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Discovering Latvia

Pubblicato da sofia zecchini — un anno fa

0 Tags: Esperienze Erasmus Riga, Riga, Lettonia


Spesso, quando si ha il desiderio di partire per un viaggio, di scoprire il mondo, di andare oltre, si parte a pensare dalle destinazioni che fanno sognare, quelle di dominio pubblico. Spiagge incontaminate con acqua perfettamente trasparente, oppure, come  nel mio caso, paesaggio mozzafiato, foreste smisurate e montagne possenti. Si guarda giustamente lontano, ma spesso la bellezza è più vicina di quello che sembra. Nel mio caso, solo 2065 km da casa.

Quando si progetta dove andare a vivere per un po' di mesi, indifferenti quanti essi siano, il primo pensiero che si ha, secondo il mio punto di vista, è per i paesi giovani e a misura di studenti. Quelli dove la vita costa poco e dove la "vida loca"è assicurata. Il pensiero va specialemente ai paesi caldi come la Spagna e il Portogallo. Posti bellissimi che si ricordano. Davanti a una decisione non facile come questa, e mai banale, quasi automaticamente alcuni paesi vengono arbitrariamente esclusi dalla lista delle possibili scelte. 

Quando mi sono trovata faccia a faccia con la lista di destinazioni Erasmus proposte dalla mia università ho scelto la Lettona e Riga come mia casa per 5 mesi. Non riesco neancora a spiegarmi bene cosa mi sia passato nella testa quando ho inviato la domanda ma ricordo un pensiero che avevo fisso quando stavo finendo di compilare le carte. "La Lettonia è un paese di confine. L'unica certezza che ho è la diversità. Sarà bello, ma soprattutto sarà una sfida.". 

Ho scelto senza neanche sapere esattamente dove fosse la Lettonia e ancora peggio senza avere esattamente idea di dove fosse Riga. Ho cominciato a studiare bene la situazione solo dopo essere stata assegnata. Pazzia pura. 

Sono partita alla cieca. Sono partita da casa mia con la paura folle di non sapere nulla della mia nuova città, senza conoscere una parola di lettone. 

Così arriva il fatidico giorno, 26 agosto ore 14.00, saluto la mia famiglia all'aeroporto di Bergamo e senza neanche rendermene conto arrivo a Riga. E' strano perchè veramente, non sapevo cosa aspettarmi ne sulla città ne sul meteo. Tutti prima di partire mi dicono di portarmi via vestiti caldissimi e mi regalano cappelli e guanti per sopravvivere a quello che sembra essere l'"inverno perenne". 

Scendo dall'aereo, c'è il sole e l'aria è frizzante. Recupero le mie valigie e con un taxi raggiungo il mio appartamento. 

Mi prendo del tempo per disfare le valigie, ambientarmi nella mia nuova casa temporanea, è calda. Mi sento a casa. 

Decido di uscire e cominciare ad assoporare questa nuova città. Parto a piedi da casa mia e da qui inizia la sorpresa. Ad ogni passo qualcosa di nuovo, palazzi coloratissimi, una città piena di parchi. Una città piccola, delicata, preziosissima con tutte le sue viette che ti strega. 

Comincio a vedere la città dalle piazze principali. Immense e allo stesso tempo piccole. Cattedrali che sono nascoste da palazzi art-noveau che devono essere scoperte con dlicatezza, dettagli che rispecchiano lo spirito di questa gente. 

Continuo nel mio camminare, ogni scorcio toglie il fiato per la bellezza, in ogni angolo c'è qualcosa per cui sorprendesi. 

Percorro le vie principali locali molto curati, accoglienti. Molti giovani e molti turisti che come me non sanno da che parte guardare perchè non vogliono perdersi un singolo momenti di quello che stavano vedendo. Proseguo per le vie fino ad arrivare nel parco principale nel centro della città tra la città vecchia e il nuovo centro della città. 

Immenso. Non ci sono altre parole per descivere. Colorato. 

Un parco attraversato da un canale con fontane e ponti. Prati curatissimi decorati con bellissimi fiori, non c'è niente fuori posto. Alberi imponenti, alberi storici che ricordano la storia della lettonia. Ponti pieni di lucchetti di persone che si fanno promesse. 

Viali infiniti di alberti, cattdreali naturali che si stagliano in alto, vento tra le fronde e foglie che cadono gentilmente in un silenzio profondissimo.

Statue e decorazioni, dislocate nei parchi che ti ipnotizzano. divenda quasi come un bisogno primario quello di rincorrere queste creazioni per capire di più, per scoprire, per andare oltre.

Continuo a perdermi nel parco e salgo l'altura, Bastione, un posto romantico dove si può vedere dall'alto tutto il parco. In mezzo a questo parco si staglia il Monumento della Liberta con la statua che innalza al cielo tre stello, la si può vedere in tutta la città. Mi piace pensare che sia sempre lì a ricordare a tutti di essere liberi ma soprattutto di sentirsi liberi

Esco dalle zone turistiche e comincio a perdermi tra la vita autentica lettone, qui i palazzi sicuramente non sono curati come quelli del centro, spesso sono diroccati e sembrano cadere da un momento all'altro. Tutto sembra così precario. Ci sono questi palazzoni giganti, ricordo di un passato imponente, ma che spinge a non fermarsi e ad andare avanti. 

Entro nel mercato centrale, tutti i giorni dalla mattina fino al tardo pomeriggio una marea di gente viene qui per vendere ortaggi, frutta, carne, formaggio e tutto quello che si può trovare di tipico. Nella confusione tipica di tutti i mercati una cosa qui non passa certamente inosservata: la precisione. Tutto quello che viene venduto è riposto sugli scaffali in modo quasi maniacale. Niente è fuori posto. Vado nel centro dei padiglioni, chiudo e gli occhi e respiro.Iil profumo delle spezie, il rumore della gente del posto. Lo spirito di Riga. 

Lascio il mercato, cammino lungo la strada, macchine che corrono e gente che parla, mi avvicino al grattacielo dell'Accademia delle Scienze, comincio a salire fino ad arrivare alla cima da dove posso vedere l'intera città dall'alto. C'è un sole timido e l'orizzonte è limpido, mi avvicino alla balaustra e l'unica cosa che riesco a dire è "wow!". 

Riesco a vedere quasi tutta la città da qui, la Daugava, tutti gli altissimi campanili della città, il Monumento della Libertà, le navi che risalgono il fiume. Wow.

Da qui in cima è più facile vedere il contrasto tra la città per i turisti e la città per la gente, ma il bello è che non sono divise. E' come se ci fosse un filo rosso che le collega, non si possono dividere l'una dalle altre, perchè la Città Vecchia non sarebbe niente senza lo spirito di Riga, e lo spirito di Riga non esisterebbe senza la possenza della Città Vecchia.

Torno a casa piena di sorpresa, tutto mi sarei aspettata da Riga se non quella si rimanere a bocca aperta ogni momento, senza trovare le parole giuste per esprimere quello che sent ogni volta che mi perdo in questra città. Chiamatele se volete magia, ma per me sono a rimarranno sempe emozioni.

Tutto si può dire di Riga, di bello e di brutto, ma quello che è certo è che non delude, perchè non può deludere un posto che fa sentire a casa. 


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