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Palazzi dell'Iran: il complesso di Saad Abad (pt.2)

Il palazzo verde

Okay, sono sicura che tutti stavate fremendo per la seconda parte, lasciatemi nel mio mondo felice per favore. Per coloro che non avessero letto la prima parte, ecco il link: ( http://bit.ly/2iN09Wy ). Lasciando il primo palazzo cioè il palazzo bianco, ho chiesto alla guida come arrivare al "Palazzo verde" e mi ha detto che si può sia prendere il minibus per un piccolo prezzo oppure camminare fin là. Quando ha detto camminare io pensavo 5 minuti, non così tanto. Il tempo era bello ed ero in buona compagnia (gli olandesi dell'equipaggio di volo) con cui parlare ed erano anche abbastanza bravi a fare conversazione ma era davvero lontano. Era anche in salita quindi diciamo che ho allenato le gambe, la mattina dopo ero tutta indolenzita.

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(Il palazzo verde da lontano)

Ma basta parlare del mio fisico atletico, ecco alcune informazioni sul palazzo verde. Il motivo per cui considero queste informazioni di importanza vitale è che senza queste è solo un bell'edificio con bei mobili, come se non avesse una storia. Questo palazzo apparteneva a Reza Shah ovvero il padre di Mohammad Reza Shah. Visse e lavorò lì per molti anni. Il palazzo si trova a Nord Ovest nel complesso del Saad Abad, ci sono voluti circa sette anni per costruirlo. L'esterno del palazzo venne decorato con un raro marmo verde dalle miniere dell'Iran, da cui il nome di palazzo verde. Questo palazzo ha solo due piani e durante il regno di Mohammad Shah venne usato per alloggiare gli ospiti, uno di quelli degni di nota potrebbe essere Jimmy Carter, uno dei presidenti americani.

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(Le scale)

Vediamo alcune delle stanze di questo palazzo e come avrei voluto viverci, dopo aver salito le scale si vede la famosa "Sala degli specchi". Questa sala ha specchi sulle pareti perfino sul soffitto, è un tipo di lavoro originale iraniano e sono serviti più di 4 anni per completare la sala. le tende sono d'argento e il tappeto è lungo più di 70 metri, provate a immaginare, tende d'argento.

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(La sala degli specchi)

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(Una foto migliore della sala degli specchi)

Fonte

Questo è l'ufficio di Reza Shah, notate quanto sono trasgressiva, il cartello dice che fare foto è proibito e io le faccio lo stesso. No, scherzo, ho chiesto il permesso e la guida è stata così gentile da lasciarmele fare. Lì c'è anche una foto di Reza Shah stesso. Purtroppo non non sono riuscita a fare una foto decente del suo ufficio.

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(L'ufficio dello Shah)

Fonte

Questo è il salotto, guardate il soffitto e il lampadario, davvero magnifici. Per finire il soffitto devono essere serviti anni. Ora la parte migliore del palazzo, la stanza dello shah; le pareti e il soffitto hanno degli specchi, bellissimi. Ma la cosa più sconvolgente è che il soffitto ha lo stesso decoro del tappeto sul pavimento, hanno veramente dipinto il decoro del tappeto sul soffitto, meraviglioso.

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(Il salotto e il lampadario)

Un'altra cosa divertente è che non c'era un letto nella stanza originale in quanto Reza Shah insisteva per dormire sul pavimento, abitudini militari dure a morire. (Reza Shah era un soldato prima di diventare re). Dopo la ristrutturazione fatta da Mohammad Reza Shah venne aggiunto il letto. Il bagno venne ricostruito nel 1970 in marmo.

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(La stanza dello Shah)

Fonte

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Il piano più basso venne usato come seminterrato durante il regno di Reza Shah e più tardi diventò sala ricevimenti, due stanze e una sala da pranzo per gli ospiti stranieri. Questo è più o meno tutto riguardo al palazzo verde.

Il museo dei fratelli Omidvar:

Okay, allora questo museo si trova all'interno del complesso del Saad Abad ma non ha molto a che fare con la dinastia Pahlavi. Il museo è di due viaggiatori iraniani che viaggiarono tutto il mondo per portare un messaggio di pace e unità. Il loro motto era che "Tutti sono diversi, tutti sono legati". I loro nomi erano “Eisa Omidvar” e “Abdollah Omidvar” nati a soli due anni l'uno dall'altro. Il loro museo contiene la loro collezione di ritrovamenti e raccolte. Siccome ero concentrata sui Pahlavi e sul loro stile di vita sono passata velocemente per questo museo perché volevo proseguire e vedere altre cose a loro relative ma quando stavo per andarmene ho realizzato che probabilmente sarebbe stata l'unica volta in cui avrei potuto visitarlo quindi avrei fatto meglio a visitarlo per bene e capire tutto.

