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I primi passi a Berlino


La genesi

Quando feci richiesta perl’Erasmus presso la Humboltd - Universität zu Berlin - basai la mia scelta sull’impressione che la città mi aveva fatto qualche anno prima durante un Interrail e - ancora prima - durante una vacanza con la famiglia. A posteriori riconosco che avrei dovuto basare la mia scelta su altro. Non che la città mi abbia accolto male, ben inteso. Ho avuto un esperienza positiva durante il mio semestre, anche se non perfetta. Uno dei problemi è stato sicuramente l’approccio con le formalità tedesche e le procedure di iscrizione.

La camera

La prima cosa da segnalare è che il mercato immobiliare berlinese è saturo. I cantieri a Berlino sono praticamente ogni venti metri, eppure le stanze disponibili sono pochissime. Io ho avuto la fortuna di essere incluso nella convenzione con l’università, quindi sono partito già con la sicurezza i avere un tetto sopra di me e un indirizzo definitivo. Una cosa di certo non da poco, ma ho avuto alcuni amici che hanno passato settimane in ostello prima di trovare casa, spesso in zone molto lontane e poco servite, nonostante i mezzi siano mediamente molto buoni. Il suggerimento, in questo caso, è di contattare l’università il prima possibile: appena vengono pubblicate le graduatorie nella vostra università e sapete dove sarete asseganti, anzi se possibile aprite un contatto ancora prima.

L’iscrizione

Partiamo dunque dal primo problema che non potrete evitare: l’iscrizione. Non c’è un vero e proprio ufficio Erasmus dove poter iscriversi. Non fraintendetemi, l’ufficio c’è e funziona bene, ma non può venirvi incontro con la procedura di iscrizione. Vi daranno tutte le informazioni che vorrete ogni volta che le chiederete (di persona, sui social, per mail), ma l’appuntamento per l’iscrizione è fissato dall’università. Sarà quello e soltanto quello, un un dato giorno e a una data ora. Sappiatelo, è inutile chiedere una modifica perché non è possible (o almeno, io ho insistito parecchio e non è servito a nulla). Certo, io sono stato anche parecchio sfortunato che a causa dello sciopero dei docenti sono dovuto tornare a sostenere un esame che era stato rinviato a dopo la registrazione. Quindi ho dovuto andare a Berlino senza borsa per le prime due settimane. Infatti, una volta fatto partire lo stanziamento dei fondi, non sarei più potuto tornare a sostenere il famigerato esame. E dunque mi sono mangiato circa un centinaio di euro di borsa per non poter spostare la data.

La registrazione dell’appartamento

E non è finita qui. Una inesauribile fonte d’ansia è la registrazione del contratto di affitto presso l’ufficio comunale del Bürgerämter. In Germania è infatti obbligatorio per chiunque si trattenga per un semestre (c’è in realtà un tempo minimo che non ricordo e non riesco a trovare, ma che viene superato in ogni caso dagli studenti ERASMUS) registrasi presso il comune così che si sia reperibili. Si tratta di una questione di pubblica sicurezza, anche ragionevole. Tuttavia, per uno studente che arriva è quantomeno anisogeno scoprire che gli appuntamenti risultano tutti prenotati per circa un mese. Specialmente sapendo che il termine massimo per registrare il contratto è di due settimane.

L'università in aiuto

La prima reazione è ovviamente il panico. Poi segue lo sconcerto e la rabbia: perché l’università non me lo ha detto? Perché ci sono degli addetti del Bürgerämter al giorno di immatricolazione. Ovviamente i posti per usufruirne sono limitati ed erano già tutti ufficialmente occupati quando mi sono informato (dopo il panico di cui sopra). Tuttavia riconosco questa volta che l’ufficio ERASMUS mi è venuto incontro e mi ha permesso di “imbucarmi” nelle prenotazioni che già c’erano quel giorno. Anche perché l’unica alternativa era disdire il contratto e ritornare nellincubo del mercato immobiliare per studenti (vedi sopra): no grazie! Come me ho visto molti altri registrarsi senza prenotazione: bene che siano flessibili su questo punto, ma perché devono far provare il panico su larga scala

Panico parte due

La cosa divertente? La registrazione ottenuta con grande fatica, va anche disdetta quando si riparte e si lascia la Germania. “Altrimenti ci potrebbero essere problemi se si torna a vivere in Germania” mi ripetevano. Benissimo, mi dico, e prenoto con largo anticipo per la partenza. Peccato che anche con la prenotazione effettuata più di un mese prima, l’ufficio sia stracolmo. Io nella mia ingenuità pensavo che le prenotazioni così controllate servissero per garantire un servizio rapido a quelli che riuscivano a prenotarsi. Il risultato di questa leggerezza: un pomeriggio perso in piena sessione, a due giorni da un esame.

Conclusioni e consigli

Se avete intenzione di godervi appieno l’ERASMUS in terra tedesca, mettete in conto la burocrazia, che è davvero tanta, e organizzatevi con largo anticipo: cercate una checklist delle cose da fare e dei moduli da consegnare, e chiedete tutto all’ufficio ERASMUS: meglio subissarli di domande che rovinarsi le prime settimane per paura di mancare uno di questi appuntamenti e rischiare che si venga rispediti a casa (cosa che non credo succederebbe davvero, ma chissà quali problemi sorgerebbero).


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