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Dubai - la città futuristica

Pubblicato da Antonio Coccaro — un anno fa

0 Tags: Esperienze Erasmus Dubai, Dubai, Emirati Arabi Uniti


Sono partito, con mio fratello, il 9 Luglio per fare tappa, come ultimo step del mio viaggio multitratta, a Dubai. La città, si sa, nata da poco più di 20 anni, rispecchia tutti i canoni della città futuristica per eccellenza.

Parto il 9 Luglio da Sophia spinto da fatto di aver trovato un importante offerta per il volo con Wizz Air (la compagnia low cost unghrese), ho pagato il volo di andata solo 40€.

Partiti alle 13.30 arriviamo a Dubai alle 18.30 dopo quattro ore e mezza di viaggio. Arrivati all'aeroporto, ci si prospetta una situazione che non ci aspettavamo minimamente, la completa desoluzione.

Dopo la trafila del controllo passaporti e dopo aver ricvuto il Visto temporaneo, Maps alla mano controllo la nostra posizione e mi rendo conto che siamo atterrati nel nuovo Aeroporto di Dubai, quello succursale, non ancora funzionante a pieno regime, partono e arrivano solo tre voli al momento. Altra pecca, l'aeroporto è abbastanza distante dalla città, a differenze di quello principale che sarebbe distato solo pochi minuti di metro dal nostro albergo.

A questo punto chiediamo informazioni su come raggiungere il nostro alloggio nel quartiere Deira, e i gentilissimi addetti ai lavori dell'aeroporto ci spiegano con estrema calma e minuziosamente tutti i passaggi da fare e dove acquistare i biglietti, del bus prima, della metro dopo.

Trasporti ..

Diverse sono le opzioni per quanto riguarda i biglietti di trasporto, è possibile acquistare una carta ricaricabile, chiamata Silver Card, che ha la valenza di tre anni sulla quale è possibile ricaricare del credito che verrà successivamente scalato ad ogni uscita dalla metro e bus alla fine della vostra tratta, tariffa che verrà calcolata in base al numero di stazioni che avrete attraversato, proprio come un casello autostradale.

Le altre opzioni sono: il Daily ticket, ha il prezzo di 22 dirham, l'equivalente di 5 euro circa ed è valido per 24 ore senza limiti di utilizzo, valevole, indistintamente, sia per la metro che per il bus.

La terza soluzione, probabilmente, considerando il prezzo, la meno conveniente è il biglietto mono-tratta, l'addetto in biglietteria vi ricaricherà esclusivamente la cifra di cui avete bisogno per la vostra tratta, dopodichè dovrete acquistare altri biglietti se ne avrete bisogno, ovviamente questo biglietto non è ricaricabile.

Tantissime sono le macchinette automatiche, facili da usare, anche in lingua inglese che evitano la fila, qual ora ci fosse, della biglietteria.

Noi per i tre giorni di soggiorno a Dubai, abbiamo optato per il Daily ticket, trovandoci molto bene.

Dove dormire ..

L'albergo che avevamo prenotato, Deira Hotel, distava circa un ora e mezza da dividersi tra bus e metro. L'aeroporto, essendo nuovo, non dispone ancora della fermata della metro, quindi il bus (E 55) ti porta alla prima fermata della metro, cambiando due linee, la verde e la rossa, all'altezza della stazione “Union” (punto di raccordo) si arriva alla stazione di “ Abu Baker Al Siddique” che distava soli 100 metri del nostro albergo.

Per tre notti, prenotando da Booking, abbiamo pagato 91 euro più il 10/20 % per l'imposta del soggiorno, tassa municipale e costi di servizio.

Prezzo davvero bassissimo se si considera che l'albergo era un 4 stelle, Best Western, con tutte le comodità possibili.

Arrivati in albergo, saldato il conto, ci fanno finalmente accomodare nella nostra camera. Affamati cerchiamo qualche posto da mangiare nei paraggi, ma la zona non offre niente di che, quindi dopo un giro di perlustrazione del quartiere, decidiamo di raggiungere il centro commerciale più vicino, finendo a mangiare al Mcdonald's.

