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La città del futuro

Pubblicato da Daniele Scozzi — un mese fa

0 Tags: Esperienze Erasmus Varsavia, Varsavia, Polonia


PRO

-        TRASPORTI: Rimanere a terra è impossibile. Varsavia è molto grande e questo può risultare abbastanza scomodo, ma che voi dobbiate andare da una parte vicina o lontana, dietro l’angolo o in una nazione diversa, troverete il modo per arrivarci, costoso o meno che sia. Vi elenco i mezzi di trasporto con cui ho avuto a che fare:

1) NAVETTA: Sempre efficiente, la si usa per spostarsi in qualsiasi punto della città. Il biglietto giornaliero lo si paga una manciata di centesimi (di euro), e le corse ricoprono gran parte della giornata (anche fino a tarda notte) ma se sbagliate il numero della navetta potreste ritrovarvi in una zona completamente diversa, e poi tanti auguri.

2)  TAXI: E’ facile trovarli, ovviamente sono più presenti nelle stazioni di autobus/treni o aeroporti, ma in ogni caso è l’opzione che sconsiglio: la tariffa è troppo alta (e varia in base ai giorni e agli orari), quasi sempre si è costretti a pagare in contanti (e molte volte gli autisti pretendono la mancia, anche se il viaggio è durato cinque minuti) e non si può mai sapere chi si trova in auto, anche se d’altro canto neanche l’autista lo sa.

3) UBER: Un taxi molto più economico, e non di poco: ad occhio e croce in situazioni normali si potrebbe spendere la metà della metà di un taxi tradizionale. Si prenota tramite app, si paga con la carta di credito (a volte ho pagato anche in contanti, ma è raro che si faccia) e l’autista viene a prendervi in qualsiasi punto come anche in qualsiasi orario (di notte naturalmente ci sono meno autisti che stanno lavorando, ma dubito che alle due o tre di notte non ci sia nessuno, visto che a Varsavia la vita notturna non manca). Tutte le operazioni sono tracciate, da quando fate l’ordine e appare il primo autista disponibile fino a quando chi è passato a prendervi vi lascia nel punto desiderato, quindi non avete nulla di cui preoccuparvi, e per giunta a fine corsa vi arriva anche la fattura (e se volete lasciate anche una mancia). A Varsavia ci sono altre agenzie come Uber, praticamente uguali (il prezzo può variare, ma di poco) e ugualmente affidabili: Bolt e Free Now (e credo che ce ne fosse un’altra, che ora non vedo). L’unica cosa che può dar fastidio è il GPS, che siccome non è sempre preciso può confondere l’autista il quale non si presenterà precisamente al punto di incontro desiderato (e chiamarlo per avvisarlo diventa un’impresa), ma si può risolvere scrivendo l’indirizzo preciso al momento della richiesta, senza affidarsi alla posizione del GPS. Secondo me questo è il mezzo di trasporto migliore, per spostarsi all’interno della città ma anche per tragitti più lunghi. Ovviamente non potete pretendere di spendere poco più un biglietto della navetta, ma è estremamente più comodo, e obiettivamente neanche troppo costoso.

4)  METRO: L’ho usata pochissime volte, ma se avete la fermata vicina è un altro mezzo di trasporto valido (con tutti i suoi limiti) soprattutto considerando che gli studenti hanno diritto ad uno sconto, esattamente come con le navette.

5)  AEREO: A Varsavia ci sono due aeroporti, di cui uno (“Chopin”) vicinissimo al centro, mentre l’altro (“Modlin”) un po’ più lontano, ma giusto di qualche minuto. Per spostarmi ho sempre utilizzato il secondo, che magari a prima vista può non sembrare ma è ben collegato. Per esempio, ci sono diversi voli giornalieri per Londra, Bruxelles, Roma, Eindhoven, e la maggior parte di essi sono economici.  

6)  FLIXBUS: Non mancano mai. Sono economici e collegano diverse città (polacche e non) senza problemi.