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(La moto e la macchina che hanno usato nei loro viaggi)

Il posto in cui c'è il museo in origine serviva per le carrozze e come luogo in cui riposavano i conducenti delle carrozze durante la dinastia Qajar. I fratelli Omidvar viaggiarono per il mondo per 10 anni e quando iniziarono possedevano solo 90 dollari. Fecero esposizioni con i loro souvenir, scrissero articoli e tennero discorsi in università famose nel mondo, alla fine dei loro 10 anni di viaggi crearono un documentario di 16 ore che venne proiettato per 10 anni di fila in un cinema; alla fine dei loro viaggi erano piuttosto famosi.

La prima foto mostra le loro fotocamere, gli occhiali da sole, i passaporti e altri oggetti personali.

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Una delle loro raccolte, una collezione di teschi tra i più grandi, quello di un gorilla, quello di uno scimpanzé, quello di una scimmia e parte di quello di un elefante marino. Questi teschi hanno origini africane.

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Una foto dei fratelli Omidvar, 7 anni dei loro viaggi vennero fatti su motocicletta.

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I fratelli Omidvar sul Rio delle Amazzoni dopo aver cacciato un tapiro.

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I fratelli Omidvar a Parigi accanto alla torre Eiffel.

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Museo delle Auto Reali

Bene questo è più o meno tutto riguardo al museo dei fratelli Omidvar, poi abbiamo il Museo delle Auto Reali e, davvero, era il paradiso e non sto nemmeno esagerando. Mi è davvero piaciuto moltissimo; aveva alcune delle migliori auto d'epoca che abbia mai visto. Non mi piacciono nemmeno così tanto le auto e comunque ho trovato questo museo veramente affascinante.

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(La macchina che Mohammad Reza guidava personalmente)

Erano circa 5 minuti a piedi fino al museo delle auto reali, anzi circa 4 e qualcosa, il tempo stava diventando freddo e io avevo solo tre strati di vestiti, non avevo proprio voglia di congelare quindi ho camminato velocemente e mi sono goduta la sensazione di entrare in un edificio caldo.

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Il museo era piuttosto piccolo e come al solito le spiegazioni erano deludenti in quanto non erano per niente dettagliate, quindi un grazie speciale a Mr. Akbari, la guida, che ha passato 20 minuti con me spiegandomi ogni singola auto. Mi ha detto che ama il suo lavoro e che è orgoglioso del fatto che l'Iran abbia delle antichità così preziose. Ho apprezzato molto le sue spiegazioni, specialmente dopo aver realizzato quanto fossero affascinanti.

La prima macchina del museo apparteneva a Ashraf Pahlavi che era la sorella gemella di Mohammad Reza Shah. Quest'auto e della Rolls Royce, fatta in Inghilterra. È antiproiettile, a prova di fuoco e ha il cambio automatico. Il fatto che nessuna macchina avesse queste caratteristiche all'epoca la rende ancora più interessante.

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Sul lato destro del museo c'è la carrozza reale che fu un regalo per l'incoronazione di Reza Shah da parte dell'ambasciatore inglese. L'interno della carrozza è tutto in pelle, un tipo che rimane perfetto anche dopo di 90 anni. C'è anche la corona reale incisa che sembra in 3D, voglio dire chi aveva mai sentito parlare del 3D 90 anni fa?

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(la carrozza reale)

Adesso c'è la mia auto preferita, una che sognerei di comprare un giorno. Quest'auto è anche conosciuta come la sposa tra tutte quelle presenti. È la Mercedes Benz personale di Farah Pahlavi specialmente disegnata e costruita per lei. Lasciatemi dire alcuni fatti sorprendenti su questa macchina, è costruita in materiale per aeroplani, per la maggior parte alluminio, quindi è super leggera. All'interno c'è una bombola d'ossigeno quindi in caso fossero rimasti intrappolati da qualche parte e ci fosse mancanza d'ossigeno avrebbero potuto respirare grazie a quella fino all'arrivo dei soccorsi. L'interno dell'auto è fatto in pelle di bufalo; è ancora perfetta dopo tutti questi anni. Il volante è idraulico ma il cambio non è automatico. Anche quest'auto è antiproiettile e a prova di fuoco ma credo che sia scontato. Anche il colore è unico.

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Queste altre auto venivano tutte usate per le cerimonie dello Shah o per portarlo in giro, tutte sono antiproiettile, anti fuoco, con volante idraulico e cambio automatico. Mi è davvero piaciuto molto questo museo.

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Dopo il museo si stava facendo tardi quindi ho deciso di andare a casa, sono uscita dalla porta "Darband" e c'erano i taxi diretti a Tajrish, sono saltata su uno e sono andata a Tjrish, da lì poi si può prendere la metro.

Ho passato più di sette ore a scrivere questo articolo quindi spero davvero che vi piaccia. restate connessi per altri articoli interessanti.

Saluti


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