La zona era piena di Supermercati h 24, e l'orario di chiusura, delle attività, in generale è tardivo, rispetto al resto dell'europa. Ad esempio, alle 22.30 siamo passati davanti ad un parrucchiere che era ancora aperto a pieno regime. Prima di tornare a casa passiamo in un supermercato h 24 e decidiamo di comprare qualcosa per la colazione che non avevamo prenotato nell'albergo. I supermercati sono molto forniti, sopratutto di prodotti di importazione, la cosa che salta all'occhio, però, è sicuramente la sezione “proibita” adibita alla vendita di carne di maiale.

Torniamo in Hotel, nonostante fosse sera, sotto un caldo davvero insopportabile, un afa tremenda. Ci mettiamo a letto e mettiamo la sveglia alle 9.00.

Ho letto che la zona migliore per alloggiare sia il quartiere “ Downtown” , il centro vero e proprio di Dubai ma i prezzi degli alberghi sono proibitivi.

Dubai Mall

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La mattina seguente, essendoci troppo caldo, come prima tappa decidiamo di andare al Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo, prendiamo la metropolitana proprio sotto il nostro albergo e dopo 30 minuti circa arriviamo alla fermata Burj Khalifa/Dubai Mall. La fermata della metro, che dista quasi 800 metri dal centro commerciale, è collegata ad esso tramite un tunnel che permette di raggiungerlo senza mettere il naso fuori dall'edificio.

Arrivati all'ingresso, quello principale, ci si rende conto da subito dell'immensità del Mall. Tanto per dire qualche numero, misura 700 x 600 metri ed ospita circa 1400 negozi davvero di ogni tipo. Fatevi venire in mente una qualsiasi tipo di marca e state sicuri che la troverete al suo interno, dalle più famose alle meno conosciute.

Il Mall, ovviamente, non ospita solo negozi, al suo interno troviamo un pista di pattinaggio

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, un cinema multisala, un acquario enorme, con tanto di squali,

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due campetti da calcio per i bambini e tante altre attrazioni che ora non mi vengono in mente.

Armati di piantina, iniziamo il nostro gito del centro commerciale iniziando dal reparto adibito all'elettronica, negozi Sony, Samsung, Philips, Toshiba,forniti di tutto punto

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, pieni di apparecchiature del tutto futuristiche, tra tutte ricordo, nel negozio Samsung, un computer a parete, digitale, alto circa 1 e mezzo dal quale era possibile controllare tutti gli elettrodomestici della casa con dei semplici clik, di tutti gli elettrodomestici, dal frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, fino all'aspirapolvere

si poteva avere una visione illustrata in 2D, era possibile, appunto, anche controllare il contenuto del frigorifero in questione senza neanche il bisogno di aprirlo, direttamente da un altra stanza.

Il negozio apple, anche fornitissimo, è a due piani, con la possibilità di provare qualsiasi tipo di apparecchio, ci sono anche delle postazioni per sedersi e caricare i proprio cellulari.

Superata la sezione dell'elettronica, dopo aver apprezzato i tanti droni che svolazzavano all'interno dei negozio, passiamo al settore dei vestiti, non è un settore vero e proprio, perchè, essendo il più rappresentativo si estende per circa l'80% del Mall. Tra tutti i negozio dove siamo entrati, eliminando le grandi marche tipoHermes

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, Gucci, Prada, Luis Vuitton ecc. Dove era impensabile anche solo metterci piene, in quasi nessuno abbiamo trovato dei prezzi di saldo.

I prezzi sono molto simili di quelli dei negozi europei, alla volte anche leggermente più costosi. Siamo stati fortunati in un negozio della Reebock a trovare dei saldi e abbiamo comprato un paio di scarpe.

Burj Khalifa

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Proseguendo il giro, infinito, del Mall arrivato il tardo pomeriggio ci spostiamo verso l'ingresso del Burj Khalifa, anch'esso collegato al Mall senza la necessità di dover uscire fuori.

Per entrare nel Burj Khalifa, l'edificio più alto del mondo con i suoi 828 metri avevamo dovuto prenotare il giorno precedente, cosi abbiamo potuto evitare la lunga fila alla cassa.

Le opzioni per entrare nell'edificio sono molteplici e a seconda del pacchetto corrispondono costi differenti.