7)  MONOPATTINI ELETTRICI: Bella e simpatica scoperta. All’inizio ero scettico, mi sembravano difficili e rischiosi, provai ad utilizzarli durante i primi giorni ma non riuscivo ad azionare il motore (bastava dare una leggera spinta all’inizio) e per giunta mi beccai anche una multa di qualche euro, poiché avevo parcheggiato in una zona dove non era consentito. Poi però ho iniziato ad amarli, e li usavo per farmi giri chilometrici senza una meta. Peccato però che questo amore sbocciò in inverno, e andare in giro a 25 se non 30 km/h con vento e temperature sotto o poco sopra lo zero non era molto furbo, tanto è vero che mi ammalai, e per fortuna che il dannato Covid ancora non esisteva. È un ottimo mezzo di trasporto per tragitti brevi-medi: se andare da una parte a piedi ci impiegate mezz’ora, con il monopattino elettrico ci arrivereste in poco più di cinque minuti, senza neanche correre troppi rischi perché a Varsavia, come tutta la Polonia, le strade sono fatte principalmente per pedoni e ciclisti. La più famosa e usata è la marca “Lime”, ma negli ultimi mesi ho guidato i monopattini targati “Bolt”, lo stesso servizio dei taxi, perché hanno molta più autonomia e mi sono sembrati anche più stabili. Le uniche avvertenze che sento di darvi è controllare all’inizio se il monopattino scelto presenta dei problemi (ed eventualmente fare la segnalazione sull’app) e di non utilizzarlo quando piove o se l’asfalto è bagnato, perché i rischi di cadere si moltiplicano.

-        VERDE: Varsavia è una città moderna e tutti gli edifici e immensi grattacieli lo dimostrano, ma allo stesso tempo è circondata dalla natura, come tante altre città polacche molto meno “progressiste”. Il parco più bello e famoso, che merita la visita di residenti e turisti, è sicuramente il Lazienki Park, ma anche se prima o poi vi annoierete di questo parco (cosa improbabile, perché è immenso) ce ne sono tanti altri, a volontà. Quasi ogni volta che uscivo ne scoprivo uno nuovo.

-        PREZZI: Varsavia è la capitale ed è anche molto turistica, quindi ovviamente i prezzi sono più alti rispetto ad altre città polacche poco conosciute e frequentate, ma confrontandola con altre capitali europee o città importanti rimane molto economica.

-        UNIVERSITA’: Ci sono tante università con annesse facoltà che permettono di studiare tutto, compreso l’italiano. Chi va in erasmus, non avrà certamente problemi a farsi convalidare qualsiasi tipo di esame, e questo è il motivo principale per cui consiglio questa meta. L’ufficio relazioni internazionali, ovvero coloro che si occupano di studenti erasmus, sono gentili e disponibili, non c’è mai stato nessun tipo di problema con chi lavora in quest’ambito. Semmai i problemi li ho avuti con alcuni professori, ma solo perché per correggere saggi o rispondere a delle semplici e-mail ci impiegavano un’eternità, e magari qualcuno, più che altro per questioni burocratiche, aveva bisogno di una pronta risposta.

-        ITALIA: Ci sono italiani a non finire. La maggior parte è composta da studenti, ma si incontrano anche molti adulti che per motivi lavorativi o familiari si trovano lì. Molte persone con cui ho avuto a che fare preferiscono fare amicizia con stranieri, che non è sbagliato, ma in caso di necessità potrebbe essere più facile ottenere aiuto da gente che parla la vostra stessa lingua, e per giunta è più facile, dopo l’erasmus, continuare un’amicizia con italiani, che magari non abitano poi così lontano da casa vostra. A proposito di Italia, non possono mancare le pizzerie: vi segnalo Spaccanapoli, di fronte al palazzo della cultura e della scienza, e Fontanna, non molto lontana dall’Università di Varsavia del centro storico.

-        La lingua italiana è studiata dai polacchi, e i corsi, come ho potuto constatare di persona, non sono una passeggiata. Anche chi è madrelingua ha bisogno di impegnarsi per superare gli esami o avere un voto sufficiente quando si scrivono dei saggi (anche se ovviamente non quanto i Polacchi, è inutile prendersi in giro), considerando soprattutto che i professori sono molto severi, non guardano in faccia nessuno e pretendono che le consegne siano fatte come si deve, altrimenti non si avrà vita facile. Questo però non significa che siano cattivi, anzi. E lo so che è facile crederlo, ma non pretendono di più da chi è italiano.

