…

Ora, in conclusione, se stai davvero pianificando di viaggiare da solo/a e non lo fai per paura, pensa a tutte le esperienze positive che trarrai da questa esperienza. So in anticipo che viaggiare da soli spaventa all’inizio, ma è qualcosa di cui non ti pentirai mai.

Io faccio sempre lo stesso esempio. Immaginatevi di essere arrivati agli ultimi giorni della vostra vita, nel momento in cui siete distesi nel letto senza potervi muovere né fare praticamente niente. Mettetevi in questa situazione e pensate a tutte le cose che vorreste aver fatto, ma che non avete fatto per paura, a causa di quello che avrebbero detto gli altri ecc… Vi rendereste conto del fatto che avreste potuto fare tutte quelle cose perfettamente, però non si può cambiare il passato. Per fortuna non siamo in questa situazione, perciò carpe diem.



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