L'ingresso al piano 124+126 costa circa 150 diram (35 euro), con questo pacchetto è compreso anche lo sconto di 40 diram allo shop della torre oppure un brioche e una bevanda al bar ai piedi dell'edificio.

L'altra opzione che prevede l'ingresso al piano più alto, il 146, ha il costo di circa 100 € se non ricordo male.

Oltre alle due opzioni di piani differenti va anche deciso l'orario di ingresso. Le fasce orarie vanno di mezz'ora in mezz'ora e dalle 9.00, ora di apertura, si può arrivare a prenotare fino alle 19.30, ora dell'ultimo ingresso possibile. Gli orari dalla mattina fino al primo pomeriggio hanno tutti lo stesso prezzo, dalle 17 in poi invece, in pieno orario tramonto il prezzo aumenta vertiginosamente. Ad esempio l'ingresso da 35 euro, negli orari più cari può arrivare a costare 70 euro.

Se volete comunque assistere al tramonto senza spendere soldi in più, questo “modus operandi” può essere abilmente aggirato. Come ho fatto io, potete acquistare l'ingresso delle ore 16,30 e rimanere sulla torre fino all'orario del tramonto senza che nessuno vi dica nulla, visto che il tempo di permanenza sul Burj è illimitato. Anche se tre ore possono sembrare lunghe, essendo confinati in un piani, neanche troppo grandi di un grattacielo, vi posso dire invece, che passano in fretta. La vista è davvero mozzafiato, gli altri grattacieli, che, visti dal basso, sembravano enormi, visti dalle vetrate del Burj Khalifa sembravano dei miseri palazzetti.

Sfortunatamente la foschia non permetteva di vedere troppo in la, si vedeva a malapena i Burj Al Arab.

Tornando all'ingresso, durante la fila per l'ascensore, si viene intrattenuti da alcuni video che documentano la progressiva costruzione dell'edificio, passo dopo passo, anno dopo anno.

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Vengono inoltre forniti informazioni sul numero di operai, tonnellate di materiale utilizzato, costi per la realizzazione, uomini impiegati e tempo trascorso nella costruzione.

La costruzione, appunto, ebbe inizio nel 2004 e venne ultimata nel 2009.

Arrivati davanti all'ascensore, il “portiere” se cosi si può chiamare, ci fornisce informazioni riguardanti la nostra “corsa”. L'ascensore impiega circa 60 secondi per raggiungere il 124esimo piano con una velocità di circa 10 m/s, qualcosa davvero di incredibile. Saliti su, a luci spente, sulle pareti ci sono delle lucine che alludono a delle piccole stelle. Il “viaggio” per quanto possa essere veloce non si ha l'idea che davvero sia stia andando a quella velocità, la salita è lineare come se fosse un normalissimo ascensore.

Appena fuori, arrivati al 124esimo piano, si viene subito assaliti dai fotografi, che a gruppi, iniziano a farvi delle foto, che dovrebbero essere spiritose, ma che non lo so affatto, che vi verranno vendute, a caro prezzo al momento dell'uscita.

In uno dei due piani, non ricordo se il 124 o il 126, c'è una terrazza dove è possibile uscire, a patto che sopportiate l'insopportabile caldo.

Da qui, però, è facilmente apprezzabile lo spettacolo delle fontane, una delle cose più caratteristiche di Dubai. Lo spettacolo con dura appena 5 minuti o anche meno, consiste in delle “pompe” (Fontane) che spruzzano acqua a ritmo di musica. Ci sono 11 spettacoli giornalierise non ricordo male, uno alle 13 e gli altri dalle 18, ogni mezz'ora.

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Sfortunatamente, ci siamo dimenticati di vedere lo spettacolo dal torre, salvo poi recuperare l'ultimo giorno.

Trascorse le tre ore, e dopo aver fatto più di 50 foto perdiamo posto vicino le vetrate per poter ammirare il tramonto. Purtroppo solo una grande delusione, la foschia ha fatto si che non si vedesse praticamente nulla, solamente il sole sbiadito in lontananza

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, niente di più, nessun gioco di colori, nessun sole che si perdeva nell'acqua. Se avessi pagato di più per assistere a questo “pietoso” spettacolo mi sarebbero girate, e non poco.