-        UBER EATS: E’ esattamente come Just eat. Proviene da Uber, il servizio di taxi, ed è comodissimo (forse anche troppo, perché può diventare quasi come una droga) se si vuole ordinare cibo a domicilio. Ci sono altre aziende che a Varsavia possono portarti del cibo mentre state beatamente a casa al caldo sotto le coperte, ma Uber eats è la migliore. La scelta di cibi e ristoranti è immensa, e si può monitorare in tempo reale il fattorino che, partito dal ristorante da dove si è fatto l’ordine, arriva a casa vostra. L’unica pecca è che il costo di consegna è sempre 8 zloty, ovvero quasi due euro, e alcune volte sono stato costretto a pagare anche 10 zloty (2,20 euro circa). Solo in poche occasioni ho avuto l’opportunità di risparmiarmeli, ed è accaduto quando ho “condiviso” il fattorino, nel senso che oltre al mio c’erano altri ordini che il fattorino doveva consegnare in un solo viaggio, ma in questo modo i tempi di consegnano si allungano.

-        INTRATTENIMENTO: A Varsavia qualcosa da fare la si trova, non ha importanza se faccia caldo o freddo o se siate in compagnia o da soli. Ci sono le discoteche , che non posso analizzare nel dettaglio perché non avendo un grande amore per questi luoghi ci sono andato due o tre volte in tutto il soggiorno, ma so che in determinati giorni hanno l’ingresso o addirittura la birra gratis, e con la tessera dello studente l’entrata la si paga solo due o tre euro, prezzi che in Italia non esistono, tanto meno in capitali europee. Ma non c’è solo questo per divertirsi. Ci sono pub (ideali per quando fa freddo), tanti spazi all’aperto (ideali per quando le temperature sono accettabili), pizzerie e ristoranti a non finire, svariati eventi (a prescindere dall’erasmus) in luoghi più o meno noti… senza contare poi le iniziative prese da ESN (Erasmus Student Network) di cui non parlo perché non ci ho mai avuto a che fare. E il bello è che la maggior parte di tutto questo è economico se non gratis.

 

CONTRO

- TEMPO: Non che fosse una novità. Potete andare in Polonia senza conoscere una singola caratteristica di questo Paese, ma è impossibile non sapere che qui fa un freddo “cane”, ed è questo uno dei motivi principali per cui la Polonia viene snobbata, soprattutto quando si tratta di considerarla per una esperienza erasmus. Che le temperature sono rigide è vero, inutile prendersi in giro, ma al nord (dove si trova Varsavia) il freddo è molto più accettabile rispetto al sud. Durante la mia permanenza, incredibile ma vero (come hanno sostenuto gli stessi abitanti di Varsavia), ha “nevicchiato” solo qualche volta, senza neanche che si posasse la neve. Le temperature non sono scese oltre i -2 o -3 gradi (mentre in un’altra città Polacca in cui ho vissuto, a sud, si è arrivati a -12 o -13 con tanto di sole che splendeva), e in più non è mai presente tutta quella umidità che invece è fin troppo frequente in Italia (almeno dove vivo io).

-        LINGUA: Il Polacco è una lingua impossibile, è inutile che proviate a fare i fighi cercandolo di imparare. Potrei capire questo sforzo se qualcuno dovesse trasferirsi per lavorare o per altri motivi (anche se, come mi hanno riferito alcuni Polacchi, per vivere e lavorare in Polonia ormai non è poi così fondamentale imparare il Polacco, anche se naturalmente è consigliato farlo), ma per chi in questo posto vivrà solo per una manciata di mesi è meglio indirizzare il proprio tempo ed energie altrove. A inizio semestre ci saranno sempre dei corsi di lingua Polacca organizzati dall’università, che a prescindere da quello che ho appena detto consiglio di fare, in modo tale da apprendere almeno le frasi principali che potranno servire in una città dove l’inglese (e non solo) è abbastanza usato, ma non proprio da tutti.

-        AFFITTI: Come detto, Varsavia non ha prezzi altissimi, nonostante sia una capitale turistica. Ma questo non vale per gli affitti, esageratamente alti. Ho sentito altre persone lamentarsi e che hanno confermato la mia esperienza: pagavo 350 euro al mese per un appartamentino non dico fatiscente ma neanche in ottime condizioni dove a malapena riuscivo a muovermi, e anche se si trovava in un’ottima zona (ero letteralmente circondato da supermercati, bar, fermate autobus, vicinissimo all’università dove studiavo) non giustifica un prezzo così alto, nonostante tutte le bollette fossero incluse e nonostante stiamo parlando di una capitale.  


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