Finito anche il tramonto, gli addetti ci indicano la via degli ascensori, perchè a loro dire stanno per chiedere, anche se io vedevo persone che continuavano inesorabilmente a salire.

Ripreso l'ascensore e arrivati al piano terra, c'è un percorso che ti fa passate davanti a ristorante Armani, proprio ai piedi del Burj Khalifa, è il ristorante più lussuoso e allo stesso tempo caro di Dubai.

Sorpassato il ristorante si arriva al bar, avevamo fatto il biglietto che prevedeva bevanda e cornetto. Speravo che il ristorante fosse in cima, e si potesse consumare l'aperitivo in cima alla torre, ma ahime questo “trattamento” era compreso in un altro pacchetto, assai più costoso. Quindi, prendiamo il nostro cornetto al formaggio e la nostra acqua frizzante compresi nel nostro biglietto e torniamo nel Mall dove decidiamo di mangiare qualcosa essendo ora di cena.

Tutti i ristoranti, di tutte le più disparate catene di Fast Food del mondo sono riunite nel Food Court.

Scegliere cosa mangiare è davvero un'impresa, dalla pizza di Pizza Hut, all'Hamburgher del Mcdonald's, dal filetto di Salmone Norveggese ali Tacos messicani, Sushi, Cinese, Thilandese, Greco e Italiano, Davvero per tutti i gusti, alla fine la nostra scelta ricade su Pizza Hut. Mi alzo da tavola con la promessa di non tornarci più, la pizza era davvero immangiabile.

Finito anche di cenare, facciamo un altro piccolissimo giretto del centro commerciale, prima di andare a riprendere la Metropolitana per tornare in Hotel.

Mall of Emirates

Il giorno seguente, avevamo in programma di andare ad Abu Dabhi, soprattutto per andare a vedere la falconeria, però un po' per la difficoltà del raggiungerla, un po' per il caldo insopportabile, un po' per pigrizia decidiamo di non andare e dormire un oretta in più.

Ci alziamo, facciamo colazione e come il giorno precedente prendiamo la metro direzione Mall, stavolta è il turno del Mall of Emirates, più distante e più piccolo, se cosi si può dire, del Dubai Mall.

Se da un parte avevamo trovato, acquari, pista di pattinaggio e campetti da calcio, la cosa particolare di questo Mall è la pista da sciicostruita all'interno della struttura. Arrivati nella zona “Montana” ci sono negozi che affittato sci, snowboard, tute la scii e tutto l'occorrente per andare a sciare.

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L'interno dell'impianto è schermato dal resto del centro commerciale da delle vetrate che permettono alle persone di vedere la gente che scia.

Dentro ci sono -5°, c'è una seggiovia che per essere utilizzata necessità l'acquisto di uno skypass. Oltre alla pista da scii, neanche troppo grande, c'è anche una pista per andare con il bob, slittini e addirittura è anche possibile fare la foto con i pinguini.

L'ingresso base costa sui 60€, ma aggiungendo tutte le varie opzioni, foto con i pinguini su tutto, i prezzi diventano davvero esorbitanti.

Nel complesso il Mall of Emirates non ha niente di diverso dal precedente, costruito nello stesso modo e all'interno ospita pressochè gli stessi negozi.

Dopo una breve giro all'interno, consiglio di andare a dare un'occhiata al Carrefour, credo sia il più grande del mondo o giù di li. E' davvero fornitissimo e pieno di assaggini, dalla carne a griglia cotta al momento fino al sushi. Troverete davvero di tutto, qualsiasi cosa che avete provato in qualche parte del mondo e non riuscite più a ritrovare li ci sarà, ci sono inoltre una miriade di offerte su cioccolate varie e altri tipi di snack che vi faranno prendere la mano.

Usciti anche dal Carrefour, dopo aver mangiato patatine e schifezze varie, decidiamo di andare a prendere il bus per andare al Burj Al Arab (il famoso hotel a forma di barca a vela a 7 stelle).

Burj Al Arab

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L'hotel che apparentemente sembra vicino al centro commerciale in realtà vi dista più di 2 chilometri ed è raggiungibile tramite un oretta di autobus considerando il fitto traffico della città. Scaricati dal bus nella fermata a 200 metri dall'hotel ci avviciniamo a piedi, nonostante il caldo insopportabile per scattare qualche foto. L'albergo è sito su un isola artificiale e non è possibile avvicinarsi a meno di 100 metri circa, se non si dispone di prenotazione o invito a cena da parte di qualche soggiornante.

Proseguendo in avanti, aggirando il Wild Wadi Waterpark e il Jumeirah Hotel, si raggiunge una spiaggetta dove la visuale dell'Hotel è migliore.

Volevamo anche azzardare di fare il bagno ma, dovendo poi andare a ristorante senza poter passare prima per l'albergo, abbiamo declinato.

Dalla spiaggia vedere l'albergo cambiare colore al calar della notte è qualcosa di molto suggestivo, tantissime erano le persone in spiaggia, durante il tramonto ad assistere al bello spettacolo offerto dal sole, oggi più chiaro del giorno precedente. Scesa la sera, ci fermiamo al prima fermata del bus (ci sono delle cabine con aria condizionata dov'è possibile aspettare il bus).

Dove cenare ..

Saliamo sul bus direzione “ Dubai Fish Hut Restaurant”, il ristorante che avevamo scelto per cena. Ci arriviamo dopo circa un oretta di bus e una 20 di fermate lungo Dubai Marina. La strada era completamente disseminata di Cliniche Mediche Private di tutti i tipi, dentali, dermatologiche, urologiche ecc.

Il ristorante, abbastanza piccolo, circa una 30ina di coperti, offriva una vasta scelta di pesce.

C'era una vetrinetta dopo potevi scegliere il pesce che più ti piaceva, veniva pesato e poi si decideva il tipo di cottura che poteva essere fritto, al forno alla griglia ecc. Sul menu c'erano indicati anche tutti i possibili condimenti tipo aglio, limone, peperoncino e tante altre spezie.

Noi abbiamo ordinato un calamaro alla griglia, dei gamberetti fritti e una spigola al forno. Gamberetti e spigola davvero freschissimi e buonissimi, i calamari un po' meno. Il titolare del ristorante ci ha, inoltre, offerto del pane arabo con una specie di zuppetta di pesce tipica anch'essa molto buona.

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Alla fine della cena il conto è di 130 diram (30 €) comprensivo di acqua, molto onesto considerando quello che abbiamo mangiato e i prezzi degli altri ristoranti.

Salutiamo il titolare del locale ringraziandolo per la gentilezza promettendoli che avremmo recensito positivamente il suo ristorante e cosi abbiamo fatto. La fermata della metropolitana più vicina dista appena 400 metri dal locale, quindi dopo circa un 10 di minuti a piedi ci arriviamo e prendiamo il solito treno per tornare in Hotel.

Il giorno seguente, l'ultimo a disposizione, ci svegliamo con calma e dopo la consueta colazione (Muffin e spremuta di arancia) facciamo il check out alle 12 e spaventati sempre dall'eccessivo caldo decidiamo di tornare Nel Dubai Mall per comprare qualche piccolo regalino.

Andiamo a vedere i campetti da calcio sperando di poter giocare ma sono riservati solo ai ragazzini fino ai 14 anni, continuiamo a girare avendo l'impressione di non aver, in due giorni, neanche la metà della metà dei negozi.

Finiamo in un area chiamata “ The Souk

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molto caratteristica, diversa dal resto del centro commerciale, diversi sono i colori ed il tipo di architettura, molto bella.

Avendo gli zaini pieni e pesanti, decidiamo di trovare un guardaroba per poterli lasciare li, la ricerca, viste le dimensioni, dura circa 20 minuti.

Arrivati, leggiamo che per depositare il bagaglio ci vogliono 20 € quindi decidiamo di proseguire zaino in spalla e ci sediamo in un bar a prendere qualcosa da bere.

Arrivata ora di pranzo, torniamo nel Food Court e dopo 15 minuti passati a girare in tondo, indecisi sul cosa mangiare, io opto per il cinese, mio fratello per un hot dog e patatine. Io pago 5€ e potevo scegliere per tipi di pietanze tra la vastità della scelta. Prendo pollo in agrodolce, spaghetti di soia e “tofu” mai mangiato nulla di più disgustoso.

Nel frattempo si sono fatte di 17.30, decidiamo di andare a prendere la metro direzione aeroporto vista la lunga distanza. Alle 18 ci sarebbe stato il famoso spettacolo delle fontane,

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che non avevamo ancora visto, proprio all'interno del Mall. A questo punto decidiamo di aspettare una mezz'oretta per non partire senza averlo visto.

Arrivate le 18.00 lo spettacolo inizia con estrema puntualità, le fontane che si muovono a ritmo di musica locale sono qualcosa di davvero sensazionale. Come già detto, lo spettacolo dura solo qualche minuto ma vale la pena andare a vederlo. Finito lo spettacolo, dopo qualche ultima foto al Burj Khalifa

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prendiamo la metro direzione “IBN Battuta” dove saremmo dovuti scendere e prendere il bus “E55” che ci avrebbe portati in aeroporto.

Alle 20, dopo una buona mezz'oretta di bus arriviamo, un velocissimo check in e controlli di sicurezza, essendo l'unico volo in programma per la serata e alle 22.30 prendiamo il volo alla volta di Bucarest, dove la coincidenza del giorno dopo ci avrebbe riportato a Roma.

Fine..

Concludo la mia recensione con la personale opinione che avevo delle aspettative molto altre su Dubai, mi aspettavo qualcosa in più dalla città del terzo millennio. Sicuramente le enormi infrastruttura non lasciano indifferente ma sono anche qualcosa che stufa e non ti prende più di tanto come può succedere con qualcosa che abbia una storia dietro.

Vi consiglio vivamente di evitare il periodo estivo, le temperature rendono le giornate all'aria aperte letteralmente invivibili, questo credo che abbia contribuito in negativo alla formulazione della mia opinione non molto positiva su questa capitale.

Aggiungo delle parole non mie, ma di un amica, come pagina finale di questa recensione, leggendole si può cogliere benissimo tutta l'essenza di un città tanto lontana dai nostri standar comuni ma allo stesso tempo crede che nel tempo possa acquistare una sua identità 

" La prima cosa che mi ha colpita sbarcando a Dubai è stato l’odore. L’odore di nuovo, di pulito, di lusso, di aria condizionata, di incenso, di tè alla menta e di profumo. E una volta uscita all’aperto sono stata colpita da quello del sudore delle persone, del mare salato e dell’acqua dolce usata per irrigare le piante, che per via del caldo evapora in pochi secondi impregnando l’aria di mille fragranze. La seconda cosa che mi ha colpita è stata la luce. In confronto al sole struggente di Dubai, adesso quello nordico mi sembra una pallida luna. Appena uscita dall’aeroporto ho dovuto chiudere gli occhi e aprirli pian piano. Mi sono sentita come un vampiro che per la prima volta cammina alla luce del giorno. E appena i miei occhi si sono abituati, sono stata colpita dai colori. Innanzitutto il giallo della polvere del deserto che sporca i grattacieli di vetro, le Lamborghini e le Ferrari parcheggiate in doppia fila, i marciapiedi e le strade cotte come carbone in una stiva. La polvere circonda l’intera città, entra in tutti i suoi vicoli e i piccoli interstizi, soffocandola in una morsa di afa. Poi il bianco delle tuniche degli uomini, immacolate come se lavate in paradiso, dei marmi dentro i centri commerciali, delle vele triangolari dei dhow che solcano il mare turchino, acceso e brillante come quello dei Caraibi. Il nero delle donne, avvolte in abaya con diamanti sul copricapo e sulle maniche. Il nero dei loro occhi, grandi, profondi, bellissimi. Il rosso, il viola e l’arancione dei sari indiani e delle mille spezie vendute nei suq: cannella, curcuma, cumino, cardamomo, fiori di garofano, peperoncini di ogni grado di piccantezza, pepe rosa bianco e nero, ginepro, zafferano, noce moscata, nocciole, mandorle, datteri, sale grezzo e sale fino, zucchero, sesamo, tamarindo, zenzero e poi alloro, basilico, borragine, menta, origano, rosmarino, salvia e timo "

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